La retorica della "non-violenza" come strumento di destabilizzazione

La retorica della “non-violenza” come strumento di destabilizzazione

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

“Ora invece la proclamazione dell’ideale della non-violenza va di pari passo con la celebrazione dell’Occidente, che si erge custode della coscienza morale dell’umanità e si ritiene pertanto autorizzato a scatenare destabilizzazioni e colpi di Stato, nonché embarghi e guerre “umanitarie” in ogni angolo del mondo.

Nel manuale di “lotta realisticamente non-violenta” la parola d’ordine cara a Gandhi si è trasformata in uno strumento della politica imperiale di un paese che ha un mostruoso bilancio militare, un arsenale capace di annientare più volte l’umanità e basi militari installate in ogni angolo del pianeta, che lo mettono in grado di intervenire militarmente dappertutto. […]

La parola d’ordine della non-violenza ha finito col seguire la sorte delle altre “grandi narrazioni” del Novecento: non c’è ideale, per nobile che sia, che non possa trasformarsi in un’ideologia della guerra o in una parola d’ordine per rivendicarne l’egemonia. Nell’ambito del grande gioco, se i concorrenti dell’Occidente sono l’incarnazione della violenza, i suoi amici diventano i nuovi Gandhi“.

Domenico Losurdo – “La non-violenza. Una storia fuori dal mito”. (Editori Laterza, pag. 240)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Potrebbero piacerti

Il mito calcistico del Brasile è finito?
Il mito del Brasile finito? Forse. Ma andiamo con ordine. [...]
Sovranisti, sveglia! Sbarchi super e UE cannibale, altro che “5 furbetti”
Sovranisti, sveglia, non è il momento di indignarsi per le [...]
Brasile, ecco la petizione contro George Soros
Dal Brasile parte una grande raccolta firme contro il magnate [...]
Imagine “comunista” e la ridicola politicizzazione dell’arte
Hanno fatto discutere le dichiarazioni di Giorgia Meloni in merito [...]
Scroll Up