Notre Dame, OPEN prova a smentire la gioia social degli islamisti: ma è un flop

Notre Dame, OPEN prova a smentire la gioia social degli islamisti: ma è un flop

Chi legge il web conoscerà senz’altro quel fenomeno di David Puente. Il “debunkatore” ufficiale di Open, quello che sbufala anche situazioni insbufalabili, una firma che si posa come una pietra – o per meglio dire come un ape sovrappeso – su tutte le questioni più inutili della rete.

Ebbene, a questo giro Puente se la prende con chi, come noi, ha riportato la notizia delle reazioni a dir poco agghiaccianti dei presenti di origine islamica all’incendio della cattedrale di Notre Dame. Ha la buona pace di non chiamarla “bufala”, perché i numeri sono talmente incontestabili da far rabbrividire i polsi (si parla di migliaia di reazioni divertite, espresse sia in commento che con faccina, ai video della cattedrale in fiamme), ma cerca comunque di dargli una giustificazione diversa da quella che tutti abbiamo immaginato, come vediamo nell’immagine sotto.

Notre Dame, OPEN prova a smentire la gioia social degli islamisti: ma è un flop

Come lo fa? Linkando un post condiviso da Giorgia Meloni sullo stesso argomento in cui ci sono, udite udite, ben undici faccine che ridono su circa 10mila registrate riguardo la notizia delle fiamme sulla cattedrale.

 Notre Dame, OPEN prova a smentire la gioia social degli islamisti: ma è un flop

Numeroni, non c’è che dire. Molti di voi saranno sicuramente pratici di Facebook e sapranno che talvolta si clicca la reazione “sbagliata” utilizzando il telefono (o addirittura il computer fisso). Ebbene, una quantità così ridicola potrebbe lasciarlo quanto meno supporre, laddove uno qualsiasi dei post riportati dallo stesso Open registra quasi un migliaio di reazioni divertite,  e di segno analogo. Molto più difficile pensare a qualche click sbagliato, sebbene nessuno voglia mettere in dubbio l’esistenza degli imbecilli in qualsiasi comunità, nazionalità o razza, che però non cambiano il succo del discorso, che rimane il seguente, di cui abbiamo una diapositiva:

Notre Dame, OPEN prova a smentire la gioia social degli islamisti: ma è un flop

Imbecilli che, non lo neghiamo perché non siamo ottusi come il nostro eroe, si palesano almeno mostrando più che altro rabbia per una politica di migrazione forzata che potrebbe aver condotto ad una situazione di debolezza, visto che la pista dell’attentato terroristico non viene smentita da nessuno (personalmente sono molto scettico e la modalità mi pare quanto meno bizzarra, però non si può negare che le circostanze temporali, come l’avvenimento proprio nella settimana di Pasqua e gli incendi ad altre Chiese francesi nei giorni scorsi possano essere quanto meno sospetti).

Ma la verità di questo articolo che non si autoproclama sbufalatore pur tentando di sbufalare quale sarebbe? Nessuna. Semplicemente arrampicarsi su un centinaio (ma direi più un migliaio) di specchi per non accettare un fatto abbastanza evidente: che una bella fettona degli islamici che vivono nelle nostre società non hanno nella migliore delle ipotesi alcuna connessione o rispetto verso le nostre radici cristiane (e mi si permetta, non ci vedo neanche niente di troppo sbagliato) nella peggiore la odiano in maniera pure abbastanza palese, manifestandola con commenti di gioia sui social e sul web.

Perché arrampicarsi? Ma è ovvio, sempre per lo maledettissimo dogma immigrazionista e multiculturale: giammai accettare che siamo diversi, che una certa categoria di persone non è fatta per integrarsi nel nostro mondo, che i popoli hanno diritti e doveri differenti al seconda del contesto, così come spazi di sviluppo e sostenibilità vari. Si deve per forza continuare a sostenere la certezza religiosa di società in cui comunità radicalmente diverse debbano per forza convivere, mescolarsi e vivere insieme.

Dunque i migliaia che ridevano al fuoco di Notre Dame – guarda caso tutti di origine islamica – hanno lo stesso valore di 11 italiani che hanno espresso la stessa reazione su quasi 10mila. Meglio metterla così.

Così, tanto perché l’antirazzismo ce lo impone. Con illustri menti illuminate come Puente in testa.

(di Stelio Fergola)

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