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Otto von Bismarck: il grande cancelliere di ferro prussiano

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Otto von Bismarck rappresenta senza ombra di dubbio una delle grandi figure storiche del XIX secolo, una di quelle che hanno scritto pagine memorabili per la loro nazione, dando avvio ad epoche grandiose e di prosperità, attraverso grandi ideali e concretezza d’azione.

 

La vita prima della politica

Otto Eduard Leopold Von Bismarck nasce il 1°Aprile 1815: secondo genito della famiglia prussiana dei Bismarck, orgogliosa schiera di aristocratici conservatori, potenti e molto influenti.

All’età di sette il giovane Bismarck si trasferisce con la madre a Berlino, dove frequenta ambienti altolocati ed avrà anche la fortuna di conoscere  i giovani della casata regnante di Prussia, gli Hohenzollern. Successivamente, tra il 1832 ed il 1835, frequenta l’università di giurisprudenza di Gottingen, dove si laurea ma non con brillanti voti, essendosi dedicato più alle associazioni goliardiche che ai libri.

Fino al 1847 Bismarck non si cura della politica, compie come ogni prussiano il servizio militare e si dedica ad alcuni viaggi in Francia, in Svizzera ed in Inghilterra. In seguito si sposa con Giovanna Puttkamer e, desideroso di trovare una posizione di prestigio, comincia ad interessarsi alla vita politica, addirittura a ridosso della rivoluzione che sarebbe poi scoppiata a Berlino.

 

L’inizio della carriera di Bismarck

Sarà eletto deputato alla dieta degli stati tedeschi, l’organo che raccoglie gli Stati germanici, che ancora non erano unificati (tanto è vero che la Germania si chiamava Confederazione Germanica).

Nel 1848, anno in cui in Europa esplodono diverse sollevazioni, tra cui a Berlino, Bismarck comincia a dimostrare il suo talento per la politica schierandosi, nonostante l’apparente difficoltà, con il sovrano berlinese Federico Guglielmo IV, appoggiando la sua sovranità eletta per “diritto divino”. La lealtà di Bismarck verrà premiata dal re che comincia ad affidargli incarichi sempre più importanti e prestigiosi quali il ruolo di inviato prussiano al Bundestag,  il parlamento federale, di Francoforte.

Nel periodo tra il 1859 ed il 1862 Bismarck riveste anche il ruolo di ambasciatore e viene inviato alla corte dello zar a San Pietroburgo, ed è proprio in questo arco temporale che il futuro cancelliere di ferro da prova delle sue straordinarie qualità di politico creando ex novo la “Realpolitik”, una politica di realtà, che si basa su un solo principio: raggiungere l’obiettivo con il mezzo più rapido, efficace e sicuro qualunque esso possa essere.

 

La “Realpolitik” di Bismarck

La “Realpolitik” consegnerà Bismarck alla storia come un grande stratega e politico: infatti, grazie a questo principio, egli creerà un forte equilibrio in Europa, in particolare tra gli imperi, escludendo di fatto una politica di corsa agli armamenti, che come ben sappiamo sarà foriera di ben due guerre mondiali.

Nel 1862 Bismarck viene nominato primo ministro degli esteri prussiano e soprattutto cancelliere, carica che ricoprirà per il resto della sua vita, ma il compito che gli si prospetta è assai arduo visto che deve affrontare un’altra crisi interna dovuta al rifiuto della popolazione di non accettare i provvedimenti atti a riformare l’esercito.

L’imperatore non sa bene cosa fare e qui, una volta entrato in gioco, Bismarck dimostrerà tutto il suo talento ed un’altra delle sue caratteristiche di politico: la fermezza ed il pugno duro. Questa rivolta diventa addirittura una vera e propria guerra contro il parlamento che si porterà avanti sino al 1866 quando il parlamento verrà sciolto e la stampa liberale altamente criticata. Nonostante questi aspri provvedimenti Bismarck resta al suo posto e dimostra ancora una volta  di che pasta è fatto, non indietreggiando di un solo passo dinnanzi ad una situazione  molto delicata ed allo stesso tempo difficile.

 

Le guerre con Austria e Danimarca

Durante questa rivolta interna Bismarck è costretto ad affrontare una minaccia ancor più grave: la guerra che scoppia tra Prussia, Austria e Danimarca e che porta in sé il seme della futura guerra austro-prussiana, questo perché la sconfitta della Danimarca dà alla Prussia la regione dello Schelswig-Holstein che non sarà condivisa con l’Austria. La vittoria contro la Danimarca e la sua risolutezza contro le rivolte interne portano Bismarck ad essere nominato conte.

Nel 1866 scoppia la guerra tra Austria e Prussia dove la brillante vittoria prussiana a Sadowa elimina per sempre l’ingerenza austriaca nelle questioni tedesche: non è un caso difatti che la nuova colazione degli stati germanici avrà come capo la Prussia e non più l’Austria.

