COVID19 Italia

La Sanità Italiana tiene alla prova del Covid-19; non così gli USA

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Il 21 febbraio veniva ricoverato il primo contagiato da Covid-19 nel nostro Paese. Il 13 febbraio a Valencia moriva un uomo i cui esami post-mortem rivelarono la presenza del coronavirus.

Difficile risalire al primo caso europeo, ma potrebbe trattarsi di un 48enne francese di ritorno dalla Cina il 24 gennaio. Ancora, la prima trasmissione all’interno del continente europeo sarebbe avvenuta fra due colleghi in Germania sempre a fine gennaio 2020.

Tuttavia, a prendersi la paternità di untori europei (ma ormai anche mondiali) è stata l’Italia, dimostrando un evidente fallimento a livello politico e mediatico. Non che nascondendo un’emergenza il problema non ci sia. Ma sarebbe ingenuo pensare che le metropoli americane ed europee che ospitano grandi comunità cinesi, le più importanti fiere con espositori da tutto il mondo e gli hub aeroportuali più trafficati abbiano eluso il diffondersi del virus.

Sanità Nazionale fra le migliori al mondo

Comunque, può consolare il fatto che la sanità italiana è da sempre un’eccellenza mondiale, nonostante i tagli subiti negli ultimi anni. Negli USA, dove già aveva scandalizzato la storia di un uomo di ritorno dalla Cina che volendo fare il test per il virus si è visto presentare un conto di oltre 3000 dollari, il tasso di mortalità è al 7% considerando i casi totali, mentre in Italia solo al 3%.

Dunque, seppur spaventa la crescita esponenziale di contagiati in Italia, bisogna tener conto dei casi analizzati: se in Italia sono stati fatti quasi 400 test ogni milione di persone, negli Stati Uniti il rapporto scende a 1. Inoltre, dal 2 marzo, il Center for Disease Control and Prevention non fornisce più l’informazione sui test effettuati.

Pare che negli States non ci sia ancora un protocollo diffuso per tutti i cittadini, ma possano chiedere un test soltanto coloro che siano stati in zone a rischio negli ultimi 14 giorni o che abbiano avuto contatti con persone affette da Covid-19. Il che è abbastanza inutile se si considera che la diffusione del virus possa già essere iniziata sul suolo americano.

Il danno di immagine subito dall’Italia sarà difficile da recuperare in tempi brevi. Avrà pochi effetti anche il mirabolante piano da ben 3,6 miliardi di euro del Governo Conte-bis. Teniamoci stretto il Sistema Sanitario Nazionale, e ricordiamocene quando ci vengono presentati i miracolosi benefici derivanti dalla privatizzazione.

(di Luca Bontempi)

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