L'ultima perla del pensiero unico: "l'accanimento" contro Greta Thunberg

L’ultima perla del pensiero unico: “l’accanimento” contro Greta Thunberg

Accanimento contro Greta, si dice. In una fase di qualche giorno in cui la ragazzina incontra e stringe la mano di Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale. In cui Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea,le fa pure il baciamano. C’è pure Emmanuel Macron, che viene ritratto sorridente insieme a lei ed altri attivisti.

L'ultima perla del pensiero unico: "l'accanimento" contro Greta Thunberg

 

L'ultima perla del pensiero unico: "l'accanimento" contro Greta Thunberg

Nel frattempo Il Sole 24 Ore pubblica un editoriale strappalacrime sullo “dalla parte di Greta”. Questa ragazza si chiama Greta Thunberg e sarà lei a cambiare il mondo, non i gilet gialli, titola invece Linkiesta. Sulla stampa mainstream è tutto un tripudio di eroismo, di salvezza, di purezza ambientale sulle spalle di una povera ragazzina certamente con le migliori intenzioni, ma usata come se fosse un giocattolo strappalacrime da persone – non ci vergognamo di dirlo – senza alcuno scrupolo e traboccanti della solita ridondante ipocrisia.

Ore 11 di domenica 17 marzo, Enrico Mentana scrive su facebook:

 L'ultima perla del pensiero unico: "l'accanimento" contro Greta Thunberg

Il motivo? Le critiche a questa foto pubblicata su Instagram.

L'ultima perla del pensiero unico: "l'accanimento" contro Greta Thunberg

Nell’immagine la ragazzina mangia in treno alcuni prodotti confezionati con la plastica, suscitando delle critiche sul social network. Critiche effettivamente molto cretine, visto che essere ambientalisti non significa morire di fame solo perché in talune circostanze l’unico modo o quasi per consumare viveri può essere – magari in viaggio – utilizzando confezioni di plastica.

Ma in ogni caso, dopo che il 90% dei titoli dei giornali, delle dichiarazioni ufficiali di politici e capi di Stato, di dirigenti di organismi sovranazionali che governano il mondo finanziario, tutti favorevoli e a supporto della nuova eroina di questo secolo, qualche critica – giusta o meno – a una foto pubblicata su Instagram sarebbe sufficiente, per il direttorissimo Mentana, a sentenziare che il mondo ce l’abbia addirittura con Greta, che ci sia accanimento contro di lei e chissà, magari anche una futura persecuzione mediatica.

Ed effettivamente il giornale del direttorissimo sembra del tutto intenzionato a insistere ancora sul concetto di “accanimento”, tanto che il giorno dopo OPEN pubblica un articolo intitolato “La macchina del fango contro Greta e gli studenti di #FreeDaysForFuture.

L'ultima perla del pensiero unico: "l'accanimento" contro Greta Thunberg

Nel link si leggono critiche alla sporcizia lasciata dagli studenti dopo le manifestazioni, riportate da Libero, o la denuncia dello sfruttamento della figura di Greta da parte della testata Gli occhi della Guerra, oltre a una decina di post social che se la prendono con l’incoerenza del movimento ambientalista.

Dunque, riassumento, Greta e gli eroici studenti che saltano la scuola sarebbero oggetto di “accanimento” per le critiche pubblicate da: Gli occhi della guerra (testata minore), Libero (testata mainstream, di certo non di massima tiratura, sia sul web che in versione cartacea) e qualche decina (vogliamo fare centinaia, esagerando?) di utenti su internet. Appunto, tutto ciò costituirebbe la “macchina del fango”.

Dall’altro lato a mitizzare Greta e i ragazzi che di salveranno dall’estinzione ci sono: Capi di Stato, presidenti di organismi sovranazionali, conferenze internazionali, Corriere, Repubblica, Huffington Post, Ansa, Adkronos, Il Fatto Quotidiano, Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto, tutta La7 (talk e tg inclusi ovviamente), Tgcom, Rainews24, SkyTg24.

Mentana ha ragione. C’è indubbiamente una persecuzione in atto, specialmente quando qualcuno si permette di esprimere un parere contrario a quello mainstream.

E allora mi viene in mente di dire che c’è qualcosa che non va. Se alcuni tra i vertici maggiori del mondo occidentale hanno incontrato Greta, se la stampa è riuscita a esaltarla in modo ossessivo ciarlando addirittura di una ragazzina che secondo Adkronos “spaventa i leader mondiali” (ma dove, che se continua così li incontrerà tutti nel giro di un mese?), in cosa diavolo consisterebbe l’accanimento?

Nel fatto che qualche utente su 7 miliardi e mezzo che abitano questa povera terra si sia permesso di scrivere commenti inutili sotto una sua foto pubblicata sui social? La sensazione sembra sempre la stessa: qui di leader impauriti ce ne sono ben pochi, l’ambientalismo di accatto risponde ad esigenze alle quali i signorotti “spaventati” sono ben lieti di far finta di rispondere, e la stampa di massa, da sempre schiava, non fa altro che diffondere il riverbero della solita propaganda ipocrita.

Con un tocco geniale in più però: spacciarla per una battaglia contro i padroni del mondo. In un modo che a questo punto non so se definire più inquietante, divertente o semplicemente ridicolo.

Da parte nostra, abbiamo già abbondamente spiegato quanto il fenomeno sia costruito a tavolino, senza dare alcuna colpa a una ragazzina innocente, usata dai media, dai politici e forse pure da qualcun altro di cui vista la giovane età non comprende l’iniquità.

(di Stelio Fergola)

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