Lorenzo Fioramonti, ministro dell'Istruzione o dell'Assurdo?

Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione o dell’Assurdo?

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Lorenzo Fioramonti è già una specie di mito. In senso comico, s’intenda. Il ministro dell’istruzione, in meno di un mese di attività, si è già distinto per idee e programmi assolutamente sconvolgenti. Merendine, ambiente e assenze giustificate sono la sintesi di un’esperienza di governo che si preannuncia esaltante. Ma che lo stesso governo giallo-fucsia, con tutti i suoi limiti, per ora non sembra prendere granché in considerazione.

Fioramonti, il ministro delle merendine da tassare

La prima proposta shock fatta da Lorenzo Fioramonti è stata quella di cui si ironizza da ormai un mese buono: la tassa sulle merendine e sulle bibite gasate. Al Corriere della Sera il ministro la spara altissima appena entrato in carica: “Servono delle micro tasse di scopo: una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei. Sono attività o dannose per la salute, le prime due o inquinanti. Con i soldi che lo Stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi”.

Lorenzo Fioramonti, viva le assenze per l’ambiente

Anche sul “sempreverde” tema ambientalista Lorenzo Fioramonti si è distinto per le sue “peculiarità”. Nei giorni precedenti al #FridayForFuture di venerdì  27 settembre scorso, quando centinaia di migliaia di studenti hanno “scioperato” a scuola per “salvare il pianeta”, seguendo la ormai dogmatica Greta Thunberg e le sue presunte “sfide ai potenti”, il ministro ci ha di nuovo fatto dono di una delle sue perle di saggezza, avanzando l’idea, non obbligatoria, di “considerare giustificate le assenze degli studenti occorse per la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico” e pubblicando la circolare addirittura sui social.

Antonello Giannelli, Presidente dell’ANP (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola) risponde in modo freddo alla proposta: “Sarebbe preferibile stare a scuola a studiare come fare per migliorare le cose, non tanto fare delle marce. E poi quanti altri problemi ci sono per cui dovremmo manifestare ogni giorno? La disoccupazione, la fame nel mondo, la violenza contro le donne. Che ci siano delle buone ragioni per non andare a scuola è un insulto a tutti quei bambini che non hanno la possibilità di andare a scuola”. Questo sebbene alcuni istituti e professori abbiano effettivamente accolto la proposta ministeriale.

Il governo? Per ora, lo ignora

A quanto pare però, Fioramonti non gode di grande credito nella stessa maggioranza. Il che fa chiedere, spontaneamente, perché sia stato scelto. In ogni caso, merendine, bibite e quant’altro non saranno nella legge di bilancio, almeno stando alle ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Alle quali il ministro non ha mancato di replicare, pavoneggiando di una presunta “lobby delle merendine” che impedirebbe l’applicazione della sua geniale idea.

Quanto a noi, ce ne faremo una ragione. Anche se da un punto di vista sociologico sarebbe stato interessante vedere l’applicazione di quell’assurdo di cui, per ora, Fioramonti promette di essere assoluto alfiere. C’è chi lo chiama “il nuovo Toninelli” e forse il paragone non è per nulla azzardato.

(di Stelio Fergola)

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