Bohemian Grove: quando il Bilderberg va in vacanza

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È una ricorrenza annuale delle élite quella di ritirarsi ogni estate, per due settimane, nella seconda metà di luglio, in un campeggio privato di 2.700 acri chiamato Bohemian Grove («boschetto boemo»), situato nella contea californiana di Sonoma. Possono accedervi solamente i membri del Bohemian Club, tutti esclusivamente di sesso maschile.

 

Bohemian Grove: attività e partecipanti

A differenza degli altri raduni segreti dei potenti della terra (Bilderberg, Trilaterale e così via), nel Bohemian Grove non si discute di politica o di affari, non si tesse la trama dell’ordine mondiale, ma ci si rilassa all’aria aperta, lontano da sguardi indiscreti. Il motto del club, «Weaving spiders come not here» («I ragni tessitori non vengono qui») sta ad indicare il peculiare aspetto “ludico” di questo club segreto, motivo per cui ogni discussione politica o affaristica va rigorosamente evitata.

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Il boschetto boemo è un luogo di relax e divertimento per i partecipanti del campeggio, o perlomeno lo sarebbe a livello ufficiale. Tra i membri del Club, si annoverano:

  • ex Presidenti degli Stati Uniti, come Herbert Hoover (che lo definì «The greatest men’s party on Earth», ossia la più grande festa di soli uomini sul pianeta), Dwight Eisenhower, Richard Nixon, Gerald Ford, Ronald Reagan, Bill Clinton, George Bush Senior, George Bush Junior;
  • politici di ampia visibilità;
  • imprenditori di alta caratura;
  • banchieri di spicco come David Rockefeller (uno dei fondatori del Bilderberg e della Commissione Trilaterale), Henry Kissinger, Colin Powell, Al Gore, Tony Blair, Bill Clinton e molti altri.

Se l’esistenza di questo raduno estivo, il Bohemian Grove è indubitabile – per ammissione stessa dei membri che ne fanno parte -, sono oggetto di controversie le attività che effettivamente vi si svolgono. Nonostante l’accesso al boschetto boemo sia severamente proibito agli estranei, infatti, alcuni curiosi sono riusciti ad infiltrarsi per documentare con foto e video ciò che effettivamente avviene all’interno del campeggio.

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Le testimonianze raccolte negli anni

Già nel 1989, il giornalista Philip Weiss era riuscito ad intrufolarsi nel Bohemian Grove fingendo di essere un ospite: nell’articolo Inside the Bohemian Grove” riportò poi la propria testimonianza. Il quadro che ne emerse non era esattamente il massimo della sobrietà, considerato che Weiss si trovò dinanzi a sé la grottesca visione dei potenti della terra, coloro che avevano ed hanno tutt’ora in mano le redini del mondo, che urinavano su delle sequoie completamente ubriachi.

Lo stesso Clinton confermò questa testimonianza pubblicamente, quando ad una conferenza intervenne un giovane chiedendo spiegazioni sulla funzione del club: «Il Bohemian Club? Hai detto il Bohemian Club? È dove tutti quei ricchi repubblicani si mettono nudi di fronte alle sequoie, giusto?», aveva risposto Clinton, aggiungendo poi frettolosamente di non esserci mai stato e facendo immediatamente scortare fuori il giovane.

Poi c’è la testimonianza di Alex Jones, conduttore radiofonico e giornalista investigativo che, nel 2000, riuscì ad entrare nel boschetto boemo insieme al suo cameraman. La sua è forse la testimonianza più nota, e le registrazioni video effettuate catturano scene di pratiche esoteriche ed occulte veramente “strane”, se si vuole usare un eufemismo.

In particolare, la “Cremation of Care” (ossia la “cremazione della cura” o la “cremazione dell’intento”), pratica già descritta da Weiss nel suo articolo, è una sorta di processione funebre in cui uomini vestiti da druidi bruciano una bara contenente un manichino di fronte ad una enorme statua raffigurante un gufo, l’Owl Shrine, presente anche nel logo del Bohemian Club. Sembrerebbe di assistere, in altri termini, alla simulazione di un sacrificio umano.

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Un’ulteriore e drammatica testimonianza viene fornita da Cathy O’Brien nel suo “TransFormation of America“. Nel libro, non adatto ai lettori più sensibili e corredato di documenti e foto, la O’Brien racconta di essere stata costretta a diventare una schiava sessuale per il governo americano, e di aver avuto accesso al boschetto in qualità di oggetto di piacere dei potenti:

«Bohemian Grove viene inteso, a quel che si dice, come un luogo di svago, che in apparenza fornisce ad importanti elementi politici un ambiente tranquillo per “divertirsi” oltremisura. L’unico affare che andava condotto lì, riguardava la realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale tramite la proliferazione delle atrocità sul controllo mentale, conferendo al posto un’aria di “segretezza massonica”. L’unica stanza in cui era permesso di parlare di affari era il salottino scuro, detto in modo appropriato e affettuoso “Il Sotterraneo”. […] I rituali si svolgevano presso un colossale monumento in calcestruzzo a forma di gufo sulle sponde del fiume Russian».

 

Bohemian Grove: campeggio o luogo di rituali perversi?

Forse aveva ragione Richard Nixon, che pure partecipò al Bohemian Grove, quando affermava che il boschetto «è una delle più dannate cose da froci che si possa immaginare. Quella gente di San Francisco è terribile, non stringerei mai loro la mano».

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Un dato, infatti, è innegabile: non sembra che le testimonianze, le foto e i video delle “attività ludiche” svolte nel campeggio rivelino propriamente uno spirito vacanziero. Inoltre la statua del gufo, che i membri del club chiamano Moloch, è spaventosamente simile a quella che si erge sul tetto del tempio dell’isola di Jeffrey Epstein, recentemente setacciata dall’FBI. Ennesima perla complottista? Suggestione?

Su questi temi, occorre sempre procedere con prudenza e spirito critico, onde evitare di sfociare nel folclore cospirazionista. Al tempo stesso, non andrebbe nemmeno esclusa a prescindere l’eventualità che dietro la patina di locus amoenus del boschetto boemo, si celi in realtà un luogo di perversione in cui confluiscono straricchi annoiati e inebriati dal potere.

–> LEGGI ANCHE “EPSTEIN E IL VOLTO PERVERSO DELL’ÉLITE AMERICANA”

(Flavia Corso)

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