George R. R. Martin, il mondo di Westeros e la religione

George R. R. Martin, il mondo di Westeros e la religione

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

«Lo giuro sugli antichi Dei e anche suoi nuovi.» Per chi, come me, è appassionato dell’universo fantasy ideato dal prolifico scrittore George R. R. Martin, queste parole suoneranno sicuramente familiari. Stiamo parlando della saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, spesso meglio conosciuta come Il Trono di Spade. Quest’ultimo è infatti il nome con cui in Italia è nota la serie televisiva ispirata ai romanzi. Martin ha pensato e creato un mondo ricco di dettagli, con una miriade di personaggi che si muovono all’interno di un universo suddiviso principalmente in due continenti, Westeros ed Essos.

Il continente di Westeros è decisamente simile all’Europa del tardo Medioevo, e lo stesso scrittore ha più volte ammesso di essersi ispirato alla Guerra delle Due Rose (combattuta in Inghilterra fra il 1455 e il 1485) per scrivere le vicende dei libri. Come nel “nostro” Medioevo, anche in quello di Martin la religione ha grande importanza e interessa numerosi aspetti della vita sociale. Tuttavia, se nel reale XV secolo era il Cattolicesimo l’unica religione universalmente diffusa in Europa, Westeros vede invece la compresenza di numerosi culti e credenze. Dei antichi e nuovi, appunto.

Gli Stark di Grande Inverno, e i loro vassalli, sono i discendenti dei Primi Uomini e credono negli Antichi Dei. Vivono a nord di Westeros, in una terra fredda e spesso inospitale. Come si può comprendere anche dal nome, quello degli Antichi Dei è il culto più antico di Westeros e ha la sua origine fra i primi e ancestrali abitanti del continente. Si tratta di divinità senza volto o aspetto, che dimorano fra gli alberi, i fiumi e la natura in generale. I più importanti e rispettati fra questi elementi naturali sono gli Alberi del Cuore; alberi sacri sui cui tronchi sono stati scolpiti, in epoche passate e da mani misteriose, dei volti antropomorfi. I Primi Uomini venerano queste piante ed è davanti a esse che celebrano i riti più importanti, come i matrimoni e i giuramenti solenni. A volte questi Alberi del Cuore si trovano all’interno di un vero e proprio bosco sacro, chiamato Parco degli Dei.

George R. R. Martin, il mondo di Westeros e la religione

Non è difficile ritrovare nel culto degli Antichi Dei diverse somiglianze con i culti pagani dell’Europa pre-cristiana. L’albero sacro, ad esempio, è molto diffuso nella tradizione germanica. Sassoni e altri popoli della Germania settentrionale veneravano l’Irminsul, l’albero del mondo, sacro al dio Wotan. Nel paganesimo norreno e scandinavo troviamo invece Ygdrassil, anch’esso simbolo dell’albero cosmico e della vita. Inoltre, sia fra i celti che fra i germani, erano diffusi i boschi sacri. Uno dei più importanti era il Bosco dei Carnuti, luogo cardine di tutta la tradizione druidica continentale. Alberi e foreste sacre sono attestate anche in Irlanda e in Britannia. La religione degli Antichi Dei sembra poi avere molto in comune anche con altri riti di tipo sciamanico e animista originari dell’Europa. A Westeros tuttavia non sono solo gli uomini del nord a seguire questo culto; anche i Bruti, o Popolo Libero, seguono le antiche usanze. Essi sono un insieme di clan e tribù semi-primitive che vivono a nord della Barriera, una specie di enorme Vallo di Adriano. Come i popoli barbari, premono a sud e minacciano la civiltà. Non è che un altro indizio di come celti e germani possano aver ispirato Martin nella creazione dei Primi Uomini e degli Antichi Dei.

Se i Primi Uomini sono confinati a nord, la colpa è degli Andali. Giovane e bellicoso, il popolo andalo è arrivato da est e ha conquistato buona parte di Westeros scacciandone i precedenti abitanti. Esso ha portato con sé, oltre alla propria lingua e ai propri costumi, anche la propria religione: il culto dei Sette. Il Padre, la Madre, il Guerriero, la Fanciulla, il Fabbro, la Vecchia e lo Sconosciuto sono le divinità venerate dagli Andali. Sebbene un paragone fra i Sette e la Trinità possa essere decisamente azzardato, è innegabile come la religione andala sia molto simile al Cristianesimo. Entrambe sono fedi rigidamente organizzate e con una teologia ben precisa. Anche la gerarchia del clero appare molto simile; così come noi infatti abbiamo il Pontefice, Westeros ha un Alto Septon. E’ il capo della chiesa dei Sette, e la sua autorità si estende su tutto il continente. Da lui dipendono septon e septe (la versione martiniana di preti e suore) e può esprimersi in materia di dogmi. Come spesso accadeva nel nostro Medioevo, anche l’Alto Septon a volte non è altro che una pedina nelle mani di Re e nobili. Il culto dei Sette ha anche un testo sacro, la Stella a sette punte.

