La mozione Segre spiegata con Arancia Meccanica

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Teniamoci forte. Stanno per arrivare coloro che aboliranno l’odio. Sia chiaro, un certo tipo di odio. Passa infatti la tanto discussa mozione Segre.

Passa la mozione Segre

Con 151 voti favorevoli e 98 astensioni, è passata in Senato la mozione promossa da Liliana Segre, per l’istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.

La commissione Segre-Orwell come l’ha definita giustamente lo psichiatra Alessandro Melluzzi. Così come ci sono morti “più morti” degli altri -in tal caso i primi sono privilegiati- esistono odiatori più odiatori degli altri. L’odio è sempre nazionalista, sovranista, fascista; guarda caso mai globalista, antifascista o sionista.

La mozione Segre e Arancia Meccanica

La risposta alle assurde pretese filosofico-morali di una certa parte politica si può rinvenire in “Arancia Meccanica” celebre opera scritta nel 1961 dallo scrittore Anthony Burgess, poi trasposta dieci anni più tardi da Stanley Kubrick su pellicola. La chiave di lettura del film, a distanza di anni ancora poco compreso e soprattutto frainteso, viene data proprio dall’autore:

“Arancia Meccanica doveva essere una sorta di manifesto, addirittura una predica sull’importanza di poter scegliere. Il mio eroe, o antieroe Alex è veramente malvagio, ad un livello forse inconcepibile, ma la sua cattiveria non è il prodotto di un condizionamento teorico sociale. È una sua impresa personale in cui si è imbarcato in piena lucidità.. Imponete a un uomo la possibilità di essere solo e soltanto buono e ucciderete la sua anima in nome del bene presunto della stabilità sociale. La mia parabola è quella di Kubrick vogliono affermare che è preferibile un mondo di violenza assunta scientemente, scelta come atto volontario a un mondo condizionato e programmato per essere buono o inoffensivo”.

Il messaggio sociale contenuto nell’opera è molto forte, sempre attuale, per certi versi paradossale ed antiumanistico, in quanto la malvagità, l’odio è presente nella natura stessa dell’essere umano. A nulla serve la cultura o l’intelligenza a placare questo istinto primordiale. Non a caso la scena dello stupro al teatro durante una scorribanda di un gruppo con cui si scontrerà da lì a poco il protagonista del racconto, simboleggia proprio la rappresentazione della violenza nell’arte e nei media. Solo la libertà di scegliere può prevenire tutto ciò.

Lo scrittore Frank Alexander, il quale nel racconto subisce le violenze di Alex e lo stupro della moglie, secondo Kubrick rappresenta proprio la Sinistra Liberal, la quale fa passare i propri interessi come quelli della collettività, credendo di detenere il monopolio del bene, e di fatto dimostrandosi ‘odiatrice’ alla pari del governo conservatore che sottopone Alex alla cura Ludovico, servendosi della scienza -al servizio del potere-.

Lapidario fu il commento del regista inglese che, ponendosi critico verso tutte le posizioni politiche fino ad essere considerato un anarchico pessimista, ammise di non nutrire fiducia in una presunta bontà originaria dell’uomo che emergerebbe una volta distrutte tutte le istituzioni sociali: famiglia, Stato e società. In altre parole ciò che vuole realizzare l’utopia-distopia globalista. Vogliono sottoporre i social e le nostre opinioni ad una sorta di cura Ludovico, ad una rieducazione, rendendoci appunto come delle macchine, delle arance meccaniche.

(di Emilio Bangalterra)

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