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“MES, un bel gol per l’Italia”: Merlino, la propaganda non va in quarantena

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“Il MES, senza condizioni, i 37 miliardi per la sanità, non sono un bel gol per l’Italia?”. Così Myrta Merlino chiede, in chiusura della puntata odierna de L’Aria che tira su La7, a un Luigi Di Maio che per primo aveva “lanciato” la metafora calcistica: “In questo momento Conte deve calciare il rigore che può farci vincere il mondiale. I compagni di squadra devono sostenerlo, non dirgli come lo debba tirare”.

Merlino, no, il MES è semmai un autogol

La Merlino, dopo averla dichiarata in modo esplicito, decide di spararla ancora: “Prendiamo questi soldi, ci servono!” incalzando ancora una volta di Di Maio, operando la solita vergognosa propaganda a favore degli aguzzini di Bruxelles.
Cara Myrta Merlino, no, il MES non è nessuno “score” (per dirla con l’anglofonia che fa sempre figo tirare fuori) per l’Italia. Sono 37 miliardi che non possono essere senza condizioni, come cita lo stesso testo del trattato, all’ articolo 136 terzo comma e al regolamento 472/2013, riportato da Alberto Bagnai. Per essere sintetici, il MES viene proposto senza condizioni ma “con la condizione di utilizzarlo per le spese sanitarie” e con la possibilità prevista sempre di poter reimpostare le condizionalità a emergenza finita.

Il MES è un cappio al collo, e lei non può non saperlo

Cara Myrta Merlino, il MES è un cappio al collo. Primo perché i suoi 37 miliardi sono ben inferiori ai 60 che abbiamo versato quali contributori netti all’UE, e secondo perché li riprenderemmo, per il paradosso dell’usura di Bruxelles, a prestito. “Senza condizioni” per i prossimi mesi, con condizioni belle grosse – e sappiamo quanto esose – già l’anno prossimo. A meno che lei non si fidi ciecamente di entità esterne senza nemmeno sottoscrivere nessun cambiamento di un testo scritto al fine di tutelarsi.

Ma non è questione di fidarsi o meno, a lei non frega nulla, se non di fare disinformazione. Sempre a senso unico, sempre a favore dei padroni. Si vergogni.

(di Stelio Fergola)

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