Il pericoloso mito di creazione dell'Europa

Il pericoloso mito di creazione dell’Europa

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I popoli europei stanno pagando caro il prezzo per aver creduto nel loro stesso mito. Con i furori generati dalla Brexit e con il futuro dell’Unione Europea messo in discussione, i propugnatori del progetto europeo sono gravati da una storia di creazione che è ben poco verosimile rispetto ai fatti storici.

Che siano amici o nemici dell’Unione Europea, gli europei credono nella favola della nazione saggia. In accordo con questa narrazione, gli Stati-nazione del Vecchio Continente posseggono una storia lunga e ricca. In particolar modo, questi Stati-nazione hanno imparato dal Secondo Conflitto Bellico Mondiale che la guerra è male, e così hanno deciso di legarsi insieme nelle sue conseguenze attraverso una pacifica cooperazione.

Gli estimatori del progetto europeo apprezzano questa fiaba, dal momento che essa racconta una storia di apprendimento e progresso, e conferisce un senso di superiorità sugli americani. Ma ai nemici dell’Unione Europea piace questa narrativa allo stesso modo della loro controparte, in quanto essa suggerisce che lo Stato-nazione è sempre stato presente, l’artefice delle decisioni che ha preso. Se uno Stato-nazione sceglie di entrare nell’Unione Europea – così essi ragionano -, può anche scegliere di uscirne in qualunque momento.

Ed ancora, la favola della nazione saggia è falsa. La storia dello Stato-nazione nell’Europa occidentale e centrale è praticamente inesistente; nell’Est Europa, essa è più lunga, ma gloriosa a mala pena. Gli Stati-nazione nei Balcani hanno allestito il palco per la Prima Guerra Mondiale, e nei postumi di quest’ultima sei novelli Stati-nazione sono stati creati nella parte orientale del Vecchio Continente, tutti quanti rimossi dalla mappa a partire dalla metà della Seconda Guerra Mondiale.

Sin dal 1945, le potenze europee non hanno appreso che la guerra è male. Essi hanno continuato a combattere delle guerre coloniali fino a che non le hanno perse, o non sono state da esse sfiancate. Basti ricordare l’Indocina, l’Indonesia, l’Algeria e l’Egitto; la Malesia, il Kenya, l’Angola, la Guinea, il Mozambico ed il Sahara spagnolo.

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«Il moderno Stato europeo è stato concepito come il cuore di un impero. Esso è sopravvissuto come l’elemento di un progetto di integrazione».

Non sono stati gli Stati-nazione ad avviare il processo di integrazione europea. Ma è stato il dissolvimento degli imperi, esausti a causa dei loro sforzi coloniali.

Non è accidentale che proprio la Germania abbia preso la testa di questo processo. La sconfitta di questo Paese nella Seconda Guerra Mondiale ha rappresentato l’inizio della fine del colonialismo europeo. E per il fatto che il Terzo Reich di Hitler fosse stato la prima potenza europea a perdere, in maniera del tutto indiscutibile, una guerra coloniale – la Seconda Guerra Mondiale, alla sua scaturigine, una guerra coloniale tedesca per la conquista della terra in Ucraina -, la Germania dell’Ovest uscita dal conflitto fu il primo attore dell’integrazione europea.

Altre potenze occidentali presto la seguirono. Dal momento che tenere in piedi i loro imperi era diventato troppo dispendioso, esse scoprirono i mercati europei ed un’identità europea. Dagli anni Quaranta, passando per gli anni Ottanta, l’Europa si ritirò dalle colonie per trovare se stessa.

Trovare sé stessi significa usualmente dimenticarsi di chiunque altro, e l’Europa non fu un’eccezione. La favola della nazione saggia rimpiazzò la storia dell’impero. I tedeschi non ricordano la Seconda Guerra Mondiale come una guerra coloniale per l’Ucraina, ed in questo essi sono tipicamente europei. Per tutta l’Europa centrale ed occidentale, la storia dell’atrocità coloniale e l’indietreggiamento sono sostituiti da una più gradevole storia a posteriori di trattati e pace.

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L’Unione Europea è la soluzione indolore che viene dopo [la dissoluzione del]l’impero. Essa ha permesso agli europei di truffare il fato. Pensiamoci un attimo: le Società che hanno combattuto le due Guerre Mondiali e che hanno perso estesi imperi hanno anche i più alti standard di vita del mondo intero. Usualmente, il collasso di un impero vuol dire il collasso della civilizzazione. L’Europa è riuscita a fare l’opposto: a preservare la realtà ed a lustrare l’immagine della sua civilizzazione, nonostante il collasso dei suoi imperi.

Si dice spesso che l’integrazione europea ha permesso la democrazia in Europa. Questo è abbastanza vero. Ma la democrazia per qualunque soggetto al potere in uno Stato consolidato, non è possibile per un impero.
Forse più fondamentalmente, l’Unione Europea ha creato un’intelaiatura in cui gli Stati europei possono esistere. Il moderno Stato europeo è stato concepito come il nucleo di un impero. È sopravvissuto come un elemento di un processo di integrazione.

Nella maggior parte dei casi dell’Europa occidentale, come nel Regno Unito, non c’è mai stato un momento dove uno Stato-nazione ce l’abbia fatta completamente da solo [per l’impossibilità fattuale di dare vita ad una nazione completamente autarchica, dal punto di vista economico, N.d.R.].

Fino ad adesso, forse. Il caso della Brexit poggia sulla premessa che c’è uno Stato-nazione britannico che giace in attesa, se si rimuovono gli strati dell’integrazione europea e se si ritorna ad una precedente condizione di “indipendenza”. Nuovamente, non c’è mai stato nulla di tutto questo. Il processo storico della perdita dell’impero è coinciso, a livello tempistico, con il processo storico dell’integrazione europea, la quale ha creato la Gran Bretagna che esiste oggi.

La nozione che uno Stato-nazione britannico possa essere creato nel XXI secolo non è quindi conservatore, ma radicale. La società britannica si trova di fronte ad un salto in un futuro inesplorato.

Il pericoloso mito di creazione dell'Europa

«Se la Brexit divenisse realtà, i suoi sostenitori di oggi saranno gli agenti di domani per un impero straniero. Alcuni di loro già lo sono».

L’Europa ha impedito la dissoluzione del’Impero Britannico grazie all’aver raggiunto le isole britanniche. Se la Brexit divenisse realtà, probabilmente non ci sarà più alcuna Gran Bretagna, poiché Scozia ed Irlanda del Nord se ne andrebbero, ma piuttosto un’Inghilterra. Quest’Inghilterra non sarà “uscita” da niente. Il popolo inglese continuerà a negoziare con l’Unione Europea, da un punto di debolezza piuttosto che da uno di forza.

I Brexiteers immaginano che l’Inghilterra in quale modo rivivrà un Impero Britannico. Le opzioni in realtà sono l’integrazione da una parte e l’impero dall’altra, ma gli imperi in questione non sono più britannici. L’Unione Europea ha isolato i suoi cittadini dagli imperi di oggi: Cina, Stati Uniti, Russia; Amazon, Google, Facebook. Se la Brexit divenisse realtà, i suoi sostenitori di oggi diverranno gli agenti di domani di un impero straniero. Alcuni di essi già lo sono.

La funzione storica dell’Unione Europea è quella di raccogliere insieme i frammenti dei falliti imperi europei. Dimenticare questa basica verità storica, come gli europei – ed i britannici in particolare – hanno tentato di fare, significa rischiare la forma di vita che essi danno per scontata.

(di “Politico” – Traduzione di Lorenzo Franzoni)

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