Roberto Speranza

Speranza nel libro mai uscito: “Così la pandemia aiuterà la sinistra”

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Nel mancato bestseller del ministro Roberto Speranza, Perché guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute,  che sarebbe arrivare sugli scaffali lo scorso 22 ottobre edito dalla Feltrinelli, libro che molte librerie hanno ricevuto ma non hanno potuto vendere, e infine ritirato definitivamente, almeno in quella versione (ora disponibile solo su Ebay alla modica cifra di 50 euro), c’è un passaggio chiave molto interessante, che la dice lunga sulla follia della sinistra pro-lockdown. Come spiegava il giornalista Nicola Porro lo scorso 31 marzo:

Ieri sera sono intervenuto alla trasmissione di Mario Girodano, Fuori dal coro e ho segnalato una frase inquietante che si trova nel libro di Roberto Speranza. Parliamo del best seller mancato, il volumetto autocelebrativo che il ministro è stato costretto a far ritirare dalle librerie, perché stava uscendo in concomitanza con lo scoppio della seconda ondata.

Ebbene, nel testo c’è un passaggio molto indicativo sulla cosiddetta “egemonia culturale” della sinistra, che fa ben capire in che modo Speranza e i suoi sodali avessero già chiaramente pianificato di servirsi della pandemia a scopi politici.

«Credo che, dopo tanti anni controvento, ci sia davvero una nuova possibilità di ricostruire un’egemonia culturale su basi nuove» scrive Speranza. E ancora: «Sono convinto che abbiamo un’opportunità unica per radicare una nuova idea della sinistra»

Capito? Mentre la maggioranza degli italiani veniva – e viene, ancora oggi, dopo mesi – ridotta alla fame da un lockdown folle insensato, il ministro Roberto Speranza pensava all’egemonia culturale della sinistra! E quale sarebbe quest’egemonia culturale? Il fallimentare modello italiano? Lo Stato etico che ti controlla quanta spesa acquisti e non ti consente di acquistare una bottiglia di vino dopo le 18? I carabinieri in spiagga mentre multano le famiglie mentre si mangiano un panino il giorno di Pasqua? Che distrugge i piccoli imprenditori? Non c’entra nulla il “comunismo”, come qualcuno ha scritto. Siamo nell’ordine del più folle progressismo scientista e politically correct di cui Speranza è piena espressione. Come minimo, per la figuraccia rimediata con il libro ritirato dal mercato e per la sua gestione fallimentare e cialtronesca, dovrebbe dimettersi all’istante.

Rispetto al lockdown, l’epidemiologo John P.A. Ioannidis ha smontato il lockdown con due studi: “Non serve, bastano restrizioni meno aggressive. I benefici sono di minore entità rispetto ai danni causati”.

(di Roberto Vivaldelli)

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