Opus Dei, è solo fanatismo? Una prelatura potente tra luci e ombre

Opus Dei, è solo fanatismo? Una prelatura potente tra luci e ombre

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Opus Dei: per capirne il significato bisogna partire dalla sua definizione. La Prelatura della Santa Croce e Opus Dei nota nelle forme colloquiali semplicemente come Opus Dei (Opera di Dio), è una prelatura personale della Chiesa cattolica fondata il 2 ottobre 1928, in Spagna, da Josemaría Escrivá, prete di formazione giuridica, (canonizzato nel 2002) con lo scopo di «diffondere il messaggio che il lavoro e le circostanze ordinarie sono occasione di incontro con Dio e di servizio nei confronti degli altri, per il miglioramento della società». Si sappia che ha ottenuto lo status di prelatura personale in forza della costituzione apostolica Ut sit del 1982 e che è retta dagli Statuti emanati da Giovanni Paolo II durante il medesimo anno. Fernando Ocáriz è l’attuale prelato. Non sono però poche le critiche ricevute, tra queste quella di setta in grado di plagiare gli adepti.

Cos’è L’Opus Dei, da dove nasce e chi l’ha fondato

Escrivá ha cercato di incoraggiare i laici e i sacerdoti cattolici nella loro ricerca della santità attraverso le professioni scelte. La Santa Sede nel 1950 approva formalmente l’Opus Dei come istituto secolare (cioè una nuova forma di associazione religiosa i cui membri “professano i consigli evangelici nella vita secolare”). Il 28 novembre 1982, Papa Giovanni Paolo II, convinto sostenitore dell’Opus Dei, l’ha istituita come la prima e unica prelatura personale nella chiesa, con giurisdizione sulle persone piuttosto che su un’area geografica. Con rami separati per uomini e donne, l’organizzazione è guidata dal 1982 da un prelato eletto dai suoi membri. Il prelato può istituire seminari e promuovere gli studenti agli ordini sacri, ma l’organizzazione rimane soggetta a qualche supervisione da parte dei vescovi locali.

Opus Dei
Josemaría Escrivá, fondatore Opus Dei

L’Opus Dei e il suo peso in Italia

Nel 1946 inizia l’apostolato dell’Opus Dei in numerose nazioni del mondo a partire dall’Italia. Seguono poi Portogallo, Inghilterra, Irlanda e Francia. Nel ’49 è la volta degli Stati Uniti, nel ’50 il Cile e l’Argentina, nel ’51 il Venezuela e la Colombia. Poi nel 52′ la Germania, nel 1953 il Perù e il Guatemala. Infine Ecuador, Svezia, Uruguay, Austria, Brasile e Canada. Escrivá volle che la sede centrale dell’Opus Dei fosse a Roma, per sottolineare il carattere universale dell’istituzione, oltre che per sottolineare lo stretto legame con il Sommo Pontefice. Sbarcò a Genova il 22 giugno e si trasferì a Roma per stabilirvi la sede principale dell’Opus Dei. Il 16 giugno 1950 la Santa Sede concesse l’approvazione dell’Opera come istituto secolare di diritto canonico.

L’Opus Dei viene riconosciuto come un’unità organica, costituita da laici e sacerdoti iscritti alla Società Sacerdotale della Santa Croce. Era consentito l’inserimento anche delle persone sposate e dei sacerdoti diocesani che continuavano a riferire al proprio vescovo. Questi, però, ricevono dall’Opus Dei l’aiuto spirituale per cercare la santità nell’esercizio del loro ministero. L’Opus Dei continuava ad essere posta alle dipendenze della sacra Congregazione dei religiosi. Era chiaro che i laici non erano tenuti a formulare i tre voti pubblici di religione.

 

Opus Dei
Opus Dei, Roma come sede centrale

Florida è l’attività realizzata in Italia dall’Opus Dei. A Roma, in campo medico e assistenziale, dal 1993 è attiva l’Università Campus Bio-Medico, che si articola in due facoltà, un centro di ricerca e un Policlinico. In campo educativo, 9 città italiane ospitano 19 collegi universitari gestiti da Fondazione RUI, IPE e Arces. La Pontificia Università della Santa Croce, nata a Roma dal 1984, è un centro superiore di studi ecclesiastici articolato nelle facoltà di Teologia, Filosofia, Diritto canonico, Comunicazione istituzionale.

