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Qe, la sentenza tedesca: “Il Quantitative Easing è parzialmente illegale”

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La sentenza della corte costituzionale tedesca sul Qe è arrivata: Quantitative Easing è parzialmente illegale. Come riporta Money.it, i giudici di Karlsruhe però non hanno lasciato spazio a dubbi di sorta e hanno aperto le porte al possibile ritiro della Bundesbank dal programma di acquisto di asset messo in piedi diversi anni fa dal presidente Draghi. Che cosa significa? Come spiega Thomas Fazi, in sostanza la Corte costituzionale tedesca ha riscontrato che il programma è incompatibile con il principio di proporzionalità consacrato nei trattati europei, che afferma che «l’azione dell’UE deve limitarsi a quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dai trattati. In altre parole, il contenuto e la forma dell’azione devono essere in rapporto con la finalità perseguita». La Corte, osserva Fazi, ha sentenziato che la BCE non ha sufficientemente ponderato gli effetti di politica economica e fiscale del programma. «Perseguendo incondizionatamente gli obiettivi di politica monetaria del PSPP – raggiungere tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2 per cento –, ignorando i suoi effetti di politica economica, la BCE ha ignorato manifestamente il principio di proporzionalità», si legge nella sentenza.

L’ultimatum tedesco alla Bce

Come sottolinea Italia Oggi, di fatto, la Corte costituzionale tedesca impone al governo e alle istituzioni del Paese di intervenire entro tre mesi di tempo sulla Bce affinché si proceda a sanare quelle che ritiene siano carenze nelle caratteristiche dei programmi di acquisti di titoli (Pspp), rilevando quello che potrebbe risultare un eccesso di potere (ultra vires).
“Dopo un periodo di transizione di non più di tre mesi, per consentire il necessario coordinamento nell’Eurosistema – si legge – gli organismi costituzionali della Germania, le autorità amministrative e le corti potranno non partecipare né allo sviluppo né all’attuazione degli atti ultra vires”.

La reazione sui mercati dopo la sentenza tedesca sul Qe

Le Borse europee rallentano e Milano vira in negativo, dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca che mette parzialmente in discussione il Qe della Bce. Londra avanza dell’1,3%, Milano arretra dello 0,23%, Francoforte sale dello 0,26% e Parigi dell’1,5%. La Corte di Karlsrhue conferma il Pepp, ma dà tre mesi di tempo alla Bce per dimostrare che “gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal Pspp, il programma di acquisto di titoli pubblici non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica fiscale ed economica derivanti dal programma”.

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale tedesca sul quantitative easing della Bce lo spread tra Btp e Bund tedesco si infiamma e sale a 250 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,92% sul mercato secondario.

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