Orange Vest, l'ultima pagliacciata degli immigrazionisti

Orange Vest, l’ultima pagliacciata degli immigrazionisti

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“Il giubbotto arancione salva-gente da simbolo di salvataggio in mare a simbolo di umanitá e di lotta all’indifferenza” così Repubblica definisce la campagna Orange Vest, l’ultima pagliacciata degli immigrazionisti per difendere la Mare Jonio e la sua a dir poco discutibile avventura dei giorni scorsi.

Una bella orda di pensiero unico politicamente corretto dopo scioperi della fame di vario genere ha deciso di spingere sull’accelerazione, anche se il tempo delle feste in maschera è passato da un pezzo: Valeria Solarino, Corrado Fortuna, Lella Costa, Moni Ovadia, Caterina Guzzanti, qualche “Iena”, come Gaetano Pecoraro e Roberta Rei,  Leoluca Orlando, Cecilia Strada e – guarda un po’ – Vauro, Sandro Ruotolo, Lirio Abbate, Alessandro Gilioli.

In particolare il sindaco di Palermo sfoggia una mise di primo piano:

Orange Vest, l'ultima pagliacciata degli immigrazionisti

Ci sono tutti? Macché. In effetti mancano nomi illustri quali Roberto Saviano, che invitiamo al più presto ad accodarsi al Carnevale.

Orange Vest, l'ultima pagliacciata degli immigrazionisti

O il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che nelle scorse settimane aveva pomposamente annunciato l’allestimento di una flotta napoletana di 400 imbarcazioni per accogliere i “migranti”.

Orange Vest, l'ultima pagliacciata degli immigrazionisti

Su, signori, non siate timidi. Dateci dentro. Vogliamo vedervi tutti vestiti di arancione. Almeno ci rideremo su al fine di non piangerci.

Nel frattempo da Repubblica a Fanpage risuona il messaggio modaiolo “Ecco perché tutti sui social stanno indossando il giubbotto arancione”. Tutti. Ma i numeri? Gli ambasciatori appena citati e “200 persone comuni”. Che dire, un vero trionfo.

(di Stelio Fergola)

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