20 Febbraio: il Futurismo compie 110 anni

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Era il 20 Febbraio del 1909, dalle colonne del giornale francese “Le Figaro”, Marinetti lanciava l’incendiario “Manifesto del Futurismo”. Grazie a questa pubblicazione l’avanguardia futurista conquistava una grossa notorietà internazionale, tanto da influenzare pesantemente, ed in breve tempo, molte delle correnti artistiche dell’epoca.

Il Manifesto rappresentava una vera e propria bordata contro tutti i cliché decadenti tardo ottocenteschi. Energia, pericolo, velocità e violenza impregnano da cima a fondo l’opera di Marinetti, fino ad arrivare all’arcinota “Guerra sola igiene del mondo”, non fatichiamo ad immaginare lo shock che un documento con questi contenuti provocò all’opinione pubblica dell’epoca.

Per certi versi le parole del fondatore del futurismo rappresentano una visione della prima metà del XX Secolo. Il poeta nato ad Alessandria d’Egitto fu infatti un visionario rispetto a quanto sarebbe accaduto nel corso del Secolo Breve: delle jungheriane “tempeste d’acciaio” figlie della tecnologia aggressiva, ipotizzate dai futuristi in tempi non sospetti e della massificazione della società che spianerà la strada ai totalitarismi.

Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l’orizzonte, e le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta“.

20 Febbraio: il Futurismo compie 110 anni
“La guerra”, di Giacomo Balla

Parole come queste d’altronde descrivono il perfettamente il Novecento meglio di tante opere scritte a posteriori.

Non bisogna però fare l’errore di pensare il futurismo come un movimento apologeta del mondo nella quale noi viviamo oggi. Alidilá di alcune visioni superficiali è difficile pensare Marinetti come ad un millennials ante litteram. Il messaggio futurista risulta, al contrario, attuale nonostante ora che la tecnologia è diventata oggetto di massa.

La decadenza e l’immobilismo imperanti nel mondo occidentale contemporaneo, l’opportunismo ed il trasformismo che imperano nella nostra società e i nuovi moralismi – non più figli di un certo bigottismo cristiano – della vulgata politicamente corretta, ci spingono a ritenere la “sfida alle stelle” di Marinetti attuale ancora oggi.

(di Pietro Ciapponi)

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