Ue ci vuole atei e asessuati

L’Ue ci vuole atei e asessuati. Per forza.

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L’Ue ci vuole atei e senza sesso. Ora, va precisata una cosa, a scanso di qualsiasi equivoco: chi scrive non è certamente un campione di spiritualità, né tanto meno un monolite della fede. È tutto, meno che certo al 100% che esista un Dio. Di sicuro, è etero e “sessuato”. Ma quanto accaduto l’altro giorno, con il documento interno fatto circolare tra i membri della Commissione Europea, impone una riflessione.

I bravi cittadini Ue dovranno essere atei e asessuati

E per carità, che non si permettano di avere riferimenti cristiani di alcun tipo, che potrebbe costituire intolleranza per non si sa bene chi, probabilmente un immigrato e probabilmente islamico. La “comunicazione inclusiva” e le sue linee guida sono raccapriccianti. #UnionOfEquality è il titolo. La Commissione dovrà comunicare internamente ed esternamente in un modo descritto dal “Commissario per l’uguaglianza Helena Dalli: “Dobbiamo sempre offrire una comunicazione inclusiva, garantendo così che tutti siano apprezzati e riconosciuti in tutto il nostro materiale indipendentemente dal sesso, razza o origine etnica, religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale”.

Le regole? Vietato utilizzare il pronome maschile come predefinito, vietato organizzare discussioni senza uomini o donne (quindi con un solo genere), vietato utilizzare “Miss o Mrs”.

E non solo, ci si concentra ovviamente sui concetti gender e razziali, e in un passaggio si cita: “Fai attenzione a non menzionare sempre prima lo stesso sesso nell’ordine delle parole, o a rivolgerti a uomini e donne in modo diverso (ad esempio un uomo per cognome, una donna per nome)”. Aggiungendo che “quando scegli le immagini per accompagnare la tua comunicazione, assicurarsi che le donne e le ragazze non siano rappresentate in ambito domestico o in ruoli passivi mentre gli uomini sono attivi e avventurosi”.

Cancellare generi maschili e femminili, ma anche il Natale, giacché non si deve utilizzare la frase “il periodo natalizio può essere stressante”. Meglio “il periodo delle vacanze può essere stressante”. Cancellare quindi anche i simboli cristiani, perché pure i nomi sono pericolosi. No a Maria e Giovanni, sì a Malika e Giulio.

Unione Europea male assoluto, ma anche poco furba

L’Unione Europea è il male assoluto, è un dato a cui siamo arrivati da molto tempo. Ciò che però stupisce è l’ingenuità di chi guida questo progetto e la sua insistenza nel distruggere tutto ciò che potrebbe – in via teorica – renderlo meno fallimentare di ciò che è. Uno strumento potrebbe risiedere nel puntare sugli elementi culturali e tradizionali in grado di amalgamare ciò che – al netto di chi crede nelle favole – chiunque si è reso conto essere inesistente.

E ciò risiederebbe proprio nella tradizione cristiana che l’Ue, ben da prima di questo imbecille documento, ha dimostrato non solo di porre in secondo piano, ma direttamente di detestare. Immorali, ma anche stupidi.

(di Stelio Fergola)

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