Il castello medievale: dal mito alla storia

Il castello medievale: dal mito alla storia

Se il Medioevo è uno de periodi più mistificati, bistrattati e male interpretati della storia dell’uomo, il suo simbolo per eccellenza è il castello. Per poter appagare l’immaginario comune un vero castello deve possedere -necessariamente- delle caratteristiche ben definite: esso deve avere delle torri imponenti, possibilmente squadrate e con tetti conici, deve avere un ponte levatoio, delle mura granitiche fornite di merli, (“guelfi” o “ghibellini” poco importa, pochi ricordano quale tipologia appartenga alla tale fazione), ed infine un tirannico signore circondato di vassalli valvassori valvassini. I cliché sul castello però non si fermano qua, esso deve avere intricati passaggi segreti e dei sotterranei bui e tenebrosi, al suo interno devono vivere cavalieri senza macchia che si sfidano a duello e pallide dame di corte intente a pregare o tessere inganni… noi ci fermeremo qui, ma la lista sui luoghi comuni riguardo i castelli potrebbe andare avanti all’infinito.

La nostra visione, figlia del revival neomedievista del romanticismo ottocentesco, è così a fondo penetrata nel sapere popolare che tutt’oggi il mito del castello è felicemente sfruttato da romanzi e serie televisive. Il castello fiabesco per eccellenza è quello della Disney, che campeggia imperioso all’inizio di ogni cartone animato della tanto amata casa di produzione americana.

Il castello medievale: dal mito alla storia
Il famoso castello di Topolino e a fianco un vero castello medievale.

Un’altra fortezza dall’impressionante ambientazione medievale è Hogwarts, il fantastico castello magico della saga di Harry Potter, che abbiamo tutti imparato ad amare attraverso libri e film. L’elenco potrebbe essere infinito; abbiamo Minas Tirith, la gloriosa capitale di Gondor del Signore degli Anelli, che si staglia contro la marea delle forze maligne di Sauron ed il Fosso di Helm, anch’esso parte della trilogia della Terra di Mezzo. Ma la fortezza per eccellenza della saga epica del Maestro Tolkien è Gondolin, una città-fortezza segreta e imprendibile.

Il castello medievale: dal mito alla storia
A sinistra Minas Tirith, capitale di Gondor e a destra la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.

In un contesto sempre simil-medievale è ambientata la saga de le Cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin, ai più nota col nome de “Il trono di spade”. Anche qui le fortezze e i castelli sono lo sfondo dell’intreccio politico e avventuroso che anima la vicenda. La famosa barriera, copia spudorata sia del Vallo di Adriano che della Muraglia Cinese, (stavolta di ghiaccio), è il baricentro di questi racconti, ma tutt’intorno si animano altre grandi fortezze: Approdo del re, Castel granito, Grande inverno, Roccia del drago e tante altre. Noi tutti amiamo questi castelli, e, inconsciamente, ne proiettiamo le forme nel Vero medioevo.

Il castello medievale: dal mito alla storia
A destra Grande Inverno, la sede della famiglia Stark de il Trono di Spade e a destra la fortezza di Maegor della capitale Approdo del re.

 

Il termine castello deriva dal latino castellum, un diminutivo di castra, (accampamento, forte), e lo incontriamo già nel De bello gallico di Cesare, (7, 69). Col tempo il diminutivo castellum venne ad indicare una fortezza intera, di qualsiasi dimensione. Nella tarda epoca imperiale romana, abbandonati i forti in legno, le fortezze di pietra si moltiplicarono a dismisura col fine di proteggere i cittadini dalla minaccia delle invasioni barbariche. I castelli divennero di conseguenza più piccoli, economici e dalle forme irregolare capaci di adeguarsi al paesaggio e alla conformazione del terreno. Sono questi i veri avi dei castelli medievali. Caduto l’Impero Romano in Occidente nel 476, i barbari occuparono le fortezze romane ancora utilizzabili ma, incapaci di riprodurle – non avevano le conoscenze tecniche necessarie– le loro fortezze si limitavano a fossati, terrapieni e torri e palizzate in legno. Difese rudimentali, ma efficaci.

Prettamente medievale è quel fenomeno noto nel Belpaese e all’estero col nome di “incastellamento”. L’incastellamento, (X-XII sec.), fu il fenomeno che vide un’intensa costruzione di fortezze, torri, mura e castelli da parte di iniziative private, spesso senza alcun permesso regio. Una sorta di “abusivismo medievaleante litteram. Abati, duchi, conti e grandi signori costruivano piccoli o grandi castelli per difendere la popolazione e i propri averi dall’assalto dei nuovi invasori come Ungari, Saraceni e Normanni. A volte questi castelli venivano costruiti per difendere centri abitati, altre volte per controllare ponti, strade o valichi alpini.

Ed è proprio nella penisola che incontriamo alcuni dei castelli più affascinanti della storia medievale, primo fra tutti Castel Del Monte, la cui pianta ottagonale mostra l’abilità architettonica dei mastri italiani del medioevo. La grande maestria nella costruzione delle fortezze doveva pareggiare, se non superare, le capacità ossidionali della tecnologia militare, ovvero le tecniche e le armi d’assedio. È per questo che l’aspetto dei castelli cambiò di secolo in secolo. Ogni miglioramento tecnologico delle macchine d’assedio significava uno sforzo maggiore nella costruzione e pianificazione delle fortezze.

Il castello medievale: dal mito alla storia
Evoluzione del castello medievale, da semplice punto di controllo fortificato in legno a massiccia costruzione in pietra.

L’arte di costruire questi giganti di pietra fu dunque in costante movimento, così da garantire la massima protezione ai suoi occupanti. Per lungo tempo “castello” voleva dire garanzia di sicurezza. Capitava infatti di rado che i castelli venissero presi con la forza, mentre più spesso gli occupanti si arrendevano per la fame si giungeva ad un accordo per terminare l’assedio. L’avvento dell’artiglieria azionata dalla polvere da sparo fu la rovina dei castelli: da quando i cannoni e le colubrine vennero perfezionate le mura divennero più basse e più larghe per attutire le cannonate, le torri da quadrate diventarono tonde per non fornire angoli vulnerabili mentre tutto il profilo delle fortezze si abbassava e allungava. Era la fine dei castelli medievali e l’inizio delle grandi fortezze dell’era moderna.

(di Marco Franzoni)

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