Demolition Man

L’attualità di Demolition Man

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Demolition Man è fantascienza o sta per diventare – almeno in parte – realtà?

Se qualcuno profetizzasse, ad esempio, che tra 12 anni molti grandi città come Los Angeles saranno completamente trasformate in sistemi “perfetti” in cui i cittadini diventassero tutti buoni (non per volontà propria) in una sorta di regime arcobaleno politically correct in cui è vietato odiare e dove effettivamente “odiare ti costa”, per cui un’imprecazione comporta una multa. In cui la polizia – o quel che ne resta – non possa usare alcun tipo di forza coattiva (il che ricorda quanto successo con le proteste dei BLM dei mesi scorsi). In cui fosse vietata la carne, così come il fumo e qualsiasi tipo di vizio controproducente ad uno stile di vita salutare. In cui il sesso si “virtualizzasse” e le nascite fossero interamente controllate ed artificiali. In  cui il denaro in forma fisica è stato abolito. e chiunque può essere rintracciato tramite microchip sottocutaneo, probabilmente non verrebbe preso tanto per profeta e neanche come un complottista.

La distopia di Demolition Man e la realtà

A sembrare sempre più realistica infatti è proprio una distopia simile raccontata dallo scrittore britannico Aldous Huxley nel 1932 in Il mondo nuovo, romanzo da cui trae ispirazione l’altrettanto realistico e sempre meno fantascientifico col passare del tempo Demolition Man uscito nelle sale nel 1993. E’ in questa distopica Los Angeles del 2032 (chiamata San Angeles perché ha inglobato i territori di Santa Barbara e San Diego) che il poliziotto John Spartan (Sylvester Stallone) viene risvegliato dall’ibernazione, completamente spaesato e non integrabile ma pronto a combattere il criminale Simon Phoenix (Wesley Snipes) con i metodi tipici del XX secolo. Oltre al protagonista, a non accettare il nuovo stile di vita imposto dal governatore di San Angeles Raimond Cocteau, sono i relitti, ovvero veri e propri “individui del sottosuolo” che, rifiutando gli standard di vita stabiliti dal governatore, hanno deciso di vivere nelle fogne.

Demolition e la “società ideale”

Ed è proprio il leader dei relitti, Edgar Friendly l’obiettivo del governatore Cocteau. Sbarazzatosi di lui tramite Phoenix, il governatore ha intenzione di diffondere maggiormente il suo modello di società ideale. Questo il grido di ribellione di Friendly contro la società fasulla ed ipocrita di ed in superficie creata da Cocteau: “Secondo il suo programma io sono il nemico perché uso il cervello. Mi piace leggere, sono per la libertà di parola e per la libertà di scelta e sono uno a cui piace sedersi in una bettola a riflettere: “mi faccio una bella bistecca o una lombata alla griglia con patate al sugo d’arrosto?” Io voglio tenere alto il colesterolo! Voglio mangiare lardo, burro e formaggio a tonnellate, okay?! E fumarmi un sigaro lungo mezzo metro dove c’è scritto “vietato fumare”!

Voglio andare in strada nudo, spalmato di gelatina verde e leggendo Playboy! Perché?! Perché a un tratto potrebbe venirmene voglia! Okay, bello? Io l’ho visto il futuro e lo sai cos’è? Uno zitellone di mezza età che sta sempre in camicia da notte a bere centrifughe di carote e mele cantando i ritornelli della pubblicità! Se vivi lassù devi vivere alla Cocteau, fare quello che vuole lui come vuole lui! Hai un’alternativa: venire qui sotto. Magari a morire di fame”. Ai giorni nostri “Demolition Man” si riscopre molto di più che un semplice film poliziesco-fantascentifico degli anni 90′.

Il rischio di vivere in un totalitarismo progressista, un mondo in cui riprendendo Huxley “la dittatura perfetta ha la sembianza di democrazia in una prigione senza muri, nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire” si fa sempre più tangibile.

(di Emilio Bangalterra)

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