Anarchia e cristianesimo secondo Lucilio Santoni

Anarchia e cristianesimo secondo Lucilio Santoni

“Uno stato di perfezione è uno stato dove non c’è potere al di sopra dell’uomo, in altre parole, l’anarchia. Il Regno di Dio è la libertà e l’assenza di tale potere… il Regno di Dio è l’anarchia” – Nicolaj Berdjaev

L’Anarco-cristianesimo è una corrente filosofica che annovera al suo interno pensatori illustri come il sopracitato Berdjaev, Lev Tolstoj, Søren Kierkegaard, il pedagogista Ivan illich, Simone Weil e tanti altri. Una corrente che si ispira liberamente ad esperienze come quella del Cristianesimo delle origini, esprimendo valori contrastanti rispetto alla ‘cristianità’, ai poteri ecclesiastici, alla ierocrazia. Ricalcando determinati riferimenti biblici, così come il contenuto della lettera a Diogneto, questi autori hanno raccontato una forma di cristianesimo staccato dalle autorità terrene, dentro e fuori dal mondo allo stesso tempo.

Sul tema in questione ha dato un’ulteriore contributo Lucilio Santoni nel 2014 con il suo libro “Cristiani e anarchici. Viaggio millenario nella storia tradita verso un futuro possibile” (Infinito Edizioni, 2014, pp. 181)

 

•Il tuo libro si riallaccia in qualche modo al testo di Ellul “Anarchia e cristianesimo”, e più in generale ai concetti espressi da altri autori (Tolstoj, Illich, Berdjaev) considerati come anarco-cristiani?

Mi sono nutrito degli autori che nomini, soprattutto Ivan Illich. Ma la mia ricerca è rivolta al presente: cosa vuol dire oggi essere anarchici? E come può, il pensiero anarchico, sposarsi con le radici della nostra cultura, che sono cristiane? Penso che tale impossibile matrimonio sia l’unica speranza per un mondo sempre più alla deriva, un mondo alla disperata ricerca di dèi e di passioni tristi.

Anarchia e cristianesimo secondo Lucilio Santoni

•È possibile secondo te ricostruire un filone letterario a parte sull’anarco-cristianesimo?

Più che un filone letterario, quello che ho cercato di fare è stato indicare i tantissimi punti di convergenza, teorica ed esistenziale, tra quelle che sono due modalità dell’essere, la cristiana e l’anarchica; a mio parere, le uniche che riescano a far fronte alla tragedia della vita con dignità. Storie di uomini, soprattutto, che hanno incrociato le proprie esistenze con altri, e da quegli incroci hanno tratto idee, affetti e ricchezza spirituale.

•L’idea di scrivere questo libro ti è venuta dalla definizione che Nietzsche dà di Gesù Cristo, “Santo anarchico”. Cosa intendeva esattamente il filosofo tedesco?

Nietzsche non vedeva di buon occhio né i cristiani né gli anarchici, perché li considerava “mollicci”, e non certo all’altezza del Superuomo. Però li accomunava. E comunque, l’idea non mi è venuta da quel filosofo. In realtà, è da tutta la vita che perseguo quelle che prima ho chiamato modalità dell’essere. Mi appassiona da sempre la loro convergenza: una convergenza all’infinito, che può aiutarci a ricercare il senso del nostro stare al mondo.

•Si può rintracciare, in un certo senso, un’impronta anarchica del Cristianesimo primitivo, che poi va perdendosi con la sua istituzionalizzazione, fino a diventare religione di Stato?

Anarchia e cristianesimo secondo Lucilio Santoni
Lucilio Santoni

Certo che si può rintracciare, quell’impronta. E’ proprio ciò che voglio mettere in evidenza. Impronta che, come dici tu, si perde rapidamente per entrare in quell’orgia di potere che sarà la Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Cristo dice: non sono venuto a togliere la legge, ma a compierla. Ecco il punto: solo se io ho dentro di me la legge giusta, potrò relazionarmi all’altro in modo amichevole e non violento. Altrimenti la violenza dovrò subirla o esercitarla, attraverso l’imposizione o la trasgressione della legge.

•Fai spesso riferimento all’America Latina come terra di speranza

Parto dal presupposto che l’unica speranza al mondo è quella di sperare la disperazione. E allora, vedo nell’America Latina e nella sua poesia il luogo che più si avvicina a tale mia utopia. Ma forse è solo perché sono innamorato di quella terra, e sono innamorato della poesia. In tal senso, voglio aggiungere che la conditio sine qua non del connubio tra cristianesimo e anarchia passa necessariamente da un sentire poetico, senza il quale ogni matrimonio da che mondo è mondo è destinato a fallire. Da ultimo, lasciami annunciare che il prossimo mese di febbraio uscirà il mio nuovo libro: “Il mondo che viene. Partitura libera per cristiani e anarchici” (edizioni More Nocturne Books).

(intervista a cura di Emilio Bangalterra)

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