Lottare

Impariamo a lottare, senza piangere

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Lottare, ma anche imparare a lottare. La leggenda “italiani poltronari” non sta in piedi non solo guardando a Trieste, a Genova, ma alla manifestazioni ormai quotidiane che ci sono in tutto il Paese.

Io detesto le leggende inventate ma, soprattutto, detesto l’abbattimento genetico: è una cosa che oltre a non produrre nulla di utile, ci pone nella condizione di essere davvero ciò che amaramente crediamo di constatare su noi stessi.

Cerco di mettermi sempre nei panni degli altri, portuali come altri comuni cittadini, e semplicemente mi rendo conto che non è facile lottare, anche perché non siamo eduicati e formati alla lotta. Siamo cresciuti con tanti agi e comodità, è normale e logico, anche umano.

Imparare a lottare

Ora, cosa si può fare quando non si è formati alla lotta? Piagnucolare tutto il giorno dicendo che non siamo degni di vivere? Ovviamente no: semplicemente, si prova ad imparare a lottare. Io per primo. Voi per primi. Tutti.

Nel mio piccolo vorrei sostenere economicamente, se il lavoro dovesse permettermelo in questa fase di transizione potrei provare ad andare a Trieste, in generale quest’anno ho partecipato a diverse manifestazioni pur non avendole mai seguite troppo. Sarei pronto – come già detto – a subire i disagi di un ridotto approvvigionamento alimentare se la cosa dovesse andare avanti.

Se ci sarà da imparare, impariamo. Con pazienza, dedizione, e sì, anche pagando lo scotto dei fallimenti. Senza piagniucolare. Perché il piagnisteo è esattamente ciò che vuole il nostro nemico.

Non tentare è molto peggio che venire delusi

A Milano città bloccata, a Trieste si continua: supportiamo. Supportiamo Napoli, Gioia Tauro. Con donazioni, presenza, spirito. Consapevoli che si potrà cadere ancora, e ancora. Ma con una sola idea: imparare a sacrificarci, giorno dopo giorno, per una causa più alta e nobile.

I nostri avi hanno fatto così, i nostri bisnonni ci hanno vinto una guerra mondiale che ha completato il Risorgimento. Non siamo minimamente al loro livello, ma se non ci impegniamo quotidianamente non ci avvicineremo mai a loro.

Senza lagne. Le lagne le vuole il nemico. E si sfrega le mani ogni volta che ci abbattiamo.

(di Stelio Fergola)

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