Alessandro Magno: le grandi conquiste del re di due mondi

Alessandro Magno: le grandi conquiste del re di due mondi

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Fra i grandi conquistatori del passato campeggia maestosa la figura di Alessandro Magno, re dei Macedoni e Re dei Re dell’Impero Persiano. Il giovane figlio di Filippo II fu una meteora dell’antichità, una stella che brillò così forte da lasciare un solco indelebile nel cuore dei contemporanei. Le sue gesta lasciarono un segno così profondo da cambiare per sempre la storia del Mediterraneo e del Vicino Oriente, che dopo di lui divennero veramente una cosa sola.

Da Pella nell’alta Macedonia fino a Tebe, da Atene passando per Sparta, dal misterioso Egitto fino alle sponde della Palestina e delle terre dei Fenici. Dalla Lidia e gli alti monti del Caucaso fino all’altopiano iranico e le foreste dell’India settentrionale, il nome di Alessandro divenne sinonimo di Signore universale, giovinezza e potenza sia militare che culturale. Ma chi fu davvero questo giovane macedone che con la sua indomita giovinezza e baldanza conquisto il mondo intero? chi fu, davvero Alessandro?

L’infanzia e la vita di Alessandro Magno

Alessandro nacque a Pella intorno al 20 luglio del 356 a.C. Figlio di Filippo II re di Macedonia e della principessa Olimpia. Sua madre proveniva dall’Epiro, una regione montuosa affacciata sul mare parzialmente grecizzata che equivale all’odierna Albania e all’omonima regione della Repubblica Ellenica.

L’Epiro era molto diverso dalla Grecia continentale e molto più simile alla Macedonia. Era infatti una regione poco caratterizzata da città e la maggior parte degli abitanti viveva sparsi in villaggi. Era una regione di frontiera e i suoi abitanti combattevano quotidianamente con i pirati Illiri che infestavano le acque del Mediterraneo. Benché periferica, l’Epiro era religiosamente una regione molto importante, essendo la terra del Santuario di Dodona, il secondo per importanza dopo Delfi.

Alessandro Magno
Busto in marmo raffigurante Alessandro Magno.

La regina Olimpia veniva da questa terra semibarbarica, ma molto legata alla cultura e alla tradizione ellenica. La sua famiglia vantava di discendere infatti dal grande Achille, l’eroe che più di tutti affascinò il giovane Alessandro Magno. Il padre del giovane principe di Macedonia era un grande condottiero, forte guerriero e temuto diplomatico: Filippo II. Filippo ereditò un regno periferico, ritenuto quasi barbarico dai Greci meridionali, ma lo trasformò in uno degli attori più importanti della politica ellenica.

Combatté molte guerre contro le varie leghe che animavano l’agone politico greco, intervenendo pesantemente nella gestione dei santuari sacri. Il suo successo più grande fu senza dubbio la battaglia di Cheronea del 338 a.C. con la quale sottomise la Grecia intera. La sua ferrea mano allungata sulla Grecia non piaceva a tutti, fra cui il grande oratore Demostene che scrisse appunto le famosissime Filippiche nelle quali denunciava il re del nord.

Dalla Grecia alla Persia, il sogno di Filippo

Filippo II non era solo un fine politico e grande generale; fu infatti l’ideatore della riforma militare che permise alla Macedonia di divenire la potenza bellica incontrastata dell’antichità fino all’ascesa di Roma. Filippo riformò l’esercito macedone seguendo i cambiamenti avvenuti nell’ultimo secolo nell’arte della guerra greca. Come ostaggio a Tebe studiò il Battaglione Sacro dei Tebani mentre seppe migliorare la falange oplitica e sfruttare al meglio la nuova strategua d’uso della fanteria leggera attuata da Atene.

Il vero sogno di Filippo II non era però quello di domniare solamente la Grecia: egli voleva piegare la Persia una volta per tutta. Non riuscì però a realizzare il suo sogno: Filippo II morì assassinato dopo aver divorziato dalla madre di Alessandro, Olimpia, proprio quando si stava preparando ad invadere la Persia.

È qui che entra in gioco il giovanissimo Alessandro Magno.

