Centro migranti, fuggono in 50 da quello di Agrigento [VIDEO]

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Centro migranti sempre più anarchici, a quanto pare. La situazione “fuori controllo” come riporta il Giornale, si manifesta ad Agrigento, in Sicilia

Centro migranti: la fuga in Sicilia

Il centro migranti siciliano è stato oggetto della fuga ieri sera, praticamente violando ogni regolamento di quarantena previsto dalle norme anticovid. La prefettura di Agrigento ha precisato che all’appello ne mancherebbero una ventina. Poi:

Molti di loro si sono messi a correre anche lungo la Strada Statale 115 rappresentando un vero e proprio pericolo non solo per se stessi ma anche per gli automobilisti. Immediatamente le Forze dell’ordine si sono dispiegate in ogni angolo del territorio nel tentativo di riportare i fuggitivi dentro l’ex hotel. Nel frattempo sui social si sono diffusi gli appelli dei cittadini in cui spiegavano quanto stesse accadendo invitando tutti alla prudenza in auto: “Attenzione sulla SS 115- si leggeva nei post Facebook- ci sono migranti che corrono in strada. Siate cauti alla guida”. Un appello che trova fondamento nel drammatico episodio che si è verificato ad inizio di questo mese.

I centri della clandestinità: le fughe degli ultimi giorni

Tutte le strutture che in qualche maniera favoriscono la strutturazione del fenomeno immigrazionista sono, di fatto, funzionali a favorirlo e ad incentivarlo. Questo tacendo del fatto che il centro migranti di per sé, anche in altre realtà, ha già mostrato casi di fuga analoghi negli anni.

E negli ultimi giorni la situazione è parsa vicina all’esplosione. È accaduto a Valderice, in provincia di Trapani, dove il 23 settembre gli ospiti hanno appiccato un incendio allo scopo di scappare:

Momenti di panico e di grande confusione durante i quali due migranti si sono lanciati giù dai balconi. Nell’impatto col suolo hanno riportato delle importanti fratture che hanno reso necessario il ricovero in ospedale. Sono queste situazioni che indubbiamente accrescono le preoccupazioni dei cittadini, soprattutto in considerazione del delicato periodo legato all’aumento del rischio di contagi da coronavirus.

(la Redazione)

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