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Joe Hoft (Gateway Pundit): “Il complotto contro Trump nato in Italia”

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Il giornalista investigativo Joe Hoft di Gateway Pundit è stato ospite ieri di Vox Italia Tv. Hoft Nell’intervista condotta da Francesco Toscano, Hoft si è soffermato sugli intrecci italiani con l’inchiesta Spygate/Russiagate, spiegando che tutto nasce proprio nel nostro Paese attorno alla misteriosa figura di Joseph Mifsud. «Questo intero colpo di stato, questo scandalo, ha le sue origini in Italia» ha spiegato Hoft. «Inizialmente si è provato a dimostrare che Donald Trump avesse delle connessioni con la Russia e che avesse ricevuto aiuto dal Cremlino nelle elezioni del 2016. Ci sono state alcune persone che stavano spiando e tentando di incastrare i membri della Campagna di Trump, ancora prima delle elezioni presidenziali. Incastrarle in una sorta di trappola legale. Uno degli obiettivi è stato il generale Michael T. Flynn, che aveva rotto con Barack Obama sul Medio Oriente. La ragione per cui Obama ha accusato il Generale Flynn è perché quest’ultimo stava per fare una perquisizione ufficiale nella comunità d’intelligence che avrebbe scoperto milioni di dollari gestiti dall’amministrazione Obama, al di fuori dei libri ufficiali. Che è illegale».


Hanno fatto di tutto per mettere a tacere Flynn, ha sottolineato Hoft nell’intervista concessa a Vox Italia Tv. «Sappiamo per esempio che nel 2015 Michael Flynn ebbe una cena con Joseph Mifsud: e da qui capiamo che l’Italia è implicata nella vicenda, il tentativo di collegare Trump alla Russia». Mifsud, sottolinea Hoft, «per chi lavorava? Sappiamo che era una figura importante nel Regno Unito. Era pro-Hillary Clinton, contro la Brexit».

Che cos’è lo Spygate citato da Hoft

Come spiegato da InsideOver, Quali sono le prove “decisive” raccolte a Roma che hanno permesso a William Barr e John Durham di passare da un’inchiesta preliminare a un’indagine penale a tutti gli effetti? Secondo quanto riportato dal Daily Beast, Barr e Durham erano particolarmente interessati da ciò che i servizi segreti italiani sapevano sul conto di Joseph Mifsud, il docente maltese al centro del Russiagate, colui che per primo – secondo l’inchiesta del procuratore Mueller – avrebbe rivelato a Papadopoulos l’esistenza delle mail compromettenti su Hillary Clinton.

Mifsud avrebbe fatto domanda di protezione alla polizia in Italia dopo essere “scomparso” nel nulla. Nella deposizione audio del docente maltese che i servizi italiani hanno fatto ascoltare ai procuratori americani, Mifsud spiegherebbe il motivo per il quale “alcune persone” vorrebbero fargli del male. Una fonte del ministero di Giustizia italiano, parlando a condizione di anonimato, avrebbe confermato che Barr e Durham hanno ascoltato il nastro e ci sarebbe stato uno scambio di informazioni fra i procuratori americani e l’intelligence italiana. “Nuove evidenze” che hanno indotto Durham ad estendere l’indagine. Ma a Roma i Procuratori americani hanno parlato con i nostri servizi anche della condotta Michael Gaeta, ex direttore dell’Fbi a Roma, colui che ha fatto circolare il falso dossier sul Russiagate redatto dall’ex spia britannica Christopher Steele.

Mifsud e l’incontro con Papadopoulos

Secondo la ricostruzione ufficiale, il docente affermò in un incontro dell’aprile 2016 a George Papadopoulos, consigliere della campagna di Donald Trump, di aver appreso che il governo russo possedeva “materiale compromettente” (dirt) su Hillary Clinton “in forma di e-mail”. A quel punto l’ex consulente del presidente avrebbe ripetuto tali informazioni all’alto Commissario australiano a Londra, Alexander Downer, che a sua volte riferì tutto alle autorità americane. Da qui, il 31 luglio 2016, partirono le indagini dell’Fbi sui presunti collegamenti tra Trump e la Russia, accuse che in seguito si sono dimostrate inconsistenti. Ma allora chi ha architettato e confezionato tutto con l’obiettivo di “incastrare” Trump? La giustizia americana sta facendo il suo corso con l’indagine penale di John Durham.

 

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