Alessandro Magno: le grandi conquiste del re di due mondi
Statua equestre dedicata ad Alessandro Magno.

Educato da Aristotele, il grande filosofo greco, Alessandro Magno crebbe sotto la ferrea disciplina impartita dal mentore Leonida. Infanzia e adolescenza furono caratterizzati da lezioni di retorica, storia, grammatica, matematica ed etica insieme ad un costante addestramento alla guerra. Ma non crebbe solo. Al suo fianco c’era uno stuolo di giovani della stessa età, i suoi hetairoi, èteri, compagni. Questi sarebbero diventati i suoi generali e le sue guardie del corpo e, una volta morto, alcuni fra questi sarebbero diventati i Diadochi, i successori di Alessandro Magno.

Assassinato il padre, Alessandro Magno ascese al trono e al potere. Secondo alcuni fu la madre Olimpia ad orgnizzare l’assassinio, secondo altri lo stesso Alessandro. Il filosofo Aristotele la pensò diversamente. Incaricato di seguire le indagini, Aristotele arrivò alla conclusione che l’assassinio, apparentemente istigato da problemi passionali, fu organizzato da un ricco santuario greco che vedeva in malo modo il potere accumulato da Filippo II nella gestione dei santuari.

Per prima cosa il giovanissimo re assicurò la sua presa sul trono. Fece assassinare e uccidere tutti i potenziali pretendenti; dai cugini alla sorellastra e l’ultima moglie del padre. Salto al dominio della Macedonia si mosse verso sud, dove le città greche si erano sollevate festeggiando la libertà dal sovrano semibarbaro Filippo. Ma non durò molto.

Le grandi conquiste di Alessandro Magno e dei suoi generali

Alessandro discese con un grande esercito e reimpose il potere della Macedonia su tutta la Grecia. L’unica a non sottomettersi fu Sparta. Quindi si mosse a nord, al di là dei monti della Macedonia per combattere contro i Triballi e altre tribù del nord che minacciavano i confini settentrionali del suo regno. Fu in questo momento che l’orgogliosa Tebe si sollevò per l’ultima volta contro i Macedoni.

Alessandro Magno
La battaglia di Isso: Dario III fugge di fronte alla carica di Alessandro Magno.

Alessandro Magno discese a marce forzate fino in Beozia, mise sotto assedio la città di Tebe e, conquistatala, la rase al suolo. Era l’agosto del 335 a.C. e Alessandro non aveva più nemici al di qua dell’Egeo. Il momento della resa dei conti con l’Impero Persiano era arrivato.

Nella primavera del 334 Alessandro, alla testa di un grande esercito, attraverso l’Ellesponto. L’esercito di Alessandro Magno era il più temibile e addestrato di tutto il Mediterraneo. Lo seguivano 48.000 fanti, 6.000 cavalieri pesanti macedoni e una flotta di 120 triremi. Con sé aveva i generali di suo padre fra cui Clito e Tolomeo. Non erano solo Macedoni, benché lo fossero la maggior parte, ma v’erano anche Traci, barbari del nord della Grecia e diversi contingenti delle città greche.

Inizia ora la vera epopea di Alessandro Magno re di Macedonia. Una cavalcata in un Impero immenso e antico. Passo dopo passo l’esercito reale macedone sconfisse ogni armata nemica raccolta dai Satrapi persiani, conquistò ogni città, assediò ogni fortezza, piegò ogni parte dell’Impero a riconoscerlo come nuovo sovrano.

Impossibile qui elencare tutti i successi del giovane eroe macedone: la battaglia del Granico, l’assedio di Alicarnasso, la conquista di Tiro, la battaglia di Isso, la conquista di Gaza e la battaglia di Gaugamela. Animato e sostenuta dalla formazione impartitaglia dai suoi saggi precettori, Alessandro Magno dormiva con l’Iliade sotto il cuscino. Sognava di emulare Achille, di raggiungere l’eternità attraverso azioni e gesta eroiche.

Non si risparmiava mai in battaglia, era sempre in prima fila a combattere e guidare i propri uomini. Alessandro  Magno non ordinava “andate“, ma gridava “seguitemi“. Condivideva con i suoi uomini ogni sofferenza e, fra pugnalate, colpi di lancia e frecce superò ogni ferita.

