Bardonecchia, ovvero come l'immigrazionismo si contorce su se stesso

Bardonecchia, ovvero come l’immigrazionismo si contorce su se stesso

Qualsiasi cavillo si possa trovare, non c’è dubbio che l’irruzione dei poliziotti francesi nel centro migranti di Bardonecchia avvenuto un paio di giorni fa sia un atto clamorosamente illegale, l’ennesimo sputo alla nostra sovranità nazionale.

Ma il problema, che ci crediate o meno, non è questo, in questo circolo della distruzione nel quale siamo invischiati senza un’appartente uscita. O meglio, non è solo questo. Ad un paradosso simile siamo arrivati anche per colpa di una classe dirigente che ha ormai consapevolmente deciso di non controllare il proprio territorio, con l’accoglienza indiscriminata ai clandestini, il favoreggiamento degli sbarchi e delle partenze, l’assistenza più o meno esplicita (se si parla di denaro, molto esplicita) alle ONG che per lungo tempo non solo hanno svolto attività illegale, ma hanno pure preteso di dettare legge quando quella che dovrebbe essere la suprema attività dello Stato si è permessa di dirgli che qualcosa non va.

È impossibile non notare il clamoroso cortocircuito che tutto il clero immigrazionista ha generato dopo i fatti del piccolo comune piemontese. Pagine facebook, giornali, politici si sono lanciati nella critica alla cattivissima Francia che viola la nostra sovranità.

Peccato che lorsignori siano stati i primi a infangarla e a vilipenderla, urlando ai quattro venti messaggi di solidarietà farlocca, abbattimento di confini, elargizioni delle cittadinanze come se fossero noccioline.

Bardonecchia, ovvero come l'immigrazionismo si contorce su se stesso

Cecile Kyenge, leggasi colei che nella scorsa legislatura ha conteso la palma di più odiata dagli italiani insieme a Laura Boldrini sul proprio profilo twitter scrive le seguenti parole.

Bardonecchia, ovvero come l'immigrazionismo si contorce su se stesso

MamAfrica, Onlus che un giorno sì e l’altro pure non fa altro che ricordarci quanto dobbiamo accogliere indiscriminatamente altrimenti siamo razzisti, dunque non avere nessuna autorità sul proprio suolo (in pratica, al netto dei giri di parole su “dobbiamo governarla” che altro non significa se non “dobbiamo permetterla”), improvvisamente scopre il concetto di “territorio nazionale”.

Bardonecchia, ovvero come l'immigrazionismo si contorce su se stesso

Paolo Narcisi, presidente di Rainbow4Africa, la ONG che gestisce il centro, ha invece commentato: “Riteniamo questi atti delle ignobili provocazioni. Abbiamo fiducia nell’operato delle istituzioni e della giustizia italiana, che sono state investite della responsabilità di attuare i passi necessari verso la Francia. Il nostro unico interesse rimane assicurare rispetto dei diritti umani dei migranti”.

Stesse parole da parte del sindaco di Bardonecchia, che sentenzia manco fosse Ottaviano Augusto: “Faremo in modo che non accada mai più”.

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Dal 2016 il signor Avato, però, non sembra essersi scandalizzato più di tanto su strutture che continuano a pesare come un macigno sui diritti dei cittadini, con la scusa di diritti umani completamente inventati per una stragrande maggioranza che, secondo tutti i dati sugli status di rifugiati, non ha diritto di essere qui.

Dunque non è accettabile che questi pagliacci urlino a domini territoriali che loro stessi si sono permessi di distruggere senza alcuna pietà. Sono responsabili, almeno quanto i francesi, di questa situazione.

L’immigrazionismo che lamenta la sovranità è forse la più colossale barzelletta che si possa raccontare.

Almeno per questo 2018, sia chiaro. Ma sappiamo che le risorse dei #noborders sono talmente infinite nel calpestare diritti inalienabili spacciando il tutto pure dovere morale: dunque nel 2019 potremmo benissimo assistere a un nuovo record, chissà.

(di Stelio Fergola)

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