Thor il dio dei fulmini e Loki dio dell'inganno, figure mitologiche a confronto

Thor il dio dei fulmini e Loki dio dell’inganno, figure mitologiche a confronto

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Thor il dio dei fulmini e Loki dio dell’inganno sono fra le più importanti divinità del pantheon mitologico nordico. Per il grande pubblico queste due divinità antitetiche, l’una retta e battagliera, l’altra infida e vigliacca, sono fratelli: ma non è così. La trasposizione cinematica della Marvel – e prima ancora i fumetti – ci hanno presentato Thor e Loki come figli di Odino, eppure non è così.

In tutti i cortometraggi incentrati sull’universo Marvel i due fratelli si combattono, a fasi alterne, per il predominio su Asgard, pianeta natale degli Asgardiani. Re di questo mitico mondo dove tecnologia, magia e mitologia si fondono in un tutt’uno, è Odino, padre degli dèi e signore del pianeta. Egli è un re saggio che governa con giustizia e maestà. Egli ha due figli: il giovane e bellicoso Thor, amato da tutti e difensore del pianeta, e Loki, un maestro della magia e delle arti oscure che trama, in segreto, per scalzare il padre e dominare su Asgard.

Thor il dio dei fulmini e Loki dio dell'inganno, figure mitologiche a confronto
Loki nella versione Marvel interpretato da Tom Hiddleston

Nella versione cinematografica le due divinità sono interpretate da Tom Hiddleston (Loki), e da Chris Hemsworth (Thor). I due attori sono stati molto bravi a trasporre nelle sale le caratteristiche saliente dei due Aesir; ciononostante è arrivato il momento di fare chiarezza. In questo articolo vogliamo infatti parlare delle due figure mitologiche tout court.

Thor, il più amato fra gli dèi

“[Thor] è un dio della stirpe degli Asi assai amato e venerato, tanto che la sua figura, che in epoca pagana rivaleggiava per la supremazia con Odino, fu in seguito tenacemente opposta al “bianco Cristo”, il nuovo dio proveniente da sud“[1].

La figura del divino Thor era centrale nel pantheon mitologico dei popoli scandinavi. Il potente figlio di Odino e di Jord, dea della Terra, era infatti considerato il più forte fra tutti gli Asi, ovvero gli dèi. Numerose sono di conseguenza le saghe che vedono Thor come protagonista di grandi gesta e vere e proprie fatiche erculee considerate impossibili.

Fra queste è celeberrima la pesca di Midgardsorm, il serpente abissale che cinge il globo terrestre. Questa serpe gigantesca, conosciuta anche come Jormungandr, è uno dei bestiali figli di Loki, dio dell’inganno. La funzione di Midgardsorm, (lett. “serpe di Midgard”) è legata al Ragnarok, l’apocalisse vichinga. Il gigantesco serpente infatti, insieme al lupo Fenrir, Hel e i giganti distruggeranno il mondo per dare inizio ad una nuova era. Non solo, è destino infatti che Jormungandr ucciderà e verrà ucciso da Thor in un violento duello durante il Ragnarok: il loro fato si intreccia più e più volte.

Thor il dio dei fulmini e Loki dio dell'inganno, figure mitologiche a confronto
Thor a pesca con Hymir cerca di prendere Midgardsorm

La pesca del gigantesco serpente marino è inserita in una delle imprese mitiche di Thor. Uscito in barca con Hymir, un gigante di cui poco si fida, Thor prende all’amo proprio Midgardsorm. La lotta è furibonda, quasi interamente sollevato dagli abissi marini, il gigantesco serpente che con le sue spire avvolge tutta la terra si ritrova alla mercé di Thor. Ma Hymir, spaventato dalla lotta, recide la lenza del dio del tuono dando la possibilità a Midgardsorm di fuggire e tornare a coricarsi ai confini del mondo.

Thor il dio del fulmine

Il figlio di Odino dalla barba e capelli rossi , (completamente diverso dal biondo Chris Hemsworth), era propriamente il dio degli uomini. Conosciuto come il protettore dell’umanità dai giganti e dalle bestie infernali partorite da Loki l’ingannatore; Thor era anche il dio della Sippe, ovvero la famiglia.

La sua forza era amplificata da tre oggetti magici: una cintura che ne raddoppiava la forza, dei guanti di ferro e Mjollnir, il leggendario martello. Il simbolo del martello non era casuale. Esso, molto simile all’ascia bipenne adorata dagli antichi Minoici e legato anche ai culti solari dei popoli indoeuropei, era un segno di fertilità, forza e vita. Il martello, molto simile e collegato alle antiche raffigurazioni del fascio littorio, o del Vajra vedico, era rappresentato simbolicamente anche con una svastica.

Le caratteristiche magiche di Mjollnir erano le più disparate: frantumava tutto ciò che colpiva, tornava, una volta lanciato, nelle mani del proprietario, poteva rimpicciolirsi fino a diventare una collana e poteva far risorgere i morti. Grazie alle sua forza, a quella di Mjollnir e degli altri suoi oggetti magici, Thor era il più potente fra tutti gli dèi.

Thor il dio dei fulmini e Loki dio dell'inganno, figure mitologiche a confronto
Incisione runica con il martello di Thor

 Loki, il dio ingannatore

La figura di Loki della trasposizione cinematografica interpretata da Tom Hiddelston non è tanto lontana dalla verità. Per quanto infatti la funzione di Loki sia quella di portare l’Apocalisse il giorno del Ragnarok, spesso è compagno di Odino e Thor e li aiuta a superare diverse difficoltà. Loki è, per questo, il dio dell’inganno, delle macchinazioni e dei sotterfugi.

