L'euroscetticismo conquista l'Europa

L’euroscetticismo conquista l’Europa

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L’ euroscetticismo è ai massimi da ventanni. A rivelarlo una ricerca pubblicata sul Guardian. In due decenni il consenso popolare nei confronti dei partiti che vogliono uscire dall’Unione Europea è raddoppiato. L’ostilità verso Bruxelles è sempre più sentita in tutto il Vecchio Continente e non sembra accennare a rallentare la corsa. Nel 2019, il 16% dei voti in Europa è andato ai partiti euroscettici di destra.

L’allarme degli esperti

“I leader europei che supportano il processo di integrazione europea non possono assolutamente permettersi di sedersi sugli allori”, ha commentato Matthijs Rooduijn. Egli è professore all’Università di Amsterdam, ed uno degli scienziati responsabili del PopuList project, un progetto accademico che si propone di monitorare il consenso verso i partiti populisti ed euroscettici in Europa, a partire dal 1989.
L’euroscetticismo, secondo la ricerca, avrebbe cominciato a prendere piede nel 1992 col trattato di Maastricht, sotto la spinta dei partiti di destra, per poi impennarsi nel 2005. In questo lasso di tempo, il sostegno ai partiti euroscettici di destra e sinistra in Europa è aumentato vertiginosamente: dal 15% a quasi il 35%.

Le cause dell’euroscetticismo? Tutte tranne l’Unione europea

Tra le cause dell’euroscetticismo individuate dagli esperti ovviamente non si fa mai riferimento alla natura stessa dell’Unione europea. L’UE, nata per perseguire un ideale di solidarietà tra popoli, in realtà agisce per soddisfare la strategia delle classi dirigenti transnazionali.
Secondo la narrazione mainstream, le ragioni dell’euroscetticismo sono sempre altre, sempre rigorosamente esterne all’ottimo funzionamento dell’Unione europea. È colpa dei partiti conservatori dell’Europa orientale, del referendum francese e quello olandese sulla Costituzione europea nel 2005, è colpa della crisi del 2008, della crisi migratoria del 2015 e, colpo di grazia, del referendum sulla Brexit nel 2016.
Morale della favola? Non importa se oggi i dati mostrano che più di un europeo su tre vota per un partito critico nei confronti dell’Ue. Se questa Europa non piace, è colpa degli europei che non sono in grado di apprezzarla.
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