Nel campo della formazione professionale, invece,  il Centro ELIS conduce a Roma corsi per la formazione di operai specializzati, l’istituto professionale nel campo dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera SAFI ELIS, corsi di formazione specialistica per laureandi e neolaureati, e due scuole sportive.

Opus Dei
Don Robin Weatherill, direttore della cappellania del Campus Bio-Medico dell’Opus Dei

Teorie del complotto e critiche dalla stessa comunità cattolica

Il Concilio Vaticano II è stato un importante spartiacque anche per l’Opus Dei. Da quel momento iniziano le prime importanti critiche soprattutto per il suo carattere ultraconservatore e reazionario.

Per contestare l’appoggio alle dittature in Sudamerica ed in Spagna l’Opus Dei è accusato di essere una setta (“massoneria bianca”). Arrivano le prime critiche sollevate da “ex affiliati” a partire da ex focolarini come Urquhart e di ex Opus Dei come María del Carmen Tapia con il libro scandalo “”Oltre la soglia”. O ancora da gruppi come l’ODAN l’Opus Dei Awareness Network.

Nell’ambiente dell’Opus Dei si elabora, a metà degli anni ’90, la teoria del complotto sull’ideologia gender, nata da una rielaborazione strumentale degli studi di genere ad opera dell’attivista cattolica Dale O’Leary. La teoria afferma l’esistenza di un piano portato avanti dai movimenti LGBT e femministi che avrebbe come obiettivo la fine dell’identità sessuale e di genere; ciò, secondo la teoria, porterebbe alla fine dell’umanità.

“Oltre la soglia” dell’Opus Dei

Il libro della Tapia viene pubblicato nel 1992 e parla del mondo settario insito nell’Opus Dei. Si parla di “manipolazione”, “segretezza”, “affari illegali”, “plagio” e “violenze”. Si descrive l’esperienza dell’autrice durata ben 18 anni. La Tapia ha ricoperto l’incarico di direttrice di un centro femminile in Venezuela.

Opus Dei, è solo fanatismo? Una prelatura potente tra luci e ombre
Il libro scandalo dell’ex Opus Dei

Nel libro racconta con dovizia di particolari le mortificazioni corporali e descrive la sua esperienza all’interno della prelatura. La definisce come un “viaggio nel fanatismo”. Emerge dal suo punto di vista come l’Opus Dei sia una congregazione in cui gli adepti siano separati dalla realtà esterna, soffrano costrizioni economiche. Stando alla Tapia subiscono un “lavaggio del cervello”, divenendo marionette manovrate dai superiori, persuase a rinunciare alle loro migliori capacità al fine dell’unità e del buono spirito.

Volti famosi e la loro propaganda

Opus Dei
Binetti sul tema “fine vita” riporta a “Ombibus” La 7 l’opinione dell’Opus Dei

Fanno parte dell’Opus Dei milioni di persone in tutto il mondo e anche in Italia vi sono numerosi “adepti”. Tra i più noti Leonardo Mondadori che è stato un editore e dirigente d’azienda italiano morto nel 2002. dal 1991 alla morte fu presidente della casa editrice Arnoldo Mondadori Editore. Oltre a lui il chimico, ex nuotatore e accademico Vincenzo Lorenzelli. Il giornalista Alberto Michelini, ex esponente della Democrazia Cristiana e di Forza Italia nonché parlamentare europeo è ad oggi soprannumerario dell’Opus Dei. Infine, probabilmente il volto più noto e visivamente connesso con l’Opus Dei è quello di Paola Binetti, psichiatra, politica e accademica italiana. È diventata senatrice della Repubblica nelle file della Margherita nel 2006 ed ha formato, insieme con i parlamentari Luigi Bobba, Enzo Carra, Emanuela Baio Dossi, Marco Calgaro e Dorina Bianchi, il gruppo dei cosiddetti teodem.

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