#TeamTrump e #WeThePeople, una scelta strategica?

#TeamTrump e #WeThePeople, una scelta strategica?

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Negli USA, la scelta di dividere il fronte della lotta ai brogli in #TeamTrump e #WeThePeople è chiaramente strategica, recentemente ufficializzata dal “distacco” comunicato anche dallo stesso Rudolph Giuliani. Il perché di questa strategia è abbastanza comprensibile: rafforzare l’immagine “indipentente” dei ricorsi. E un po’ di ricordi della vita politica nel nostro Paese possono aiutare.

#WeThePeople, un modo per eludere critiche che in Italia conosciamo bene

Il paragone è forzatissimo, ma: ricordate quanto in Italia tutti i giornalisti schierati nell’area di centrodestra fossero per forza dei “galoppini di Berlusconi”? Da Feltri a Liguori, Ferrara, Belpietro, lo stesso allora giovanissimo Porro, eccetera?

Ricordate quanto l’elettore medio, di sinistra o sedicente apolitico (che poi votava come ha sempre votato formazioni vicine al Feudo sono dettagli) cascasse come una pera cotta in questa narrazione?

Ricordate come non potesse essere nemmeno concepito il fatto che – semplicemente – in un contesto bipolare non esistesse molta altra scelta per un “tradizionalista” di schierarsi con Berlusconi, visto tutto il male che viene dall’altra parte sempre e costantemente a discapito della Nazione?

Oggi che il Cavaliere è ormai del tutto secondario sono rimasti tutti prossimi al centrodestra, e qualche “galoppino di Berlusconi” come Belpietro si è dimostrato talmente galoppino da lanciare addirittura una testata indipendente, probabilmente la più coraggiosa tra le poche vicine all’area (l’elettore medio boccalone che lo considerava un venduto a prescindere ovviamente dimentica tutto, ma vabbè).

#TeamTrump e #WeThePeople, divisi ma paralleli

Questa divisione tra #TeamTrump e #WeThePeople risponde a esigenze atte ad evitare contesti simili a quelli vissuti da noi, sebbene non esattamente uguali. Nessuno vuole paragonare Trump a Berlusconi, ma la tecnica di demonizzazione del personaggio è simile, così come la semplificazione manichea riguardo tutti coloro che gli girano intorno. E, ovviamente, c’è la narrazione da “colpo di Stato” sempre in agguato.

Si vuole dare adito il meno possibile alle prevedibilissime accuse di “colpo di Stato”, in caso succeda ciò che non succederà: quindi via la Powell che si costituisce come “indipendente” – e in quanto tale non suscettibile di essere considerata “galoppina di Trump”, perché così si intorta l’elettore democratico o apolitico medio di cui sopra – nonché slegata dagli interessi del presidente.

Sì a Giuliani ancora ufficialmente legato, d’altronde la sua immagine sarebbe stata difficilmente dissociabile.

#TeamTrump e #WeThePeople: si prosegue, sebbene per vie parallele. Intanto, ci sono degli elenchi simpatici online. Catalogati in ordine. “Non ci sono prove” (cit.) eh, per carità.

Ma se non altro sono ordinati: talmente ordinati da includere anche gli elementi ancora “non dimostrati” (in fondo alla pagina).

Non male, visto che mancano ancora tre settimane.

(di Stelio Fergola)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Potrebbero piacerti

Rudy Giuliani svela i segreti di Dominion e Smartmatic
Nel video che vi proponiamo qui sotto Rudy Giuliani, l'avvocato [...]
Caro Saviano, la Meloni ti sfida in dibattito: affrontala!
Caro Saviano, sono anni che - ormai lo sanno anche [...]
Ci state uccidendo: invettiva contro nessuno. Perché siete niente
Ci state uccidendo. Il destinatario dell’accusa è nessuno. Perché voi [...]
Supportiamo Polonia e Ungheria, e vi spieghiamo il perché
Supportiamo Polonia e Ungheria, "gli amici anti-italiani di Meloni e [...]
Scroll Up