Gilet Gialli, è partita la criminalizzazione

Gilet Gialli, è partita la criminalizzazione

Emmanuel Macron respira. Recupera terreno. Così, all’improvviso, dopo mesi di agonia. Tutto iniziato nel novembre scorso, quando la popolarità del presidente non superava il 25%. Ma ora ci sono i black bloc, coloro che sabato hanno incendiato Parigi. Adesso è partita la criminalizzazione dei Gilet Gialli.

Serviva come l’aria, perché prima c’era stato qualcosa, qualche infiltrato, qualche incendio di auto, ma ancora troppa poca roba per accusare una responsabilità diretta. Addirittura si vedevano civili comuni che aiutavano i manifestanti. Ora qualcosa è cambiato, torna il metodo black bloc, come se nulla fosse: sabato incendiano un negozio di Bulgari, insieme ad altri. Devastano le strade.

All’Eliseo non aspettavano altro. Intanto c’è da chiedersi come mai i Gilet Gialli abbiano deciso all’improvviso di suicidarsi, poi come questo boom di violenza si sia presentato dopo mesi di nulla o quasi.

Alla prima domanda rispondono gli stessi dirigenti del movimento, che negano qualsiasi affinità strategica con i black bloc, e accusano direttamente Macron, “ritenuto la mente di una vera e propria strategia tesa a lasciare che i violenti si muovessero sostanzialmente incontrollati per gli Champs-Elysées mentre la polizia si concentrava solo sui “giubbotti gialli”, come riporta Lorenzo Vita su Gli occhi della guerra.

Christophe Chalençon, fabbro di 53 anni, uno dei capi dei Gilet,  quello della cosiddetta ala moderata risponde al Quotidiano Nazionale in modo molto diretto: “Cosa c’è da capire? È tutto chiarissimo. Non siamo noi a spaccare le vetrine, sono i black bloc che ogni volta arrivano in massa. La polizia li lascia fare per far credere che i responsabili siamo noi”.

Ma ci sono altre testimonianze. Come quella di Lois Lecouplier, segretario del sindacato Alliance Police, secondo cui a rapinare Bulgari “sarebbero stati dei professionisti che avevano preparato il colpo e scelto con cura anche la data: il sabato del 18esimo atto della rivolta gialla, la cui parola d’ordine Ultimatum e l’appuntamento, tutti sugli Champs Elysées, facevano ben sperare”. Aggiungendo poi: “Vedendo come hanno agito, viene da porsi qualche domanda. C’è un gruppo che agisce molto rapidamente e in modo molto professionale, più che dei black bloc, mi sembrano dei rapinatori di mestiere”.

D’altronde nella stessa giornata di sabato c’erano state valutazioni dubbiose sulle responsabilità dell’accaduto perfino da esponenti del governo. Il ministro dell’Interno francese  Christophe Castaner, aveva addirittura affermato che “alcuni professionisti della violenza e del disordine, equipaggiati e mascherati, si siano infiltrati nei cortei”.

Per una Open qualsiasi, ovviamente, è tutto più semplice. Per loro un edicolante e la sua attività sono state bruciate senza pietà dai cattivissimi Gilet Gialli, quelli che non sono contro i potenti, a differenza di Greta che può realmente salvarci dal sistema (fonti: Linkiesta e le pagine Facebook del Partito Democratico). Nessuna valutazione ulteriore è possibile, l’occasione è troppo ghiotta e non va sprecata.

E il consenso di Macron, nel frattempo, pare dia segni di risalita. Strano.

(di Stelio Fergola)

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