Malika ti amiamo

Malika, ti amiamo

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Malika Chalhy, ti amiamo. Di sicuro, ti ama il sottoscritto. Soprattutto, amiamo la tua Mercedes, acquistata di fresco con la “raccolta fondi”. È interessante, di tutta questa vicenda, il contorcersi dello stesso mainstream che, fino a pochi mesi fa, ti esprimeva solidarietà quando venivi cacciata di casa “perché lesbica”.

Malika, ecco perché ti amiamo

Malika, noi ti amiamo perché con una semplice frase sei riuscita a farli tutti tuoi. Non che ci volesse molto, in fondo basta tirare fuori omofobie a caso, ed ecco che l’esercito di vip, giornalisti, intellettuali da strapazzo si muove all’unisono per dire tutti insieme le stesse fesserie.

Ma ti amiamo perché è tutta l’operazione ad avere il sapore del geniale. Raccontarsi lesbica (a questo punto, sarà vero? Boh), attirate la stampa progressista su di te, l’esposizione mediatica che probabilmente cercavi, e infine il colpo finale, quello del vero fuoriclasse: quelle famigerate raccolte fondi con la quale sei stata in grado di racimolare la bellezza di 151.500 euro, di cui 11.500 destinate a tua cugina.

Ti amiamo perché il modo in cui hai preso in giro i progressisti di mezza Italia ricorda tanto il modo in cui lo hanno fatto – in altri ambiti – fenomeni da baraccone (e purtroppo anche della tratta di esseri umani) come le ONG: come non ricordare la solidarietà “raccolta” su Facebook per Carola Rackete, da cui la Sea Watch e i “costi” di oltre 300mila euro annui che potrebbero essere impiegati per ben altre attività, anziché importare clandestini.

Ti vogliamo ricordare così, Malika. Quando pomposamente dichiaravi: “Aiuterò chi ha bisogno”. Una frase che si è trasformata nel giro di qualche mese in un’altra piuttosto differente: “Ho comprato una Mercedes, mi potevo comprare un’utilitaria, ma ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio”. Che tesoro.

Malika ti amiamo

Grazie Malika

La perla di Malika, ovvero del genio assoluto di cui non potremmo far altro che decantare le lodi (a parte la scelta piuttosto stramba di pubblicare una storia su instagram in cui guida la mitologica Mercedes), ovviamente ha fatto il giro – anche – del web. Ed è venuto fuori un meme troppo grazioso per poter essere ignorato. Qui la bella Malika ci viene rappresentata come un “lupo di Wall Street”, in memoria del noto film di Martin Scorsese.

Malika, ti amiamo

Insomma, tutto di questa storia richiama all’impresa titanica. Troppi i numeri, troppi i tocchi di classe, troppa la visione di gioco e troppe le giocate vincenti.

Di conseguenza, non ci indignamo. Anzi, ringraziamo Malika. Perché ha dimostrato – caso mai ce ne fosse bisogno – l’assoluta idiozia dei progressisti. Gli stessi che danno i soldi ai mercanti di esseri umani e che credono ad ogni fesseria che proviene dagli aguzzini di Bruxelles. E che ogni santissima volta non si pongono neanche una domanda.

In tutti e tre i casi si parla di soldi, e non crediamo sia un caso.

(di Stelio Fergola)

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