L'ex laburista Galloway: "Ecco perché voterò Farage"

L’ex laburista Galloway: “Ecco perché voterò Farage”

In questo articolo pubblicato su Russia Today e tradotto da Oltre la Linea, George Galloway annuncia il suo voto per Nigel Farage e il Brexit Party alle prossime elezioni europee. Galloway è stato membro del parlamento britannico per quasi 30 anni. Presenta spettacoli televisivi e radiofonici (anche su RT). È un regista, uno scrittore e un rinomato oratore.

Sono stato “in trend” per due giorni interi su Twitter per il semplice fatto di avere dichiarato il mio voto per le elezioni europee del 23 maggio, che a questo punto anche in Inghilterra sembrano inevitabili.

Ho speso una vita intera a sinistra, iscrivendomi al Partito Laburista a 13 anni e spendendo quasi trent’anni in parlamento nella sinistra. E ora ho deciso che voterò per il Brexit Party di Nigel Farage. Come mai?

Per me l’ontologia è importante. Ho fatto un documentario per RT chiamato “Patriot Game”, il quale copriva la storia dell’estrema destra in Gran Bretagna, la storia del fascismo. La tendenza della sinistra a chiamare chiunque sia alla sua destra “razzista” o addirittura “fascista” non è solo infantile e cretina, ma del tutto controproducente.

Farage non è un fascista, è un populista, più alla Huey Long che alla Hermann Goering. È contro il diritto automatico al libero movimento dei lavoratori europei, certo, ma l’UE è il blocco commerciale più bianco del mondo. I lavoratori europei giunti in Inghilterra sono principalmente bianchi, europei, proprio come la maggioranza di noi. Quindi l’accusa di razzismo non sta in piedi, non da ultimo perché Farage preferisce l’immigrazione del Commonwealth dove l’economia britannica lo dovesse richiedere, e il Commonwealth è principalmente nero.

Nelle molte conversazioni che ho avuto con lui in onda e fuori onda, non ha mai manifestato alcun pensiero razzista, e io lo so riconoscere molto bene: ho rappresentato in parlamento più elettori neri e di altre minoranze di qualunque altro parlamentare, e in tre grandi città. Mia moglie è indonesiana, e io ho quattro figli di razza mista. Ho speso la mia vita combattendo per la libertà in tutto il mondo, e difendendo quella del mio paese. So cos’è il fascismo, e Nigel Farage non è fascista.

In ogni caso, opporsi all’immigrazione di massa non è (necessariamente) razzista. Non c’è niente di sinistra nell’immigrazione di massa. Dei poveri costretti a lasciare le loro famiglie e i loro paesi per trovare un lavoro pagato meglio non è una cosa di sinistra. Paesi poveri che perdono i loro lavoratori migliori in favore di paesi più ricchi non è una cosa di sinistra. E i lavoratori dei paesi ricchi che vedono la concorrenza ampliarsi sanno che più è la domanda e minori saranno i salari.

Tutti se ne rendono conto – solo i trozkisti e i capitalisti globali credono davvero nei “confini aperti” – ma c’è un certo narcisismo nella sottile differenza con cui questa preoccupazione viene espressa, e Farage spesso ci è cascato in pieno. Ma lui ha rotto con l’UKIP, il partito sempre più di estrema destra che lui un tempo ha guidato, proprio per i loro discorsi di odio contro immigrati, musulmani e stranieri in generale.

Molta della rabbia contro le mie intenzioni di voto proviene da gente che ha votato per Tony Blair nel 2005, quando aveva le mani insanguinate per l’invasione dell’Iraq – una cosa che avrebbe portato alla morte di un milione di iracheni – e QUESTO è razzismo. Farage, per la cronaca, si è opposto alla guerra in Iraq, e a quella in Libia e a pure quella in Siria, al contrario della maggioranza dei parlamentari laburisti.

I miei critici dicono che votare per Blair nel 2005 era un voto tattico per respingere i Tories. Quindi, torniamo al mio voto tattico per Nigel Farage il 23 maggio.

Più di tre quarti dei candidati laburisti in questa elezione rifiuta il risultato del referendum per la Brexit, chiedendo un secondo voto. Quasi tutti loro sono sostenitori di Tony Blair. Quasi tutti loro sono oppositori del leader laburista Jeremy Corbyn. Una di loro (pensando che non avrebbe corso alle elezioni europee) ha detto che oggi lei è “soltanto” una laburista. Il loro candidato principale, l’inetto conosciuto come Lord Adonis, ha detto alla radio che spera che i sostenitori della Brexit non votino per i laburisti. In quanto studioso della storia del partito laburista, posso dire che questa è la prima volta nella storia che un candidato chiede a 17.4 milioni di persone di non votare per il suo partito – nonostante 5 milioni di essi siano sostenitori del partito laburista.

La Brexit è stata rubata agli elettori che l’hanno vinta, davanti ai loro occhi, dai politici mainstream di tutti i partiti. C’è molta rabbia nel paese riguardo a questa cosa. E questa rabbia ha trovato espressione nel Brexit Party. Il campo del “remain” può scegliere tra Labour, Conservative, Liberal, Democrat, Green e il nuovo Change UK. È una dicotomia perfetta.

Se il “remain” vincerà queste elezioni, il furto della Brexit sarà completo con tutte le conseguenze del caso. Se il “brexit” riporterà una grande vittoria, come credo -e come indicano i sondaggi – allora il tradimento sarà rimediato. Non da ultimo perché i partiti maggiori sanno che, in caso contrario, Nigel Farage farà di tutto per andare alle elezioni generali. E nessuno lo vuole.

Quindi, né più né meno, il 23 maggio voterò per la Brexit. Mi sorprende che qualcuno abbia potuto credere che avrei fatto il contrario.

(da Russia Today – Traduzione di Federico Bezzi)

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