"Vaccino, da mesi reazioni avverse, nessuno mi ascolta": la testimonianza di Alessandra

“Vaccino, da mesi reazioni avverse, nessuno mi ascolta”: la testimonianza di Alessandra

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Il vaccino anti-Covid e le reazioni avverse. Una storia che ormai prende piede, che viaggia attraverso passaparola, ma che non gode della dignità dei media mainstream, i quali nella maggior parte dei casi sfiorano l’argomento senza approfondirlo mai, interessati molto più spesso a farci il resoconto delle dichiarazioni di pentimento di presunti “no vax” deceduti a causa del Covid medesimo.

Solo qualche settimana fa avevamo pubblicato la storia dell’appello dei sopravvissuti alla Shoah e dei loro discendenti contro l’inoculazione, considerata contrastante con il codice di Norimberga.

Oggi Alessandra, una donna di oltre quarant’anni, ci racconta un’altra storia, sempre legata al siero. Vaccinatasi a maggio e ottenuta la seconda dose a fine giugno, soffre da mesi, con tutta probabilità per gli effetti collaterali del siero medesimo, ma non gli viene concesso, in pratica, neanche di verificarlo.

Vaccino e reazioni avverse: la testimonianza

Vaccino e reazioni avverse, un legame troppo spesso ignorato. Alessandra vive in provincia di Roma. Da mesi, cerca di contattare gli uffici competenti per avere chiarezza sui disturbi di cui soffre dalla prima inoculazione.

La prima domanda è semplice: come si sente? Da quanto dopo il vaccino si sono sviluppate le reazioni avverse? “Sto tuttora male e come me tante altre persone. Essendo affetta da Lupus, ho contattato chi mi ha in cura per sapere se potevo essere vaccinata. Avendo ricevuto risposta positiva, ho deciso di sottopormi a vaccino e il 19 maggio ho fatto la prima dose. Sono insorti tutti i sintomi influenzali, mal di testa ( che ancora perdura a tutto oggi) sonnolenza e stanchezza che  sono durati circa 20 giorni. Il 30 giugno ho fatto la seconda dose del vaccino , alla quale sono seguiti gli stessi sintomi della prima. Agli stessi si è aggiunta una forma di asma, giramenti di testa, gambe pesanti, fatica nella respirazione, inappetenza, fiato corto e la sensazione di un macigno sul petto. Inoltre, anche il mio ciclo mestruale è totalmente irregolare.”

Ovviamente non ha potuto fare altro che rivolgersi a un medico, visto che i problemi non cessavano. “Sì, dopo un mese sono andata dal dottore che,  dopo avermi fatto fare una lastra e le analisi mi ha prescritto il Deltacortene, mio malgrado senza alcun beneficio. Mi sono recata due volte al pronto soccorso e tutto risultava nella norma. Poi ho fatto ulteriori accertamenti, analisi per la tiroide, eco tiroidea, eco cardiogramma e, ancora, nessuna anomalia. Nel frattempo sono sopraggiunti ancora altri sintomi: tachicardia, dolore al petto, tremolìi e occhio che trema.”

Vaccino reazioni avverse

E poi?

“Ho contattato l’Aifa, alla quale ho riportato tutte le mie reazioni avverse al vaccino.” Il numero di volte in cui Alessandra contatta l’Agenzia Italiana del Farmaco è ancora più interessante: ben tre. Il 25 agosto, il 13 e il 14 settembre. L’ultima, in realtà, per specificare un dettaglio importante: la donna sta così da due mesi e mezzo, e non sembra che la situazione migliori.

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La risposta? Nulla. Alessandra, sostanzialmente, si trova in un limbo, in una situazione per la quale non sa a chi affidarsi.

Medici: malafede, noncuranza o impotenza?

“Quello che vorrei sapere è perché i medici di base non hanno un filo diretto con qualche equipe di specialisti dove indirizzare le persone che hanno avuto problemi. La sensazione spiacevole è quella dell’abbandono perché non c’è nessuno che ti aiuti e ovviamente tutti gli accertamenti sono a carico del paziente.”

Ma quando le chiediamo se pensa ci sia malafede nei medici, Alessandra ci risponde in modo netto. “Non credo, almeno io non ho visto malafede. Semmai, soprattutto nei dottori di famiglia, tanti limiti nelle possibilità di coordinamento”.

Quale sia il suo stato d’animo ce lo dice con molta chiarezza alla chiusura della nostra chiacchierata: “Ciò che mi fa più arrabbiare è che nessuno ne parla. Perché? Le persone dovrebbero sapere e soprattutto avere un punto di riferimento”.

E in effetti, i media sfiorano l’argomento delle reazioni avverse, ma difficilmente vanno in fondo alle questioni e, soprattutto, alle storie che vi sono dietro.

(di Stelio Fergola)

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