Conte si arrampica sugli specchi, ha mentito fino ad oggi sul MES

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Mente ancora il premier Conte quando dice che: “Io ho una sola parola: la mia posizione e quella del Governo sul Mes non è mai cambiata e mai cambierà“. Mente perché appena si è recato in Europa ha piegato il capo e ha fatto ciò che volevano Germania ed Olanda. Ha piegato il capo pugnalando anche quei -pochi- grillini che credevano di essere la terza colonna della “rivoluzione” contro la Casta.

Nell’attesa della nuova conferenza di Conte delle 17.00, (sarà rinviata anche questa?), una piccola riflessione sul Mes e su come Gualtieri ed il premier stiano giocando con il nostro futuro.

Conte ed il MES, ha venduto il nostro futuro

Gualtieri parla canzonescamente di “Un ottimo primo tempo, ora battaglia in consiglio europeo su eurobond”. Come se fosse una partita di calcio. Ma non c’è niente da ridere o divertirsi, qui stiamo parlando del futuro di milioni di aziende, di piccole e medie imprese, di artigiani e di lavoratori. Stiamo parlando del tessuto produttivo dell’intera Italia che non riceverebbe alcun beneficio da questo strozzinaggio. Si, perché con la firma, parziale o quel che è, del MES, i soldi che dovremmo ricevere dall’Europa potranno essere utilizzati solo per materiale sanitario.

Ma a questo punto, con gli ospedali già organizzatisi da soli, o grazie alle donazioni di migliaia di privati, a che pro comprare materiale sanitario? Ora che la crisi ha superato il picco e si va, nel giro di un mese, verso la normalizzazione? I soldi servono per gli artigiani, i lavoratori, operai, manovali, pescatori, agricoltori, proletari e tutti i padri di famiglia. I soldi servono per garantire un futuro a tutte quelle persone che oggi sono in cassa integrazione o che sono costretti a chiudere il negozio e non hanno alcuna altra fonte di reddito.

Vanno aiutati gli Italiani, insomma, persone normali come noi. Magari non ricorrendo a quel sistema di strozzinaggio europeo che ci vedrebbe un domani fare la fine dell Grecia, con la Troika in casa a comandare e a decidere dove tagliare e cosa fare morire.

Perché è il futuro greco quello che ci aspetta, con la perenne e costante depressione, con la mortalità infantile in crescita, la natalità azzerata e migliaia e migliaia di lavoratori a fare la fame.

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