Sbarchi immigrazionismo retorica Francesco

Sbarchi, immigrazionismo e l’ipocrita retorica di Francesco

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Sbarchi e immigrazionismo, ormai due parole che vanno a braccetto con Papa Francesco. Negli ultimi giorni tra svariate operazioni di “salvataggio”, siamo arrivati a quasi 300 clandestini. A inizio mese il record di quasi 700 arrivi registrati nella ormai inflazionatissima Lampedusa.

Sbarchi e immigrazionismo, non solo in Sicilia

Siamo abituati a vedere questo teatrino soprattutto nei pressi delle coste siciliane. Negli ultimi giorni però, anche Sardegna, Puglia e Calabria hanno avuto la loro buona dose di sedicente “umanità”. 102 sbarchi a Locride, in Calabria, e 192 nel sud della Sardegna.

” Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Carbonia e delle Stazioni della zona. I migranti, tutti in buone condizioni di salute, sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Monastir (Cagliari) dove saranno identificati dalla polizia e rimarranno in quarantena.”

Il tutto mentre la politica si concentra sul discriminare gli italiani ed etichettarli con un green pass: lì i controlli sono severissimi.

L’insopportabile retorica di Papa Francesco

“Basta respingimenti” tuona Bergoglio. Perché gli sbarchi, l’immigrazionismo, sono quasi cibo per Papa Francesco. Ci si dovrebbe chiedere: ma quali respingimenti, sua santità (il minuscolo è voluto)? “Occorre porre fine al ritorno dei migranti in Paesi non sicuri e dare priorità al soccorso di vite umane in mare con dispositivi di salvataggio e di sbarco prevedibile”. Aggiungendo poi: “Esprimo la mia vicinanza alle migliaia di migranti, rifugiati e altri bisognosi di protezione in Libia.

Come si legge dall’ANSA: “Il Papa chiede dunque alla comunità internazionale di impegnarsi per garantire ai migranti “condizioni di vita degne, alternative alla detenzione, percorsi regolari di immigrazione e accesso alle procedure di asilo.”

Tanto per cambiare, Francesco spende parole per accogliere ancora di più, incurante completamente delle popolazioni costrette a subire invasioni di clandestini in casa propria, con tutti gli enormi disagi sociali ed economici che ciò comporta, soprattutto per i più deboli. E si lamenta di respingimenti i quali, di fatto, al momento non esistono.

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