L’impero di Alessandro Magno

Questo giovane sovrano divenne, nel giro di diversi anni, il più grande re che la storia dell’antichità ricordi. Il suo impero fu un vero e proprio Impero Eurasiatico e Mediterraneo. La sete di conquista, la curiosità e l’amore per l’avventura non fermarono Alessandro di fronte a nulla. Conquistata la Persia e bruciata Persepoli, sottomesso il cuore del più grande Impero dell’antichità, Alessandro si mosse ancora oltre.

Alessandro Magno: le grandi conquiste del re di due mondi
Il grande impero di Alessandro Magno.

Sconfitto Dario in battaglia, Alessandro Magno non ebbe requie, lo insegì e, una volta scoperto che il re dei re era stato assassinato da uno dei suoi satrapi, giurò di vendicarlo. Stette dietro agli assassini e arrivò fino in Sogdiana. Una terra montuosa e inospitale, a nord dell’attuale Afghanistan dove si era barricato l’ultimo satrapo suo rivale: Spitamene.

Fu una guerra difficilissima, con numerosi assedi fra i monti contro tribù e nobili irriducibili. La vittoria venen raggiunta solo quando Alessandro Magno sposò la bella Rossane, la figlia di un nobile locale. I suoi soldati erano stanchi, ma non Alessandro: egli sognava altri mondi da conquistare, altre città da vedere e culture da conoscere. Fu così che organizzò l’invasione dell’India. Una terra mitica e lontanissima per i Greci, la terra da dove proveniva il dio Dionisio.

Fu una campagna terribile e difficilissima. Gli Indiani erano un popolo tenace e battagliero e fra le foreste del continente indiano Alessandro Magno combatté la sua battaglia più difficile, sulle rive dell’Idaspe. Lui voleva andare oltre, ma non i suoi uomini che lo obbligarono letteralmente a tornare in Persia. I suoi fidati soldati lo avevano seguito dalla Macedonia fino ai confini del mondo conosciuto ed oltre. Erano morti a decine di migliaia fra l’Asia minore fino alle montagne Sogdiane e le rive dell’Indo.

La morte di Alessandro

Nemmeno il ritorno in patria fu una passeggiata. Alessandro Magno costeggiò l’Indo con i suoi uomini combattendo per ogni metro guadagnato. La resistenza dei locali fu estremamente tenace, e in uno di questi scontri una freccia perforò l’armatura di Alessandro quasi uccidendolo. Diviso l’esercito in due, il re di Macedonia e Re dei Re dell’Impero Persiano guidò i suoi uomini attraverso il deserto della Gedrosia.

Tornato finalmente a Susa, Alessandro Magno programmò subito nuove spedizioni. Nella capitale del suo nuovo Impero Eurasiatico si abbandonò al vino e alle feste. Il vino fu un grande vizio di Alessandro, famosissimo è l’incidente avuto con Clito, che lo stesso re uccise in preda ad uno scatto d’ira da ubriaco.

In ogni caso il giovane re sognava: stava facendo preparare una flotta e un nuovo esercito per conquistare i domini di Cartagine quando cadde colpito da una forte malattia. Alessandro Magno morì come era vissuto: bruciando intensamente. Spirò a soli 32 anni il 10 giugno del 323 a.C. dopo aver cambiato per sempre il corso della storia.

(di Fausto Andrea Marconi)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Potrebbero piacerti

Alain de Benoist: “È guerra USA – Cina. L’Europa non cada nella trappola”
Traduciamo e riportiamo un'intervista ad Alain de Benoist apparsa su [...]
I Sentilenesi, la tribù che respinge la civiltà ed esalta il primivitismo
I Sentinelesi sono gli abitanti dell’isola di North Sentinel, un’isola [...]
Trump: l’imprevisto del deep state e delle élites globaliste
Mentre il mondo si interroga sul potere delle élite globaliste [...]
Trump e la lotta interna al Partito Repubblicano: è di nuovo fuoco “amico”
La lotta tutta interna al Partito Repubblicano americano tra il [...]
Scroll Up