Clandestini, l'Italia torna a pregare: "Non lasciateci soli"

Clandestini, l’Italia torna a pregare: “Non lasciateci soli”

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“L’Europa non ci lasci soli con i profughi”, implora l’Italia parlando di clandestini, o meglio dice Luciana Lamorgese, in un’intervista al Corriere della Sera, commentando anche la recente guerra turco-curda. In un passaggio il ministro dell’Interno specifica: “L’intensificazione dei flussi migratori che stanno mettendo in crisi i Paesi della frontiera orientale richiede un approccio europeo solidale: non possono essere lasciati soli gli Stati più esposti”.

L’Italia prega, i clandestini aumentano

L’Italia prega, certo, mentre fino a due mesi fa tentava di smarcarsi e di imporre finalmente una linea. Fino a due mesi fa l’Italia riduceva gli sbarchi clandestini di oltre il 90%. Certamente, faticava a controllare i propri confini, tanto è che un’organizzazione non governativa privata si poteva permettere il lusso di fregarsene delle leggi italiane e di entrare in un porto senza permesso. Certamente, c’era ancora molta strada da fare. Ma la reazione c’era stata, e i numeri lo avevano dimostrato in modo lampante.

Ora sembra che quei dati di fatto non esistano più. Non si riprende dalla strada dimostratasi più efficace, ma da quella che ha portato più di 700mila clandestini sul nostro territorio dal 2011 al 2017.

Per l’Italia che prega, in ogni caso, il dato certo è che i migranti economici – parola gentile per parlare sempre di clandestini – aumentano.

Le preghiere dell’Italia, il flop di Malta

A oltre un mese dalla “svolta”, l’accordo di Malta si rivela in tutta la sua inconsistenza. Lo avrebbe capito chiunque non fosse pendente dai titoloni dei giornali già dopo la sua sottoscrizione. Un accordo firmato da 5 Paesi, su base volontaria, eventualmente annullabile in caso di aumento degli arrivi, che speranze poteva avere di sopravvivere?

Quale ingenuo avrebbe potuto mai pensare che l’8 ottobre sarebbe stata davvero la data prevista per la ratifica anche da parte degli altri Paesi europei? Solo qualche giornalista, forse. Tra i cittadini reali, ben pochi.

(di Stelio Fergola)

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