Referendum

Referendum, con la vittoria del Sì bisogna andare al voto

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La vittoria del Sì al Referendum Costituzionale implica una conseguenza logica: bisogna andare al voto perché, così com’è, questo Parlamento è illegittimo. Lo spiega anche Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera: «I 5 stelle hanno chiesto il voto per il SI finalizzato ad avere istituzioni più efficienti con un Parlamento di solo 600 eletti. Il Popolo sovrano ha scelto. Ora la logica conseguenza sarebbe che si sciogliessero le Camere per sperimentare finalmente l’efficienza conquistata con la riforma, anche perché, sarebbe strano avere un Parlamento non in linea con la Costituzione nella sua composizione e ancora più strano pensare che un Parlamento sfiduciato dai cittadini possa scegliere il prossimo Presidente della Repubblica».

Dello stesso avviso il leader della Lega Matteo Salvini: «Il voto degli italiani ha fatto giustizia. Sul Referendum abbiamo sempre sostenuto il sì. Se è finito 70% a 30% vuol dire che abbiamo fatto bene a votare il taglio dei parlamentari. Ora ci sono 300 parlamentari in più del previsto e quindi è giusto analizzare le riflessioni di chi dice che il Parlamento non è più legittimo».

Referendum, ecco cosa succede ora

Superato il giudizio del referendum confermativo, come riporta l’agenzia Adnkronos, si apre ora la procedura che porterà alla promulgazione e all’entrata in vigore della legge che riduce a 600 il numero dei parlamentari. Il prossimo passaggio sarà la proclamazione dei risultati da parte dell’Ufficio centrale presso la Corte di cassazione. Il relativo verbale verrà quindi trasmesso al Presidente della Repubblica, che procederà alla promulgazione della legge.

I nuovi articoli 56 e 57 della Costituzione si applicheranno alle prossime elezioni politiche, successive sia ad un eventuale scioglimento delle Camere sia naturalmente alla scadenza naturale della legislatura, prevista nella primavera del 2023. E’ previsto tuttavia che la legge venga applicata non prima che siano decorsi sessanta giorni dalla sua entrata in vigore: que­sto per adottare il necessario de­creto legislativo per ridefinire i collegi elettorali, anche se attualmente la Camera è impegnata nell’esame di una nuova legge elettorale.

 

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