Porro Conte

Ecco come Porro ha umiliato Conte in TV

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Nicola Porro lo invita, ma Giuseppe Conte, forse, non avrebbe mai dovuto accettare. Almeno stando a quanto visto ieri sera nel corso della trasmissione Quarta Repubblica, in cui il conduttore ha messo all’angolo l’ex-presidente del Consiglio su molti temi che hanno caratterizzato la sua “bizzarra” esperienza politica.

Non è una banalità: il Porro televisivo solitamente è molto più moderato del Porro che molti sono abituati a seguire su Facebook nella ormai popolarissima “Zuppa”. Questo per ovvie ragioni editoriali e per la necessità, anche della stampa un po’ più dissidente, di adeguarsi ad alcune “regole” imposte dal mainstream del pensiero unico.

Decreti sicurezza e voltafaccia: Porro incalza, Conte subisce

“Ma perché lei ha firmato quei decreti se non li condivideva?”. “Mi faccia spiegare”. È solo uno dei numerosi momenti di confronto tra Porro e Conte. Il quale vuole spiegare ma sostanzialmente non spiega nulla.

Porro chiede a Conte un “resoconto” del suo cambio di casacca tra governo gialloverde e giallorosso. E su quel voltafaccia il leader a 5 stelle “stanco ma poi non così tanto” (Conte in un’apparizione pubblica nei giorni scorsi ha definito il suo impegno politico “massacrante, non so quanto potrei reggere ancora”, salvo poi ritrattare successivamente con un più comodo “è gravoso, ma non vuol dire che io sia stanco”: si decida, Giuseppi) si mostra ancora più privo di sostanza.

“In quei giorni eravamo tutti contenti in famiglia, telefoni spenti, non mi aspettavo che 5 Stelle e PD mi avrebbero richiamato per un successivo esecutivo” sono grosso modo le parole dell’ex-premier.

La domanda sui Decreti di Salvini è quella a cui l’ex-presidente del Consiglio risponde in modo forse più imbarazzante. “Era ovvio che non condividessi molte cose che mi parevano gravi anche dal punto di vista giuridico”. Giri di parole infiniti, Salvini che non partecipa ai “consigli europei”, i rimpatri, ma il “perché”, manca sempre. Se proprio dobbiamo dirla tutta, fatichiamo a trovare una differenza tra lo smemorato di Soresina Danilo Toninelli e l’ex-premier, per il modo di argomentare su quella vicenda.

Porro lo mette all’angolo mostrando i rimpatri del ministero Salvini paragonati ai rimpatri del ministero Lamorgese, sostanzialmente identici di numero (poco più di 8mila a testa, ma con il leghista per 15 mesi al governo contro i 23 dell’artefice degli “stupendi” accordi di Malta).

“Cos’è il Conte leader dei 5 Stelle, cosa pensa della legalizzazione della Cannabis”. Altro giro di parole infinito, “sì a motivi terapeutici” ma non dice di essere conseguentemente opposto alla legalizzazione. Vabbè, lo sarà, tempo al tempo, mister Giuseppi.

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