Pubblicato il 30 ottobre 2026
Alla Russia deve essere consentito di tornare ai campionati mondiali di hockey su ghiaccio, ha stabilito la Corte Arbitrale dello Sport (CAS), annullando un’esclusione in vigore dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022.
La sentenza rappresenta una vittoria importante per la Russia contro i tentativi di escluderla dallo sport internazionale a causa della guerra in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin è un noto fan dell’hockey che ha già giocato a partite di esibizione con ex stelle.
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Il CAS ha annullato le decisioni della Federazione internazionale di hockey su ghiaccio (IIHF) che escludevano la Russia dagli eventi della stagione 2026-27, compresi i campionati del mondo maschili e femminili. Anche la Russia quest’anno ha saltato i tornei olimpici.
Il ritorno della Russia getta nell’incertezza su come funzionerà il mondiale maschile l’anno prossimo in Germania, visto che si è qualificata anche l’Ucraina.
La sentenza del CAS cita la mancanza di prove sulla sicurezza in Russia
In una breve dichiarazione, il CAS ha citato la mancanza di prove sufficienti a sostegno delle preoccupazioni di sicurezza dell’IIHF.
Il CAS ha affermato che la sua sentenza non affronta questioni come se la Russia debba essere obbligata a giocare senza simboli nazionali come squadra di atleti neutrali, come in alcuni altri sport olimpici, o altre “conseguenze organizzative”.
L’IIHF ha espresso disappunto per la sentenza e ha affermato di “sostenere che le sue decisioni erano necessarie per proteggere la sicurezza e l’incolumità di tutti i partecipanti e salvaguardare l’integrità delle sue competizioni”.
“Sebbene l’IIHF rispetti l’autorità del CAS e agisca in conformità con la sua sentenza, il risultato non rimuove le preoccupazioni che hanno informato le sue valutazioni”.
Il ministro dello Sport russo Mikhail Degtyarev ha scritto sull’app dei social media Telegram che il CAS “ha riconosciuto come giustificate le richieste della Federazione russa di hockey sui punti chiave”.
Il ritorno della Russia porta incertezza
La sentenza rappresenta una sfida immediata per il nuovo presidente della IIHF Franz Reindl, il cui paese d’origine, la Germania, ospiterà il campionato del mondo maschile il prossimo anno.
Il presidente della federazione tedesca di hockey su ghiaccio, Frank H Lutz, ha dichiarato venerdì che la Germania resta contraria a consentire la partecipazione della Russia e che “consentire alla Russia di partecipare ha conseguenze significative in termini di sicurezza, politiche e finanziarie per noi come padroni di casa”.
Non è chiaro come si inserirà la Russia, dato che il sorteggio è già stato effettuato.
L’aggiunta di una squadra in più creerebbe gruppi irregolari e un torneo ancora più lungo per adattarsi a più partite.
Espellere una squadra qualificata per far posto alla Russia rischierebbe una reazione negativa, soprattutto se quella squadra è l’Ucraina. È stata l’ultima a qualificarsi per i mondiali maschili, ponendo fine a un’attesa di 20 anni, e si colloca all’ultimo posto tra le 16 squadre attualmente partecipanti.
L’IIHF ha segnalato che le “accordi pratici” saranno decisi dopo aver valutato la sentenza.
Il ritorno della Russia probabilmente inizierà ai mondiali juniores
Il primo torneo in cui la Russia potrebbe tornare è il campionato mondiale junior maschile di Edmonton e Red Deer, in Canada, che inizierà il 26 dicembre.
Altri eventi coperti dalla sentenza sono il campionato del mondo femminile in Canada il prossimo anno e i campionati del mondo under 18 nel 2027 in Minnesota e Repubblica Ceca.
Nella storia dei mondiali maschili, i 27 titoli vinti dalla Russia e dall’Unione Sovietica sono secondi solo ai 28 del Canada. La Russia ha vinto la medaglia d’oro l’ultima volta nel 2014.
Dal 2022, la Russia organizza partite di esibizione con squadre di sviluppo, principalmente contro i vicini Bielorussia e Kazakistan. L’IIHF ha escluso anche la Bielorussia, citando le stesse preoccupazioni espresse per la Russia. Venerdì la sentenza del CAS non ha fatto menzione della Bielorussia.




