La leggenda del Re di marmo che riconquisterà Costantinopoli

La leggenda del Re di marmo che riconquisterà Costantinopoli

Il 29 maggio 1453 le mura teodosiane di Costantinopoli vennero sfondate dal gigantesco cannone del Sultano Ottomano Maometto II il conquistatore. Era l’inizio della fine per la città. La mura di Costantinopoli, che avevano resistito a più di dieci assedi nella loro storia, si piegarono di fronte alle armi da fuoco. Le truppe turche, superiori per numero ed armamento ai Greci ed Italiani che difendevano la città, ebbero facilmente successo dell’ultima disperata ed accanita resistenza cristiana.

Fu in questo tragico momento che l’ultimo imperatore romano Costantino XI Paleologo decise di combattere e morire piuttosto che di accettare la resa offertagli dal Sultano. Il martirio dell’ultimo degli imperatori, insieme alle sue ultime parole di fede, lo rendono tutt’oggi uno degli eroi più amati e venerati dal popolo greco. Subito dopo la caduta della città si diffuse infatti la leggenda che Costantino venne rapito dalla Vergine Maria durante la battaglia. Questa lo avrebbe nascosto all’interno delle mura della città che tanto aveva strenuamente difeso.

La leggenda del Re di marmo che riconquisterà Costantinopoli
La statua di Costantino XI nella piazza del duomo di Atene.

Un’altra versione racconta che fu un angelo a rapire l’imperatore per nasconderlo in una cava di marmo vicino al cancello d’oro della città. Qui l’imperatore sarebbe caduto in un sonno profondo da cui si risveglierà solo il giorno in cui i cristiani riconquisteranno Costantinopoli-Istanbul. È la leggenda del “re di marmo”, il Mararomenos.  Il mito del re dormiente pronto a riportare in vita per ristabilire pace e giustizia fu molto amato nel corso del medioevo, e già lo abbiamo incontrato nella Germania medievale.

La leggenda del re di marmo divenne di nuovo molto popolare in Grecia nel XIX secolo. I patrioti Greci che combatterono la guerra di liberazione nazionale contro i Turchi, videro nella figura di Costantino un esempio da seguire. Egli era l’eroe-martire che continuava a combattere nonostante la certezza della sconfitta.

La leggenda del Re di marmo che riconquisterà Costantinopoli

La nuova Grecia indipendente tornò a sognare la riconquista dell’antica capitale, divenuta ormai una sorta di terra irredenta da riconquistare. Durante la Prima guerra mondiale divenne infatti popolare il motto fra i soldati Greci: “Un Costantino l’ha fondata, uno l’ha perduta, uno la riprenderà”. I riferimenti erano chiari: Costantino il grande rifondò la città greca di Bisanzio chiamandola Costantinopoli nel 330 d.C., Costantino XI la difese senza successo dai Turchi nel 1453, mentre re Costantino I di Grecia l’avrebbe riconquistata nella prima metà del ‘900. Un sogno forse, ma condiviso dallo stesso re che si faceva chiamare Costantino XII, idealizzando un’ipotetica continuità dinastica.

La leggenda del Re di marmo che riconquisterà Costantinopoli

Considerato martire da numerosi fedeli della Chiesa Greca Ortodossa, Costantino XI è venerato da molti come santo, questo nonostante non ci sia la canonizzazione ufficiale da parte della chiesa. Il mito del Marmaromenos è così vivo fra i Greci che i compositori Apostolos Kaldaras e Stamatis Spanoudakis hanno composto nel 1998 un album musicale dal nome “Marble King”. In questi anni di grandi dolori e sofferenze per il popolo greco, dall’invasione turca di Cipro, alla crisi economica con conseguente arrivo della troika, poche sono state occasioni per festeggiare. Ed è proprio in questi anni che si fortifica il sogno del ritorno dell’ultimo dei Romani Costantino XI. La sua venuta segnerà non solo la riconquista di Costantinopoli, ma anche la punizione per ogni ingiustizia subita.

(di Marco Franzoni)

 

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