Donald Trump

Trump, il sondaggio di Rasmussen: è davanti a Biden

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Per la prima volta Donald Trump è davanti allo sfidante Joe Biden in un sondaggio pubblicato nelle scorse ore da Rasmussen. Come riporta Il Fatto Quotidiano, il presidente è dato in vantaggio con il 47% sullo sfidante democratico, accreditato da Rasmussen del 46 per cento dei consensi nell’elettorato americano. Secondo il sondaggio, il 3% dei 2.500 interpellati preferisce altri candidati, mentre il 4% è indeciso. La scorsa settimana Biden aveva un vantaggio di due punti su Trump ed è la prima volta in due mesi e mezzo che il presidente supera il 45% dei consensi.

Trump avanti anche in North Carolina

Il presidente Trump detiene uno stretto vantaggio sul candidato democratico Joe Biden nello stato del campo di battaglia della Carolina del Nord. Un nuovo sondaggio telefonico nazionale e online di Rasmussen Reports sui probabili elettori nello stato Tar Heel rileva Trump con il 48% di sostegno al 46% di Biden. Il tre percento (3%) preferisce qualche altro candidato e un altro tre percento (3%) rimane indeciso. (Per vedere il testo delle domande del sondaggio,  fare clic qui). 

Joe Hoft (Gateway Pundit): “Il complotto contro Trump nato in Italia”

Nelle scorse settimane, giornalista investigativo Joe Hoft di Gateway Pundit è stato ospite ieri di Vox Italia Tv. Hoft Nell’intervista condotta da Francesco Toscano, Hoft si è soffermato sugli intrecci italiani con l’inchiesta Spygate/Russiagate, spiegando che tutto nasce proprio nel nostro Paese attorno alla misteriosa figura di Joseph Mifsud. «Questo intero colpo di stato, questo scandalo, ha le sue origini in Italia» ha spiegato Hoft. «Inizialmente si è provato a dimostrare che Donald Trump avesse delle connessioni con la Russia e che avesse ricevuto aiuto dal Cremlino nelle elezioni del 2016. Ci sono state alcune persone che stavano spiando e tentando di incastrare i membri della Campagna di Trump, ancora prima delle elezioni presidenziali. Incastrarle in una sorta di trappola legale. Uno degli obiettivi è stato il generale Michael T. Flynn, che aveva rotto con Barack Obama sul Medio Oriente. La ragione per cui Obama ha accusato il Generale Flynn è perché quest’ultimo stava per fare una perquisizione ufficiale nella comunità d’intelligence che avrebbe scoperto milioni di dollari gestiti dall’amministrazione Obama, al di fuori dei libri ufficiali. Che è illegale».

 

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