Olaf Scholz, nuovo nome per idiozie europeiste e per i polli che ci cascheranno

Olaf Scholz, nuovo nome per idiozie europeiste e per i polli che ci cascheranno

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Olaf Scholz è uscito vincente dalle elezioni in Germania. L’SPD (il “cosiddetto” Partito Socialdemocratico di Germania) la spunta come formazione individuale con oltre il 25% di voti, mentre la coalizione conservatrice CDU – CSU si ferma appena poco sopra il 24 ed è condannata all’opposizione.

Le promesse del probabile futuro cancelliere in senso europeista ricordano tanto quelle fatte da Angela Merkel prima di lei, da Emmanuelle Macron in Francia, da Francois Holland prima ancora, dalle varie menti che hanno guidato la sensazionale Unione Europea e la BCE, quali Jean Claude Juncker, Ursula Von Der Leyen, e via discorrendo.

Solidarietà, Europa unita, tutti fratelli e un residuo che non potremo che sintetizzare con pochi suoni emblematici: “Bla, bla, bla”.

Olaf Scholz e “L’Europa che deve crescere insieme”

Le prime dichiarazioni di Scholz, evidentemente per condurci da subito sulla strada del buon umore, si concretizzano in una barzelletta: “Nessuno deve cercare di dominare l’Unione Europea”. E noi lo ringraziamo, perché per cominciare con una battuta tanto esilarante bisogna avere del talento, oltre una notevole faccia tosta.

Certo, l’abilità è compensata dal fatto di trovarsi di fronte a quei poveretti che non fatichiamo a definire da anni con l’aggettivo “euroinomani”. O polli, se preferite, ma di cui parleremo più sotto.

Olaf Scholz in ogni caso preferisce continuare in un modo ancora più divertente di come aveva esordito, e il tasso di narrazione delle favole si impenna manco fosse la vecchia lira del buon vecchio Carcarlo Pravettoni: “L’Ue deve crescere insieme e faremo in modo che l’Europa cresca meglio insieme”. Ah.

Sicuro. D’altronde Scholz viene definito dall’ANSA come “l’uomo che si è battuto per la mutualizzazione del debito”:

Nella legislatura uscente, Scholz ha gestito la crisi pandemica con pacchetti di risorse più che generosi, che hanno evitato l’ondata di fallimenti tanto temuta in Germania. E si è speso per una forte solidarietà in Europa, sostenendo la strada del Recovery Fund e della mutualizzazione del debito: il tema che dà ancora l’orticaria ai conservatori.

Noi stiamo alla finestra. E non abbiamo dubbi che avremo modo di divertirci ancora. Olaf Scholz ci darà una mano.

I polli che crederanno a Olaf

Ovviamente, i polli (di cui abbiamo una diapositiva) ci cascheranno ancora.

Olaf Scholz
Visibile eccitazione degli europeisti per il tedesco che porterà l’Europa ad essere unita, solidale e magari anche dotata di poteri paranormali.

Come sono cascati nelle idee di Europa “unita e solidale” negli anni della gravissima crisi economica post 2008, come hanno creduto alle sempreverdi redistribuzioni di clandestini (quelle che possono essere eluse da Francia e Germania per decine di migliaia di unità ma giammai dalla cattivissima Ungheria che danneggia gli interessi italiani per qualche centinaio), come hanno creduto e credono ancora alla storiella dell’Italia cattiva che non rispetta le regole di Maastricht sebbene dati alla mano sia il Paese che ha violato una sola volta, nel 2009, quei parametri assassini (mentre Spagna e Francia hanno superato la soglia dieci volte di più, in media).

Come sono cascati come pere cotte al Recovery Fund quale forma di aiuto e non piuttosto ciò che è in realtà, ovvero un prestito che dovrà essere restituito negli anni successivi.
Come sono cascati nella cosiddetta “sospensione del Patto di Stabilità” non sancita da nessun trattato e da alcuna carta scritta, effettivamente congelato ma che per bocca delle stesse istituzioni europee ricomincerà a far versare lacrime e sangue dal 2022, chiedendo pure gli arretrati di questi due anni (e allora che razza di sospensione è? Mistero della fede).

Insomma, come ci sono cascati e cascheranno sempre su tutto. Probabilmente, ci cascherebbero pure se Bruxelles assoldasse un esercito di mercenari per bombardare le loro case. In qualche modo, sarebbero convinti che fosse per il loro bene, d’altronde con il jolly “la solidarietà europea” si può fare più o meno tutto, anche massacrare la Grecia spacciandolo pure per un salvataggio.

Un  po’ come i comunisti credevano ancora negli anni Cinquanta all’avvento della società socialista, o come millenni addietro i romani credevano nei poteri divini dell’Imperatore. Il livello di analisi e di senso della realtà, d’altronde, è lo stesso.

(di Stelio Fergola)

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