Impoveriteci tutti

Impoveriteci tutti

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Impoveriteci tutti, senza distinzione di sesso, razza, religione, orientamento sessuale e a quanto pare anche censo (anche se i marxisti ancora puristi non se ne rendono conto).

Il sacro oracolo, ovverosia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha affermato l’altro giorno: “I risparmi finanzino la ripresa”. Innescando il solito circolo vizioso che, inarrestabile da almeno 30 anni, in Italia ha progressivamente distrutto sia le classi deboli che le classi medie. E che si promette con il pretesto del covid di fare ancora più danni pure a tutti gli altri.

Impoveriteci tutti: lo desiderate da sempre

È dall’ICI, introdotta nel 1992, che l’ossessione della sinistra post-comunista non ha avuto sosta. Già convertirsi al liberismo sfrenato gettando al mare quell’approccio comunque sociale che l’aveva sempre contraddistinta fu un passo di per sé mortifero di una classe dirigente senza ormai alcuna prospettiva ideologica, ma l’ossessione con cui costoro si sono interessati in ogni modo di perseguitare senza pietà le classi medie negli ultimi decenni ha del patologico.

L’ICI, è vero, non fu introdotta da loro. Ma è altrettanto vero che fu precedente alla nascita di quel bipolarismo che da sempre, sul lato sinistro, si è focalizzato in modo accanito sull’idea di dissanguare gli italiani con un pretesto di progressività a cui possono credere soltanto i nostalgici più accaniti.

A giudicare dal modo in cui la classe media si è ridotta, pare che queste “attenzioni” abbiano portato a dei frutti.

Patrimoniale, prelievi forzosi: gli incubi ricorrenti

La patrimoniale è da sempre un cavallo di battaglia. Come, se tra l’altro, in Italia non ne esistessero già: non solo l’ICI (poi trasformatasi nella ben più pesante IMU) ma anche il bollo, la tassa di successione. Ora si parla di ritorno all’imposta sulla prima casa. Tutto per affrontare il solito, annoso problema di un debito pubblico insolvibile nel contesto della zona Euro.

L’Italia nello scorso agosto aveva un debito pubblico di 2.578,9 miliardi di euro, un valore monstre «lievitato» con i decreti emergenziali che hanno comportato uno scostamento di bilancio di 100 miliardi. A questi bisogna aggiungere gli ulteriori 22 miliardi di deficit previsti dalla legge di Bilancio 2021. In questo discorso non rientrano né gli oltre 120 miliardi di cui il Paese dovrebbe beneficiare dal Recovery Plan né i 37 miliardi del Mes sanitario se richiesto.

Gli illusi della progressività, come sempre, ci cascheranno. Non comprendendo mai il nodo cruciale della questione, ovvero il fatto di essere tutti – ma realmente tutti – collegati, in qualche maniera. “Ciascuno è cliente e venditore verso qualcun altro” per sintetizzare un concetto espresso più volte da Alberto Bagnai.

E non ha molto senso ragionare sull’immanenza del presente, secondo la quale il ricco o il benestante “può permettersi di pagare”. Perché ciò può essere vero nel breve periodo, ma gli ultimi 30 anni dimostrano che il ricco prima e il benestante poi, potendo indubbiamente accusare inizialmente un decadenza basata sul tartassamento fiscale, si sono di fatto accodati al sottoproletariato, costituendo de facto una classe sociale “fusa” con una caratteristica fondamentale in comune: l’impoverimento.

Tassi oggi, tassi domani, il ricco diventa prima benestante, poi medio, e infine precipita verso la sussistenza. Non consumando più e, di conseguenza, facendo girare meno l’economia pure per il povero. Certamente, non avviene in un giorno. Ma prima o poi gli esiti drammatici si rivelano, come dimostrano gli ultimi 30 anni.

Invece di sollevare i redditi dei meno possidenti, si abbassano quelli dei più abbienti. Una sottospecie di malattia psicologica in cui, tra l’altro, chiunque si trovi in uno stato di tranquillità economica viene definito “ricco”.

Dunque, visto che in questo lungo lasso di tempo avete compiuto solo metà della vostra tragica opera, cari Mattarella e soci, ora avete l’occasione per calare la scure: impoveriteci tutti.

E con le regole folli di un sistema disgraziato come l’UE, d’altronde, la missione è semplice da compiere.

Se ci aggiungiamo anche il covid, poi, sarà uno scherzo.

(di Stelio Fergola)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Potrebbero piacerti

I video di Hunter Biden che imbarazzano Sleepy Joe: sesso e droga
Diversi video che immortalano Hunter Biden, figlio del candidato alla presidenza [...]
Protesta covid: dopo Napoli, anche il resto d’Italia vuole vivere
Protesta covid per la sopravvivenza. Non c'è altro. C'è la [...]
Napoli: le proteste, la fame e lo squallido doppiopesismo della stampa
Sono già partite le etichette da appiccicare ai manifestanti della [...]
Napoli protesta: senza soldi non si mangia
Napoli protesta per non morire di fame. Il sunto di [...]
Scroll Up