Il pensiero di Alain De Benoist sull’antirazzismo attuale

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L’antirazzismo attuale non ha in realtà che due funzioni reali: la prima è disarmare ogni critica all’immigrazione. La retorica antirazzista, cosi’ come la ascoltiamo tutti i giorni, sorretta dai mezzi di informazione e dalle lobbies, si prefigge fondamentalmente di far credere che tutte le critiche all’immigrazione sono ispirate dal “razzismo”. Chiunque critichi l’immigrazione è accusato di razzismo, chiunque voglia dar prova di “antirazzismo” deve al contrario parlare in favore della soppressione delle frontiere (ciò che si potrebbe definire come “Feticismo dell’Apertura” (….)

La seconda ragion d’essere dell’ “antirazzismo” è di dissimulare l’adesione al sistema capitalistico che in questi ultimi decenni ha caratterizzato un intera generazione di “pentiti”. L’antirazzismo ha sostituito l’anticapitalismo come la lotta contro tutte le discriminazioni ha sostituito la lotta di classe. Si denunciano tanto più le “discriminazioni” di origine ontologica (sessismo, razzismo, fanatismo religioso) in quanto ci si adatta benissimo alle disuguaglianze economiche e sociali molto concrete dovute allo sfruttamento del lavoro vivo da parte della logica del profitto. L’antirazzismo funziona da questo punto di vista come paravento di un’adesione al sistema

(di Alain De Benoist)

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