Pensavamo di essercene liberati, ma sono tornate. Con la primavera e col governo Draghi ecco rispuntare le sardine. Riemerge dal letargo uno dei movimenti politici più inutili e inconsistenti della storia repubblicana. E lo fa portando nuove e innovative proposte.
Le proposte delle Sardine
Una pandemia, un anno di chiusure devastanti, previsioni apocalittiche per l’economia del nostro Paese. Quello che viviamo è uno dei momenti più difficili dal dopo guerra ad oggi, e tutte le forze politiche sembrano arrancare.
Ma per fortuna possiamo contare sull’aiuto dei giovani di Sartori e sulle loro proposte rivoluzionarie. E cosa avranno escogitato gli statisti dell’ala oltranzista del PD (pardon, del centrosinistra)?
La prima proposta è ovviamente la legalizzazione della cannabis.

Ad arricchire la misura, vero e proprio volano per l’economia nazionale, l’idea della produzione casalinga, con tanto di manifesto allegato. Manifesto verso il quale, sia concessa una piccola critica, si prova un certo imbarazzo, per il fatto che i nostri irreprensibili alfieri del politicamente corretto, non abbiano evitato lo scivolone di usare un’immagine così caricaturale e sessista della donna dedita al giardinaggio.

Altro tema fondamentale è quello, riportato dal loro sito, della “visione senza confini”. Si legge “Le Sardine riconoscono di essere parte di ecosistemi complessi. Difendono l’ambiente e ne rispettano gli equilibri anteponendo il diritto alla vita e alla salute ad ogni altro interesse. Riconoscono il valore dei confini ma guardano oltre… Non si fermano al concetto di “Europa” ma immaginano il mondo come “casa comune”, un solo grande mare.”

Cosa voglia dire “riconoscono i confini ma guardano oltre” non è dato sapere e tocca, per serenità, relegarlo alla sfera dell’inconoscibilità metafisica.
Un ambientalismo da operetta, in completa assenza di una visione chiara che spieghi come coniugare alcune istanze alla vita produttiva, arricchisce il ventaglio delle soluzioni portate in dote dagli enfants terrible della politica italiana per il rilancio del Belpaese.
Ovviamente non manca il tema diritti civili e l’idea di un’UE come “zona di libertà LGBT+”, qualsiasi cosa significhi.

Un movimento del nulla
Fenomeno strano quello delle sardine. Certo, non è strano che i media abbiano sovraesposto i ragazzotti esaltandoli all’inverosimile col solo scopo di rinvigorire la propaganda contro la destra, ma la totale inconsistenza che sottende questo movimento non smette di sorprendere.
Un centrosinistra (come amano definirsi) del nulla che, anche in un momento cruciale come questo non riesce a produrre che solo slogan e scene involontariamente comiche.
Le Sardine e la nuova sinistra italiana
Sempre in calando il destino della sinistra italiana. Partita gramsciana si è fatta berlingueriana, poi diessina, piddina e ora… sardina?
La bagarre in un centrosinistra senza padroni apre la corsa al trono, tra i Letta, i Renzi e le sardine, tra i vecchi tromboni trombati, vecchi giovani e giovani vecchi. Con la straordinaria partecipazione di chi voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e oggi si inserisce meglio nella metafora ittica del pesce azzurro.
E con questo circo Togni itinerante edizione 2021, si tenterà di ricostruire quel che resta del Paese. Che Dio abbia pietà di noi.
(di Simone De Rosa)


