Solidarietà Sicilia nubifragio

Solidarietà alla Sicilia che annega, da tutta l’Italia

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Solidarietà è una parola che può quasi infastidire per la forzatissima natura retorica, ma che nel caso della Sicilia sotto nubifragio diviene praticamente obbligatoria. Negli ultimi giorni l’isola è stata preda di un gettito d’acqua talmente intenso da trasformare le strade in fiumi, e qualcuno ci ha anche rimesso la vita. Il Sicilia ci parla di un quantitativo di pioggia che solitamente cade nell’arco di sei mesi. Solo per dare un’idea.

Solidarietà alla Sicilia che sprofonda

“Sprofonda” è forse il verbo adatto. L’est dell’isola è stato letteralmente sommerso negli ultimi tre giorni. Messina, Ragusa, Catania sotto una bomba d’acqua incessante.

In un contesto il quale, tra l’altro, già tenere in piedi l’impianto urbanistico si è rivelato tutt’altro che semplice.

L’Italia in ginocchio a causa della pandemia, o meglio, della sua sciagurata interpretazione, è ancora più in ginocchio in un punto nevralgico come questo. In tutto il Paese milioni di persone si trovano in condizioni di povertà aggravata dalle complicate vicende presenti. E in Sicilia, da domani, ci saranno nuovi problemi da affrontare.

Ieri, a Catania, un uomo ha perso la vita annegando a soli 53 anni. Usciva dal suo abitacolo ed è stato travolto dall’acqua. Ma oltre alle vittime, ci sarà da fare i conti con un severissimo bilancio dei danni.

Sostegno all’isola come al resto d’Italia

Spesso il Sud è dimenticato, e lo scrive una persona che è molto critica verso alcuni limiti di mentalità – che io definisco “gap” – di alcune (assolutamente non tutte) comunità meridionali.

Ora più che mai, sarebbe necessario affrontarli. Come, purtroppo, non ne abbiamo molta contezza, vista la gabbia economica in cui ci troviamo. I terremoti del centro Italia dell’ultimo decennio e altre catastrofi “acquifere” come quella di Genova di qualche tempo fa, hanno dimostrato che le risorse per ricostruire sono sempre più limitate.

E in uno Stato a sovranità economica limitata tutto ciò si vede con ancora maggiore. Ma questo è – quasi – un altro discorso.

L’Italia è L’Aquila che cadeva a pezzi più di dieci anni fa. L’Italia è Genova sommersa. L’Italia è Amatrice, completamente distrutta nell’agosto del 2016. L’Italia è il suo cuore, caduto in macerie nei mesi successivi a quel disastro. Ed è anche la Sicilia annegata negli ultimi tre giorni.

Si potrebbe dire che sulle catastrofi naturali non si possa fare molto. Il dramma è quando le catastrofi vengono provocate e – di conseguenza – rendono ancora più difficile riparare i danni di ciò che è inevitabile.

Massimo sostegno ai fratelli siciliani.

(di Stelio Fergola)

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