Sbarchi a Lampedusa, una storia infinita. Questa volta si superano le 600 unità in una giornata sola, come riporta l’ANSA. Interessante la provenienza riportata dall’agenzia di stampa italiana:
Sono originari di Egitto, Ciad, Marocco, Siria, Bangladesh, Sudan, Nigeria, Etiopia e Senegal. Il peschereccio, intercettato dalle motovedette ad otto miglia dalla costa, è partito da Zuwara, Libia. Sono stati tutti portati all’hotspot dove, al momento, sono presenti 1.091 persone a fronte dei 250 posti disponibili. Ieri ci sono stati altri 5 sbarchi sull’isola per un totale di 119 persone.
Sbarchi, Lampedusa, Italia: un problema infinito
Se si eccettua il ministero dell’Interno di Matteo Salvini, che ridusse gli arrivi sulle nostre coste del 96%, e prima di lui quello di Marco Minniti che interruppe se non altro una serie ormai divenuta drammatica, il problema degli sbarchi non ha mai avuto una avuto una reale battuta d’arresto, dal 2011 ad oggi.
La propaganda immigrazionista ha addirittura incensato negli anni chi al tempo non fece nulla per interrompere gli sbarchi a Lampedusa, come l’allora sindaco Giusy Nicolini, perfino premiata dall’Unesco a suo tempo, “per aver salvato la vita a numerosi rifugiati e migranti e per averli accolti con dignità.”
Una situazione non mutata minimamente con il successivo primo cittadino, Totò Martello del PD, che inizialmente – e con un minimo di furbizia – aveva tuonato contro gli sbarchi irregolari per poi, progressivamente, allinearsi alla solita importazione di schiavi con la scusa della sempreverde accoglienza: “Sul dramma dei migranti la destra semina odio” aveva dichiarato lo stesso Martello appena a maggio scorso.
La popolazione, evidentemente esausta, forse non lo avrebbe probabilmente mai votato? Era dunque necessario prendere tempo in attesa di rimettere in piedi la solita linea che, di popolare, non ha assolutamente nulla?
Sono domande che è quanto meno lecito porsi.


