Giuseppe Conte

Covid, record di morti e fallimenti su ogni fronte: il disastro giallorosso

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Hanno blaterato per mesi di “modello Italia” quando si sono dimostrati di essere in ritardo su tutto, nella prima ondata del Covid-19, e impreparati e cialtroni su ogni fronte nella seconda, quella che ci sta costringendo a rimanere chiusi in casa. L’Espresso, in un articolo pubblicato qualche mese fa e riproposto sui social in questi giorni (evidentemente vecchiato malissimo), arriva a dire che il virus ci ha mostrato quanto sono pericolosi i politici arrivati al potere con le fake news. «Prima hanno fatto finta che il problema Covid 19 non esistesse, lo hanno sminuito definendolo poco più di un’influenza, sono andati avanti per la loro strada ignorando i pareri di scienziati ed esperti. Poi, a disastro in corso, hanno evocato il complotto senza presentare prove o si sono trincerati nel negazionismo» scrive L’Espresso riferendosi a Donald Trump e Jair Bolsonaro.

Descrizione che sembra curiosamente calzare a pennello al governo giallorosso: o nessuno si ricorda di Nicola Zingaretti, segretario del Pd, che andava a fare gli aperitivi dicendo che «l’unico virus è il razzismo»? Andiamo poi a ripercorrere «i grandi successi» dei gialorossi nella gestione dell’epidemia: come riportato poche settimane fa dall’Adnkronos, l’Italia è il Paese in Europa con il maggior numero di decessi da Covid. Secondo i dati dell’osservatorio della Johns Hopkins University il numero di decessi da coronavirus nel mondo ha superato quota 1,6 milioni. A livello globale i morti da Covid-19 accertati sono stati 1.600.219, a fronte di 71.349.508 casi accertati. L’Italia risulta il Paese più colpito in Europa, con 64.036 decessi totali, superando così il Regno Unito, le cui autorità sanitarie al momento dichiarano 64.026 decessi (+519 nella giornata di oggi), sebbene nel computo totale i certificati di morte sui quali compare l’attestazione di positività siano 73.125.

Si sarebbe potuto evitare questo disastro? Certo che sì. Come spiega Luca Ricolfi in un pezzo magistrale su Il Messaggero, non c’è stato alcun «Modello Italia»· Si procede, per mesi, in «stop and go. Un po’ di settimane di Quaresima, poi un sobrio Carnevale, poi di nuovo Quaresima, poi ancora Carnevale. Il tutto regolato dal semaforo delle terapie intensive: quando si riempiono scatta la Quaresima, quando si svuotano riparte il Carnevale. La gente l’ ha capito, che va a finire così, e si adatta come può, a seconda dell’ età e del carattere di ciascuno. Ma era a obbligatorio precipitare in questo abisso? No. Tanto è vero che, contrariamente a quel che molti ancora credono, la seconda ondata non è affatto arrivata ovunque: fra le società avanzate l’ hanno evitata 10 Paesi su 25, dunque più di un Paese su 3. E 4 di questi 10 Paesi che ce l’ hanno fatta sono in Europa: Irlanda, Norvegia, Finlandia, Danimarca».

Ma per non essere travolti bisognava fare qualcosa di più, e di diverso dai lockdown tardivi cui siamo stati costretti in Italia. Non dico adottare in toto la strategia asiatica, per cui non eravamo pienamente attrezzati (specie sul tracciamento elettronico), ma almeno assimilarne gli elementi cruciali: controlli severi alle frontiere + mascherine obbligatorie + tamponi di massa + contact tracing + quarantene rigorose.

E se non basta ma di solito basta lockdown duro al primo segnale di ripresa dell’epidemia, perché se intervieni subito il lockdown dura poco, e la ricerca dei contatti non va in tilt.

E’ quello che scienziati, ricercatori e studiosi non hanno mai smesso di chiedere, fin dai primi giorni di marzo. Tutto inutile, i nostri governanti non hanno voluto sentire ragioni. Gli errori che hanno commesso nella prima ondata non hanno esitato a ripeterli, aggravati, nella seconda. E ora pretendono pure di dire che, se non riescono a tenere sotto controllo l’ epidemia, la colpa è nostra. Incredibile.

Ciliegina sulla torta i vaccini: andiamo a vedere il confronto con gli altri Paesi europei:

Covid, record di morti e fallimenti su ogni fronte: il disastro giallorosso

Fallimenti su ogni fronte nella gestione dell’epidemia che abbiamo raccontato anche in quest’intervista che vi riproponiamo.  Se ci fosse stato un governo «sovranista», chissà cosa direbbero i giornaloni di questi disastro senza eguali. Per non parlare della disastrosa risposta economica, di cui parleremo a breve e che merita un’altro approfondimento…

(di Roberto Vivaldelli)

 

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