Alan Kurdi verso Malta, la guerra delle ONG è infinita

Alan Kurdi verso Malta, la guerra delle ONG è infinita

Non si arrendono. Continueranno a “salvare” e a virare verso l’Italia. In questo caso, dopo il rifiuto di Lampedusa, decidono di dirigersi verso Malta. ONG Sea Eye, nave intitolata ad Alan Kurdi, ma poteva chiamarsi in qualsiasi altro modo.

Soliti slogan: “Salvini umilia i naufraghi”, “Salvini sfrutta la situazione”, Salvini qui, Salvini lì. E Mediterranea, come avevamo scritto ieri, denuncia anche il governo. Il ministro su questo è stato diretto:”Possono aprire delle enciclopedie a mio carico, ma io non cambio assolutamente atteggiamento. I porti sono e rimangono chiusi e inibiti al traffico indesiderato”.

Il “no” proferito dal ministro ad eccezione di due donne con i loro figli di 1 e 6 anni, e una terza donna incinta. Per l’ANSA “la Alan Kurdi ha deciso di virare e dirigersi con i suoi 64 naufraghi verso Malta, assecondando la volontà delle famiglie che non volevano dividersi”. Il che pone un problema evidentemente matematico, visto si possono al massimo calcolare 2 o 3 ulteriori familiari e non quasi 60. Sarebbe interessante conoscere maggiori dettagli.

Per Mediterranea “il blocco navale operato contro la Alan Kurdi al largo di Lampedusa, riguarda ordini illegali“. E nel frattempo, arriva “l’ingaggio spot” di De Falco. La guerra delle ONG non è finita. Con tutti i mezzi di colpevolizzazione possibile.

(di Stelio Fergola)

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