Black Friday colonizzazione

Black Friday: tutti necessitano di risparmiare e vendere, ma noi che c’entriamo?

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Il Black Friday, fondamentalmente, è uno sconto. E va benissimo. Non c’è alcuna ragione per non seguirlo, come non esiste persona al mondo che non risparmierebbe avendone la possibilità. Diro di più: in realtà, non esiste azienda al mondo che non proverebbe a infilarsi in una catena di conseguenze commerciali per cercare di trarne un guadagno, visto che il profitto non è un peccato. Semma  il problema è un altro.

Che centriamo noi con il Black Friday?

Punto e a capo. Il problema non sono gli sconti del Black Friday e neanche le aziende che cavalcano l’onda per smaltire le scorte durante il Black Friday. Il problema è che il famoso “venerdì nero” altro non è se non il primo venerdì successivo all’altrettanto famoso “Giorno del Ringraziamento” americano. Una festa assolutamente legittima per carità. Ma per gli americani.

Per quanto la questione non nasca da chissà quale intento di colonizzazione culturale ma – essenzialmente – da aspetti commerciali (estendiamo gli sconti di uno dei più grossi mercati mondiali anche al resto dei bacini di consumo occidentali, è la sostanza) il risultato finale è comunque l’ennessima colonizzazione culturale da sponda anglosassone che giunge nel nostro Paese.

Anche le colonizzazioni passate sono state sovente frutto sostanziale di approcci economici, in praticamente ogni settore di immaginario ad esempio (dal cinema, alle serie tv). Ma non vuol dire che non abbiano prodotto effetti nefasti.

Giornate scontate “nazionali”?

Può sembrare un’inezia, ma non lo è. Sia ben chiaro: questo non è neanche un consiglio, né una speranza concreta. Chi scrive sà perfettamente come stanno le cose e si rende amaramente conto che la situazione nella fattispecie sia ormai incontrollabile. Ma voglio comunque lanciare una provocazione, uno spunto di riflessione. Sì agli sconti, sì al treno delle offerte per svuotare magazzini e per vendere in prospettiva. Ma se lo facessimo in una festività nostrana, anziché importare quelle altrui?

Su due piedi: promuovere un po’ di più il giorno dell’Immacolata potrebbe avere senso, in quanto la fase “clou” del periodo natalizio. Non molto spirituale forse, ma quello vale anche per il Black Friday, non certo incline ai valori tradizionali del Giorno del Ringraziamento ad esso precedente.

(di Stelio Fergola)

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