Condannato Foti Bibbiano

Bibbiano, condannato Foti: 4 anni

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Condannato a 4 anni di reclusione – la Procura ne chiedeva 6 – il principale imputato Claudio Foti che, come la Benati, aveva scelto di essere processato con le forme del giudizio abbreviato: resistono le contestazioni di abuso di ufficio e lesioni gravissime, cade, almeno per il momento, quella di frode processuale.

Rinvio a giudizio per 17 dei 22 indagati, tra cui il sindaco piddino di Bibbiano Andrea Carletti. Assolta perché il fatto non sussiste l’assistente sociale Beatrice Benati.

Condannato Foti, primo atto di “Angeli e Demoni”

Si è definito così, ieri, innanzi al GUP di Reggio Emilia, il primo atto dell’inchiesta “Angeli e Demoni, che nel giugno del 2019 aveva fatto deflagrare il sistema di gestione dei minori della Val d’Enza: un’inchiesta di enormi proporzioni con oltre 55mila pagine di atti che ricostruivano un intreccio di interessi economici e ideologici in danno di famiglie e minori in quello che per molti, a sinistra, era considerato un eccezionale modello di gestione dei minori.

Era stato l’inusuale “picco statistico di presunti abusi” – così il Tribunale del Riesame – a destare più di un sospetto sull’operato di Foti e della sua articolata struttura: nel 2016 Federica Anghinolfi – altra indagata e responsabile del servizio sociale integrato –durante un’audizione innanzi alla Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, aveva spiegato come in Val d’Enza su 12.000 minori, 900 fossero in carico ai servizi sociali e, di questi, “90 vittime di abusi sessuali, gravi maltrattamenti, violenza assistita e violenza psicologica.” Uno su dieci.

In quell’occasione la deputata Sandra Zampa, aveva adombrato l’ipotesi che l’anomalia non fosse a Bibbiano e dintorni: “non credo che ci sia una concentrazione di casi nei vostri territori” aveva sentenziato l’allora vicepresidente del PD, lodando il lavoro di Anghinolfi e soci.

Insomma, se i numeri non tornavano non era per qualche anomalia nel sistema di Bibbiano, gestito dal PD, ma perché altrove, nel resto del Paese, non si era abbastanza efficienti, professionali, attenti e capaci di scovare i casi di abusi su minori. Oppure, semplicemente, altrove non avevano pensato a crearli di sana pianta, quei casi.

Sì, perché oltre alle accuse di aver gestito in maniera molto disinvolta gli aspetti finanziari del servizio sociale integrato con gravi opacità nei rapporti tra Comune di Bibbiano, la Onlus “Hansel e Gretel e il centro “La Cura”, entrambi sotto il controllo di Claudio Foti, la Procura ha contestato allo psicologo ( con laurea in lettere) e al suo team di aver utilizzato tecniche manipolatorie per ingenerare nei piccoli pazienti la convinzione di essere abusati dai genitori: secondo il GIP che nel 2019 aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare, Foti avrebbe usato una bambina «come una sorta di cavia nell’ambito della psicoterapia specialistica», convincendola di aver subito violenze sessuali, mai avvenute. Secondo le accuse, inoltre, «alterava lo stato psicologico ed emotivo attraverso modalità suggestive e suggerenti con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale e con tali modalità convinceva la minore dell’avvenuta commissione dei citati abusi».

Tutto per sottrarre i piccoli alle loro famiglie, darli in affido – spesso a coppie omosessuali – e sottoporli a lunghi percorsi psicoterapeutici con costi gonfiati a volte di più del doppio rispetto al costo ordinario. Quella ricostruita dagli inquirenti si è presentata da subito come una tragedia umana e sociale senza precedenti che prescinde dai risvolti penali. Famiglie distrutte, bambini privati dei loro genitori, uomini e donne ingiustamente accusate del crimine più bieco: avere abusato dei figli.

Il Partito Democratico tace

E il Partito Democratico? Tutto proteso a difendere il suo buon nome, annunciando azioni legali contro chiunque osasse porre l’accento sull’ovvio: il PD non era esente da responsabilità politiche e amministrative per quanto successo in uno dei suoi storici feudi.

Era il 2019 e il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio tuonava “Io col Partito di Bibbiano, col partito che in Emilia toglieva i bambini ai genitori dopo avergli fatto l’elettroshock, non voglio avere nulla a che fare”. Ma, per citare la Senatrice Taverna, “era un momento differente”.

L’inciucio del governo Conte 2 era solo fantapolitica, l’alleanza organica tra PD e Movimento 5 Stelle era un’idea assurda. “Mai col PD” ripetevano ossessivamente i portavoce del partito degli onesti. Di lì a poco sarebbero stati costretti a chiedere scusa per amor di poltrona. “Forse abbiamo esagerato” dovette ammettere un contrito Vito Crimi, mentre volavano querele. Nel frattempo, la richiesta di rinvio a giudizio, l’udienza preliminare, i rinvii a giudizio. E la condanna in primo grado di Foti. Tutto nel silenzio generale. Tutto nell’indifferenza del PD e della banda degli onesti, scopertisi, d’improvviso, campioni di garantismo.

(di Dalila di Dio)

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