 

L’unità nazionale tedesca

Con l’Austria sconfitta ed estromessa dalla Germania, rimane solo la Francia a contrastare la crescente egemonia della Prussia ed a breve, precisamente nel 1870, tra le due super-potenze scoppia un conflitto. In quest’occasione Bismarck con un’abile colpo da maestro pone al vertice degli stati tedeschi Guglielmo I  e la Prussia, questo perché la Francia è il nemico numero uno della Germania ed ogni buon tedesco che si rispetti non può non vedere questa guerra come “giusta” e dunque accettare l’autorità prussiana.

La Francia, governata da Napoleone III, viene magistralmente sconfitta a Sedan dalle truppe prussiane e nella reggia di Versailles, precisamente nella sala degli specchi, il 18 Gennaio 1871 il sogno di Bismarck si realizza la proclamazione del II Reich e l’unità della nazione tedesca.

Spettava allora al Kaiser Guglielmo I ed a Bismarck mantenere l’unità nazionale così a lungo desiderata e sognata, e  questi due grandi colossi della storia tedesca riusciranno nel loro obiettivo creando un duo sovrano-cancelliere unico e per certi versi irripetibile nella storia.

Subito dunque Bismarck si mette al lavoro per mantenere la pace all’interno della sua patria e dà avvio ad una politica il cui termine ancora oggi è in voga, “Kulturkampf”, la quale mira ad una vera e propria lotta culturale contro il partito cattolico il “Zentrum” che Bismarck vede come una minaccia all’unita nazionale poiché segue delle direttive precise provenienti dal Vaticano, una città-stato fuori dai confini nazionali, quindi non ha come fine l’interesse della nazione tedesca, ma del papa.

 

I successi internazionali di Bismarck

Un’altra grande impresa di Bismarck è senza ombra di dubbio la conferenza di Berlino, quest’ultima ha come scopo evitare una possibile guerra tra Austria e Russia. Grazie ad una serie di alleanze, rapporti di equilibrio, promesse, ma anche minacce l’intento del cancelliere viene finalmente raggiunto e questo fa in modo che il suo prestigio a livello internazionale aumenti sempre di più in maniera considerevole.

Sempre per tutelare la sua patria decide di dar vita ad un’alleanza nel 1882, celebre in tutto il mondo dal momento che sarà uno degli schieramenti contrapposti nella I guerra mondiale con però una  successiva defezione,  chiamata Triplice Alleanza e vedeva unite le potenze di Germania, Austria ed Italia.

 

La politica interna ed i dissidi con Guglielmo II

Una volta messa al sicuro la pace europea e della sua amata Germania Bismarck torna ad occuparsi delle questioni interne e fortemente preoccupato dall’affermarsi del partito socialista, il quale voleva una rivoluzione proletaria, dunque rovesciare l’ordine attuale di governo, decide di dar via ad una serie di interventi in ambito sociale quali l’assicurazione contro le malattie e gli infortuni, ma non solo anche contro la vecchiaia e l’invalidità.

Queste misure che al nostro tempo si danno per scontate all’epoca erano qualcosa di assolutamente innovativo e permetterà al cancellerie di ferro di governare per ancora molto tempo e cosa più importante dare una stabilità interna alla Germania come nessun altro stato dell’Europa. Difatti non ci saranno più rivolte sociali, l’economia crescerà a vista d’occhio e le industrie compiranno enormi passi da gigante rendendo la Germania la nazione più all’avanguardia della sua epoca.

Nel 1888 però muore il Kaiser Guglielmo I e succede al trono suo figlio Guglielmo II, con il quale sfortunatamente Bismarck entra subito in contrapposizione visto le sue vedute alquanto stravaganti e l’invidia provata verso la sua figura di cancelliere di ferro. I contrasti tra i due raggiungono il culmine verso il 1890 quando Bismarck è costretto a dimettersi, seppur a malincuore, e tornare alla vita privata. Bismarck muore il 30 Luglio 1898 alla veneranda età di 83 anni.

 

La straordinaria eredità di Bismarck

Questa figura storica teutonica ha scritto pagine memorabili nella storia: per un trentennio ha salvato l’Europa da numerose guerre ed ha protratto la pace fino al 1914 grazie alla rete di alleanze a lungo costruite e studiate, ma cosa più importante ha saputo essere un politico di prim’ordine mettendo sempre il bene del proprio Paese al primo posto e non si è mai arroccato sulle sue posizioni, anzi ha cercato sempre di rimanere al passo con i tempi e di capire cosa realmente il suo popolo desiderava.

Sicuramente ha usato il pugno di ferro talune volte, la forma di governo non era una democrazia, ma un impero, ma ciò fa parte della sua figura: carismatica e di enorme spessore politico. Ecco perché è importante riprendere e ristudiare Bismarck: perché l’eredita che ci ha lasciato, e che ha dato innumerevoli frutti, è troppo preziosa per essere dimentica e tralasciata.

(di Severiano Scarchini)

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