Questa figura, identificata come Trickster, “ingannatore”, dagli studiosi di storia delle religioni, ha spesso un ruolo ambivalente. Egli non è la personificazione tout court del Male, inteso in maniera manichea, quanto piuttosto il Male necessario. Anche il suo ruolo nel Ragnarok, come padre dei mostri e comandante degli eserciti infernali, è funzionale alla ciclicità del Cosmo.

In una religione così legata alla concezione del Destino, del Fato – WYRD – è logico dunque che ogni cosa abbia un inizio e una fine, un destino suo proprio. È destino infatti che tutti gli dèi, dal possente Thor al totipotente Odino, vivano e muoiano. Questo servirà a dare vita ad un nuovo inizio, ad una nuova era con nuove divinità.

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Tom Hiddelston nel ruolo di Loki nella saga cinematografica della Marvel

Loki: fiamma e civiltà

L’etimologia di Loki è legata al fuoco, alla fiamma. Esso infatti è segno di civiltà, insieme ai confini e alla legge, ma anche di distruzione: un incendio poteva distruggere intere città. Il suo ruolo di dio civilizzatore si interrompe quando Loki viene identificato anche con i Giganti. Questi sono la personificazione stessa del Caos, di Ginnungagap, la Voragine originaria della mitologia Scandinava dell’Edda poetica.

Come abbiamo detto Loki è infatti padre di Midgardsorm, il serpente abissale, ma anche di Fenrir, il lupo che divorerà la luna e ucciderà Odino e di Hel, la dea degli inferi.

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I figli di Loki, il dio Ingannatore

Nella mitologia norrena Loki compie un peccato così grande da ricevere una delle peggiori punizioni mai conosciute. Egli è infatti la causa dela morte di Baldr, il dio Solare, figlio di Odino e il più amato di tutti gli dèi. Abbiamo già parlato in questa rubrica della figura di Baldr, tanto vale non ripetersi ma allegare qui l’articolo: Baldr, la luce del Nord.

Come ha scritto Nicola Bianchi, il peccato di Loki in questo caso è tanto più grande in quanto:

Baldr quindi rappresenta l’eterno incontro-scontro tra luce e ombra, i suoi attributi ricordano quelli di Apollo o del Cristo stesso, giusto tra i giusti. Egli è il figlio del principale dio della tradizione nordica, Odino, detto anche Alföðr (padre di tutti) o Aldagautr (progenitore di tutti), come Cristo viene sostanzialmente sacrificato e come lui è destinato a tornare dopo la fine dei tempi, per annunciare un mondo nuovo di prosperità e benessere.

La punizione del dio dell’inganno sarà terribile. Catturato dagli dèi infuriati per la morte di Baldr, Loki verrà portato in una buia grotta del Niflheimr. Qui uno dei suoi due figli, Vali, viene trasformato in lupo affinché divorasse il fratello Narvi di fronte agli occhi del padre. Le interiora del povero Narvi vennero quindi usate come catene per legare Loki ad una roccia. Un serpente venne incaricato di far gocciolare sul viso di Loki il suo veleno, goccia dopo goccia.

Il supplizio di Loki è lenito dalla moglie Sigyn, che utilizza una bacinella per raccogliere il veleno. Quando la bacinella è piena Sigyn la svuota e il veleno torna a colare sulla fronte di Loki che, sussultando dal dolore, causa terremoti su tutta la terra.

Il supplizio di Loki terminerà quando, il giorno del Ragnarok, riuscirà a liberarsi dalle catene e porterà la distruzione sulla terra.

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Ragnarok: il crepuscolo degli dèi

Ragnarok: Thor contro Loki

No, non stiamo parlando del (pessimo) film Thor:Ragnarok della trilogia marvel dedicata al dio del tuono, ma dell’apocalisse nordica. Il Ragnarok è infatti l’atto finale, la conclusione della tragedia degli dèi del Nord. Lo scontro fra gli eserciti divini e quelli infernali si consumerà dopo che sulla terra :

Si colpiranno i fratelli
e l’un l’altro si daranno la morte;
i cugini spezzeranno
i legami di parentela;
crudo è il mondo,
grande l’adulterio.
Tempo d’asce, tempo di spade,
gli scudi si fenderanno,
tempo di venti, tempo di lupi,
prima che il mondo crolli.
Neppure un uomo
un altro ne risparmierà.

Il ciclo di violenze terminerà con la fine di tutto: una fine che porterà ad una nuova età dell’oro, un nuovo meraviglioso inizio per tutto il creato e l’umanità intera.

Nella piana di Vígríðr le forze della luce e quelle delle tenebre si scontreranno, e saranno in molti a morire. Lo stesso Odino sarà divorato da Fenrir, mentre il dio Tyr e il cane degli inferi Garmr si uccideranno a vicenda. Il duello finale vedrà contrapporsi Loki ed Heimdallr, che perderanno la vita entrambi. I Ragnarǫk avranno finalmente fine quando il gigante di fuoco Surtr incendierà ciò che resta del mondo con la sua spada infuocata.

Tutto avrà fine, per dare vita ad un nuovo inizio.

 

(Fausto Andrea Marconi)

[1] Per realizzare questo articolo è stato utilizzato a piene mani l’opera della professoressa Gianna Chiesa Isnardi, “I miti nordici“, Longanesi, Milano, 2012. Un volume imperdibile per tutti gli appassionati. Nel caso particolare la citazione è stata presa a p. 225.

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