George R. R. Martin, il mondo di Westeros e la religione

Anche l’impatto che la nuova religione degli Andali ha avuto su Westeros è molto simile a quello che il Cristianesimo ha avuto sull’Europa medievale. E’ grazie al culto dei Sette che nasce il concetto di cavalleria. Primi Uomini e adoratori degli Antichi Dei non hanno questo concetto, o comunque non ci danno quella stessa valenza religiosa e sociale. Il cavaliere, che diventa tale tramite l’investitura e si consacra agli Dei, è una diretta conseguenza dell’arrivo degli Andali e della loro religione. Lo stesso dunque si può dire dell’intero sistema feudale del Continente Occidentale. Gli Stark, per capirci, hanno soldati che combattono a cavallo, ma non hanno cavalieri che hanno ricevuto l’investitura. Una cosa analoga la fece il Cristianesimo nel Medioevo; la cavalleria, intesa non come unità di guerrieri a cavallo, ma come classe nobiliare, è inevitabilmente collegata alla religione cristiana. Il vincolo stesso fra sovrano e feudatario e fra signore e cavaliere, oltre a essere qualcosa di politico e sociale, è soprattutto qualcosa di sacro. E’ fatto sotto gli occhi di Dio. Infine, proprio come certi ordini cavallereschi medievali, anche la Guardia Reale di Westeros è vincolata da voti di obbedienza e castità.

La religione dei Sette, proprio come il Cattolicesimo, ha anch’essa i suoi movimenti ereticali e le sue spinte pauperistiche. Ricordiamo, ad esempio, l’Alto Passero. Si tratta di un ex septon, che ha raccolto un nutrito gruppo di seguaci fra gli strati più bassi della società (chiamati Passeri) e che di fatto ha assunto il controllo della capitale del regno. L’Alto Passero condanna la ricchezza e la corruzione dei ricchi, predica la povertà e impone penitenze eclatanti ai peccatori. I Passeri inoltre non disegnano l’uso della forza, scontrandosi spesso e volentieri con gli armigeri del re. Non è difficile in questo caso fare un paragone con certi predicatori pauperistici del Medioevo, come frà Dolcino da Novara. Anche i Passeri di Westeros, inoltre, praticano spesso l’auto-mortificazione del corpo, come certi movimenti nati in epoca medievale (es. i flagellanti). L’atteggiamento della gerarchia ufficiale del culto dei Sette, nei confronti di queste deviazioni, è ambiguo e altalenante. Questi movimenti vengono spesso usati per raggiungere scopi politici, e altrettanto spesso vengono repressi e combattuti. L’Alto Septon, nella storia di Westeros, si trova spesso anche ad avere a che fare con il cosidetto Credo Militante. Esso è composto principalmente da due ordini religiosi e militari, i Figli del Guerriero e i Poveri Compagni. Entrambi fortemente pauperistici, si distinguono per il loro fanatismo e per la loro intolleranza. Fra i Figli del Guerriero è inoltre diffuso l’utilizzo del cilicio.

George R. R. Martin, il mondo di Westeros e la religione

Di più difficile inquadramento è il culto di R’Hollor, il Signore della Luce. Si tratta di una religione nuova per Westeros, di provenienza orientale. Sotto certi aspetti anch’essa ricorda il Cristianesimo, ma ha anche forti somiglianze con talune tradizioni più antiche (es. lo Zoroastrismo). E’ un culto fortemente manicheo, fondato sull’eterna battaglia fra Luce e Ombra. Lo stesso Martin ha amesso di essersi ispirato allo Zoroastrismo, dove il fuoco è elemento essenziale, ma di aver anche inserito elementi tipici del Cristianesimo e dell’eresia catara. Il simbolo di R’Hollor è un cuore rosso fiammeggiante, a ben vedere molto simile al Sacro Cuore di Gesù. Il culto del Signore della Luce ha anche una grossa similitudine con le principali religioni monoteiste da noi conosciute: è l’unica fede di Westeros a non ammettere categoricamente la presenza di altre credenze e di altre divinità. I seguaci di R’Hollor sono decisamente intolleranti e fanatici, tanto da aver fatto ipotizzare a numerosi fan della serie che questo culto non sia altro che la rappresentazione martiniana del fondamentalismo in generale.

George R. R. Martin, il mondo di Westeros e la religione

Mi sono limitato ad analizzare le tre principali religioni presenti nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Ce ne sono ovviamente molte altre, dai misteriori culti di Essos al Dio Abissale delle Isole di Ferro. Nel creare il suo Medioevo alternativo, George R. R. Martin ha deciso infatti di dare grande importanza alla religione. Possiamo dire che essa abbia un ruolo spesso predominante all’interno delle vicende, sia nella sua accezione spirituale che in quella più politica e sociale. In questo, il mondo di Westeros è decisamente simile al vero Medioevo.

(di Andrea Tabacchini)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Articoli correlati

Potrebbero piacerti

Gianni Berrino (FdI): riportare a destra la tutela dell’ambiente
Abbiamo fatto una piccola chiaccherata con Gianni Berrino - Assessore [...]
Iwobi, Lega: “Mi chiamano ne***o da cortile”. E a sinistra tutto tace
Tony Iwobi, senatore Lega Nord, reagisce all'ipocrisia sempreverde dell'antirazzismo all'italiana. [...]
Fiat, addio all’Italia rampante e vincente che non c’è più
La Fiat non è più italiana. Qualcuno aveva espresso dubbi [...]
Progetto Nazionale, appoggio a Fratelli d’Italia in Emilia e Veneto [VIDEO]
Piero Puschiavo, Presidente di Progetto Nazionale, traccia la rotta del [...]
Ultime

NOTIZIE

Seguici su

Facebook

Ultime da

Twitter

Scroll Up